Alfrojul
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Antiche Leggende sulle Sirene Secondo antiche leggende nordiche, le Sirene sarebbero in grado di scatenare le più volente tempeste per far naufragare le navi e imprigionare i pescatori giovani e belli nei loro castelli, ornati di relitti e tesori. Tra i vecchi marinai della Norvegia era infatti diffusa la credenza che incontrare in mare una Sirena fosse di cattivo augurio: questo evento avrebbe preannunciato una tempesta oppure la scomparsa di un membro dell'equipaggio. Ecco perchè la prua delle navi era spesso ornata con una Sirena scolpita nel legno, la polena, utilizzata proprio per ingraziarsi il favore delle incantevoli ma pericolose creature.
Famose in Italia sono le Sirene che vivono nelle acque della Sicilia e dela Puglia. A Marina di Modica, nei pressi di Ragusa, si parla di una fanciulla bellissima dai lunghi capelli dorati che vive in una conchiglia. Al suo interno si trova il castello della Sirena. Protetto da un potente incantesimo si dice sia pieno di pietre preziose e di tesori delle navi affondate. Nella notte fra il 24 e il 25 gennaio, la Sirena emerge dalle profondità del mare per profetizzare agli uomini cosa accadrà nell'anno nuovo.
Credenze popolari dicono invece che nelle acque delle coste leccesi viva una Sirena che trascorre il suo tempo occupandosi del suo splendido giardino nelle profondità del mare, insieme ai marinai annegati. ''Fate, Gnomi Folletti del Bosco Incantato''
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Categoria: sirene, favole e leggende
Lutey e la Sirena Un tempo i pescatori della Cornovaglia rastrellavano le spiagge in cerca di oggetti preziosi provenienti da molti naufragi e spinti in riva dalle onde. Un giorno Lutey di Cury, scoprì una meravigliosa sirena nella pozza di una roccia. Era una creatura bellissima e quindi a lei non fu difficile convincere Lutey a portarla verso il mare che si stava ritirando. Come ricompensa gli offrì la possibilità di esaudire tre desideri. Lutey per prima cosa chiese il potere di spezzare gli incantesimi delle streghe, per seconda quello di obbligare i demoni al servizio di una strega a fare del bene, e per terza cosa che questi suoi poteri si trasmettessero ai suoi discendenti. La sirena acconsentì e aggiunse altri due doni: primo, la promessa che nessuno in famiglia sarebbe vissuto in miseria e secondo, un modo per chiamarla, all'occorrenza, con un suo pettine magico.
Quando giunsero in riva al mare, la sirena pregò Lutey di accompagnarla nell'acqua ancora per un pò, tenendosi stretta al suo collo appena lui tentava di lasciarla. Lutey entrò a grandi passi nel mare. Si sarebbe perso per sempre se il suo cane non avesse abbaiato disperatamente ricordandogli la moglie e i figli. La sirena si aggrappò ancor più saldamente a lui e avrebbe trascinato Lutey in mare, ma lui estrasse dal fodero il coltello e la minacciò. Il coltello era di ferro, metallo che respinge il popolo del mare, e la sua sirena balzò allora nell'acqua cantando:
Si avverò anche la promessa della sirena che tornò esattamente nove anni dopo. Lutey era nel mare e stava pescando con uno dei suoi figli. La sirena uscì dall'acqua verde come i suoi occhi liquidi, agitò i capelli e lo chiamò. Lutey disse al figlio: "Miti e Leggende"
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Categoria: sirene, favole e leggende
Le Sirene Numerosissimi sono i miti che parlano di queste affascinanti creature, capaci di incantare con la voce i naviganti che solcano i mari. Secondo la mitologia greca le Sirene erano dette Nereidi in quanto figlie di Nereus e delle Oceanine: erano ricche di fascino, grazia e bellezza; ognuna di esse presiedeva un mare o una parte dell' oceano che ne assumeva in qualche modo la personalità, le qualità ed anche a volte poteva rifletterne l'umore o il particolare stato d'animo. Ancora più anticamente tuttavia le Sirene non venivano immaginate con la coda di pesce, ma come ragazze con il corpo di uccello, che appollaiate in silenzio sulle rocce mediterranee, aspettavano il passaggio dei naviganti che avvicinandosi alle loro isole ( forse Sorrento e Messina) avvertivano strane vibrazioni, poi voci ammalianti a cui non potevano resistere ed era la loro rovina.
Con il tempo le Sirene (forse dopo il VII secolo d.c.) cambiarono aspetto, le troviamo raffigurate dalla fantasia popolare come donne con ali e coda di pesce. Cominciarono allora a nuotare verso altri mari, fuori dal Mediterraneo, verso l'Islanda, i mari del Nord, l' Oceano Atlantico e i fiordi vichinghi. Secondo la mitologia nordica invece c'era un dio del mare di nome Aegir che aveva una moglie meravigliosa e incantevole di nome Ran. E' la Regina delle ondine o Sirene, e perciò nota per la sua dolcissima e armoniosa musica, per la capacità di leggere nel futuro, per i suoi incantesimi e la sua stupenda bellezza. Si dice che le anime di coloro che affogano in mare vadano nel suo reame. E' la patrona delle ragazze e delle giovani non ancora sposate. Le figlie di Ran sono le "nove onde del mare". Passando attraverso il Maelstrom, il terribile gorgo che leggende dicono esistere in un qualche luogo remoto del mare del nord, si arriva al suo magico castello sotto il mare.
Quando i dolci canti delle Sirene giungono alle orecchie dei marinai, per loro è la fine: storditi e sedotti dal magico richiamo, si tuffano in mare per raggiungerle. acompagnato con la lira o da magiche arpe dalle corde d'argento, il canto delle Sirene si dice provochi la pazzia in chiunque lo ascolti. Basti per esempio pensare a Ulisse che, per ascoltare il canto delle Sirene, si fece legare all'albero maestro della nave dai suoi marinai, dopo aver ordinato loro di tapparsi le orecchie con la cera.
Le Sirene non indossano abiti, che vengono sostituiti dai lunghissimi capelli biondi o verdi. amano però ornarsi con collane di perle, conchiglie e profumate ghirlande di fiori. La lunga coda che permette loro di muoversi con agilità nell'acqua non può essere utilizzata sulla terra.
Grazie ad un incantesimo, le Sirene riescono a trasformarla in un paio di gambe, per poter curiosare sulla terra e far innamorare gli uomini. La magia dura poco ed è meglio che tornino al più presto in acqua per non rischiare di morire soffocate.
"Ho galleggiato a lungo su un oceano senza navi *Tim Buckley*
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