Alfrojul
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Le Fate di Cottingley e Sir Arthur Conan Doyle
La vicenda che vi racconterò mi ha affascinato sin da bambina, quando per la prima volta sfogliando un libro ho visto la foto di una bambina circondata da Fate danzanti... ![]() Arthur Conan Doyle (1852-1930), campione del positivismo, creatore dell'indimenticabile Sherlock Homes, ad un certo punto della sua vita divenne un sostenitore dello spiritismo. Dal 1887 al 1917, Doyle si trasformò a poco a poco in un attivista dello spiritismo, tenendo conferenze in giro per il mondo e raccogliendo numerosi consensi. L'interesse di Doyle per le Fate risale probabilmente all'infanzia, come egli stesso ha raccontato, la madre Mary aveva un grande talento per raccontare storie e credeva nell'esistenza delle Fate, Gnomi ed Elfi. Suo zio, Richard Doyle, divenne uno dei più famosi illustratori di libri di Fate del XIX secolo. Quindi si può facilmente immaginare con quale interesse lo scrittore accolse la notizia che due ragazzine erano riuscite a fotografare le Fate... ![]() Nel 1917 Frances Griffiths (1907-1986) e sua madre Annie si trasferirono a Cottingley dal sud Africa per vivere con la sorella di Annie, Polly Wright, suo marito Arthur e la loro figlia Elsie Wright (1901-1988). All'epoca il marito di Annie si trovava in Francia e stava combattendo nella prima guerra mondiale. Frances aveva nove anni ed Elsie sedici. Nonostante la differenza d'età le due cugine divennero buone amiche e presero l'abitudine di giocare inseme nel prato oltre il giardino che si trovava dietro la casa dei Wright. Una volta la madre di Frances si arrabbiò quando le ragazze ritornarono con scarpe e calze bagnate. Frances ripose al rimprovero della madre affermando che erano andate vicino al ruscello che si trovava nel prato per vedere le Fate. Per provare che non si trattava di una bugia, Elsie chiese in prestito al padre la sua macchina fotografica e nel luglio 1917 scattò una fotografia di Frances con le con le Fate. quando tornarono dal ruscello il padre di Elsie sviluppò la fotografia che avevano scattato che mostra Frances seduta vicino al riscello circondata da quattro Fate che danzano. ![]() Nel settembre dello stesso anno Frances scattò un'altra fotografia dove si vede Elsie giocare con una creatura fatata forse un folletto o secondo altre versioni, uno gnomo. La famiglia preferì non dare pubblicità immediata alle fotografie, rimasero all'interno di casa Wright fino al 1919 quando la madre di Elsie si recò ad una riunione della Società Teosofica a Bradford. Alla riunione parteciparono diverse centinaia di persone, un fatto tipico della fine della prima guerra mondiale, un'epoca in cui l'interesse per i fenomeni psichici era aumentato. Durante la riunione la conferenziera, una certa signora Powell, fece cenno al fenomeno delle Fate, il che indusse Polly ad avvicinarla e a chiederle se fosse possibile che le fotografie delle Fate scattate da sua figlia e da sua nipote potessero essere valide prove della vita di questi esseri. Alla fine le fotografie vennero consegnate alla signora Powell, che le fece avere a Edward L. Gardner. Gardner le consegnò a Conan Doyle. Doyle prega Gardner di indagare nello Yorkshire e, quando il teosofo conferma che le ragazzine sembrano degne di fede, si lancia a capofitto nella propaganda internazionale dell’episodio. Lo scrittore in procinto di partire per l'Australia, scrisse un'articolo sulla vicenda intitolato ''Fairies photographes an epoch making event'' apparso sullo ''Strand Magazine'' nel dicembre 1920.
![]() Al ritorno dal viaggio, Doyle scrisse un altro articolo ancora sullo ''Strand Magazine'', inoltre inviò numerose lettere per porre in luce l'affidabilità delle immagini. Conan Doyle si considerava un esperto di fotografia, ed aveva esaminato le prime due fotografie e le altre tre scattate dalle ragazze di Cottingley nel 1920 senza trovare nessun sintomo di trucco o di doppia esposizione. Egli disse: ''Le fotografie sono state ingrandite e anche esaminate nei negativi da alcuni tra i più competenti fotografi professionisti inglesi, che non hanno trovato nessun trucco''. Mentre i commenti sulle foto delle Fate si facevano più accesi, Conan Doyle diede alle stampe la prima edizione di ''The Coming of the Fairies'' (1922), alla quale ne seguirono altre. Contro Doyle si levarono molte voci, anche autorevoli, che con strumenti diversi intendevano porre in rilievo l'inattendibilità di quelle ''prove''.. Doyle replicò alle accuse: ''Ci sono migliaia di persone che credono ancora alla fantastica affermazione fatta qualche anno fa secondo cui le fotografie delle Fate sarebbero state tratte da una nota pubblicità. Nella mia conferenza ho dichiarato che avrei accettato qualunque spiegazione di queste fotografie, tranne una che attaccasse il carattere delle bambine.Sono sicuro che quando ho spiegato i fatti c'erano delle persone in sala disposte ad accettare le fotografie...Ci sono state molte obiezioni presentate contro le fotografie di Cottingley, la maggioranza delle quali evidentemente assurde. L'obiezione che merita più attenzione è quella che si tratta di figurine accuratamente ritagliate e sospese con fili invibili nella fotografia. Questa spiegazione è concepibile ma il peso della probabilità mi sembra ampiamente contro di essa''. ![]() Conan Doyle nella stessa opera, presentava un sommario dei suoi argomenti per rifiutare le obiezioni degli scettici sulle fotografie di Cottingley: 1. Frances, la ragazza più giovane, ha scritto nel 1917 che Cottingley era un bel posto per le sue farfalle e le sue Fate. Questa cartolina venne spedita ad un'amica in Sud Africa e non venne scoperta fino al 1923, circa, e pubblicata sul ''Cape Argus''. Per quale possibile ragione una bambina di 10 anni avrebbe dovuto esprimersi in questo modo se avesse saputo che si trattava di un inganno? 2. Se le figurine sono state ritagliate, le stesse figure o simili, dovrebbero esistere su qualche libro o giornale, ma non sono state ritrovate. 3. C'è una grande differenza nella solidità fra le figure del 1920 e quelle del 1917, che può essere spiegata con la diminuzione dei poteri medianici delle bambine, ma non si spiega nell'ipotesi di un falso. 4. Gli esperti hanno notato segni di movimento nelle figure. 5. Il signor Gardner si è formato un'alta opinione del carattere sia delle bimbe che del padre di Elsie. Quest'ultimo si sarebbe certamente reso conto di un eventuale inganno. ![]() Ma la controversia sopravvisse a Conan Doyle e finalmente, oltre cinquant'anni dopo la sua morte, Frances ed Elsie, ormai anziane signore, cedettero e ammisero che ''per larga parte l'episodio delle Fate di Cottingley è stato un'inganno''. Alla morde di Gardner all'età di 100 anni nel 1970 la stampa britannica cominciò a riesumare la storia delle Fate di Cottingley. A partire dal 1971 Elsie apparve in una serie di programmi televisivi e raccontò le sie prime conversazioni con le Fate. In un'altra intervista televisiva nel 1976, sia Elsie che Frances confermarono l'episodio nei termini di Conan Doyle e Gardner. Poco dopo Fred Gettings scoprì una figura in un libro per bambini intitolato ''Pincess Mary’s Gift Book'' che mostrava delle Fate danzanti piuttosto simili a quelle della fotografia A. Ironicamente questo libro conteneva un articolo dello stesso Doyle. Nel bel mezzo di una serie di articoli sul "sorprendente caso delle Fate di Cottingley" pubblicati tra il 1982 e il 1983 dall’autorevole The British Journal of Photography, il caso diventa veramente "sorprendente". ![]() La più vecchia delle bambine di Cottingley, Elsie ,ormai un’anziana signora scrive e confessa che si trattava proprio di Fate di cartone, di uno "scherzo, che è stato ora smascherato", iniziato per gioco e sostenuto per anni per non creare problemi alla madre teosofa di Elsie e al povero Conan Doyle. La rivista rintraccia anche Frances, la cui versione è diversa. Frances ammetteva che le prime quattro fotografie (foto A-B-C-D) erano truccate ma insisteva che erano state scattate ''per provare che le Fate esistono'' e che da bambina aveva visto veramente delle vere Fate molto da vicino. Oggi anche la quinta fotografia viene messa in discussione dagli esperti, ma certo a rigor di logica Frances (che è morta nel 1986) aveva ragione. Benchè entrambe le ragazze siano morte dopo avere ''confessato'', le loro opinioni sull'esistenza delle Fate sono rimaste diverse, Frances è morta credendo nelle Fate e presentando la fotografia E come prova, mentre Elsie ha sostenuto di non credere nelle Fate e di avere scattato lei stessa la fotografia E. ![]() Anche il cinema ha reso omaggio alle Fate di Cottingley, infatti nel 1997 ricorreva l’ottantesimo anniversario dell’apparizione delle Fate a Cottingley, in Inghilterra. L’evento è stato ricordato da un film con Ben Kingsley, ''Photographing Fairies'', tratto dall’omonimo romanzo di successo di Steve Szilagyi, pubblicato nel 1992 da un documentario/film televisivo inglese ''Fairy Tale A True Story'', di Charles Sturridge con Peter O’Toole e Harvey Keitel; e da una nuova edizione del classico sulle apparizioni del 1917, ''The Case of the Cottingley Fairies'', del giornalista Joe Cooper. Nel film di Sturridge Peter ''Fairy Tale: A True Story'' (in Italia questo dolcissimo film ha preso il nome di ''Favole''...ve lo consiglio..) O’Toole interpreta la parte di sir Arthur Conan Doyle. Il fatto che le fotografie di Cottingley siano false non dimostra che le Fate non esistano...per cui se ne siete convinti...continuate a credere in queste fantastiche e misteriose creature... Fonti: '' Il Ritorno delle Fate'' - *Sir Arthur Conan Dyle* ''Le Fate'' - *Laura Rangoni* ![]() postato da:
alfrojul alle 23:25 |
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