Alfrojul
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alfrojul alle 23:30 |
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Categoria: fatine, tradizioni, favole e leggende, irlanda miti e leggende
Aspettando Halloween:
Tradizioni Irlandesi Gli antichi irlandesi dividevano l'anno in estate ed inverno: Samrath e Gheimrath, il primo cominciava in maggio, il secondo in novembre era anche chiamato Sam-fuim (fine dell'estate). Quattro erano i grandi festival stagionali organizzati in Irlanda: a febbraio, maggio, mezza estate e novembre. Due erano i festival più importanti: La festa di Bel, il Sole, la vigilia di maggio e quella di Samhain, La Luna, la vigilia di novembre. In quel periodo venivano versate libagioni per ingraziarsi gli spiriti maligni ed anche gli spiriti dei defunti, che in quella notte visitavano le loro antiche dimore. Ancora oggi i contadini irlandesi, per augurare buona fortuna, dicono in irlandese: ''La benedizione di Bel e la benedizione di Samhain siano con te'', cioè la benedizione del Sole e della Luna. ![]() In passato si pensava fosse sbagliato essere in giro la vigilia di novembre, perchè in quel periodo le Fate svolazzano e non amano essere viste o spiate e tutti gli spiriti vengono in loro aiuto. Gli uomini dovrebbero rimanere a casa, in quanto le anime dei defunti in quella notte dell'anno hanno potere su tutte le cose e festeggiano con le Fate, bevendo vino rosso da coppe fatate e danzando musica fatata fino al tramonto della luna. In Irlanda sono molti gli alberi consacrati alle Fate, in particolare il Prugno Selvatico è strettamente legato al mondo fatato. Secondo la tradizione irlandese se ne possono raccogliere le bacche solo fino al 31 ottobre (la notte di Samhain o Halloween), poi appartegono solo a loro. Fonti: ''Miti & Leggende d'Irlanda'' ''Il Fantastico Mondo degli Elfi e delle Fate'' ![]() p.s. per il momento vi saluto tutti qui..passerò presto da tutti! postato da:
alfrojul alle 17:00 |
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Categoria: halloween, irlanda miti e leggende, graphic by alfrojul
![]() ''Dormi amore mio! Perchè gli alberi, Dal mite vento estivo sfiorati, E in cui risuonano canti Fatati, Le loro fronde fanno stormire...'' ![]() Questra strofa è tratta da un'antica canzone irlandese che dimostra quanto possano essere soavi le canzoni delle Fate. In questo antico canto si racconta la storia di una fanciulla rapita dalle Fate che riesce a far sapere al suo sposo come liberarla. Durante le caldi notte estive illuminate dalla Luna, Fate ed Elfi amano danzare e cantare, i loro canti, la loro musica è da sempre considerata magica, eterea ultraterrena. Le Fate amano a tal punto la musica che quando è davvero bella, ogni tanto si commuovono e restituiscono una persona da loro rapita. Fonti: ''Il Fantastico Mondo degli Elfi e delle Fate'' ![]() postato da:
alfrojul alle 20:55 |
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Categoria: fatine, poesie citazioni fatate, irlanda miti e leggende
Il Mese di Maggio e le Fate
E' molto pericoloso dormire all'aperto nel mese di maggio, perchè in questo periodo le Fate sono molto potenti ed in cerca di fanciulle da rapire per farne spose fatate e di giovani madri da far diventare balie per i bambini fatati, mentre i giovani uomini vengono scelti come sposi per le bellissime principesse delle Fate. Per evitare che le Fate rapissero i bimbi, davanti alla porta venivano sparse delle primule, perchè le Fate non possono oltrepassare questi fiori. Una vecchia leggenda irlandese racconta che un giorno di maggio, a mezzogiorno, una giovane fanciulla si mise a riposare su un luogo fatato e si addormentò. Le Fate furono rapite dalla bellezza di questa fanciulla e la rapirono. Al suo posto lasciarono un'ombra somigliante. Arrivò la sera e, poichè la fanciulla non era tornata, sua madre inviò messaggeri in tutte le direzioni a cercarla. Infine la trovarono sulla collinetta fatata che giaceva senza sensi come se fosse morta. ![]() La portarono a casa e la misero a letto, ma ella non parlò né si mosse. Trascorsero tre giorni, si pensò dunque di chiamare il medico fatato. Subito egli disse che la ragazza era stata rapita dalle Fate e diede loro un unguento fatto di erbe per ungere le sue mani e le sue sopracciglia ogni mattina all'alba ed ogni notte al levarsi della luna. Ed intorno al suo letto e sulla soglia di casa venne cosparso del sale. Questo venne fatto per sei giorni e sei notti, quindi la fanciulla si alzò improvvisamente e chiese del cibo. Le diedero da mangiare ma non le fecero domande, rimasero semplicemente a sorvegliarla in modo che non lasciasse la casa.La fanciulla fissò lo sguardo su di loro e disse: ''Perchè mi avete riportata indietro? ero così felice. Ero in un bellissimo palazzo dove amabili dame e giovani principi danzavano alla più dolce delle musiche e mi facevano danzare con loro, mi aveva regalato un mantello di ricco oro. Ora è tutto finito, mi avete riportata indietro ed io non vedrò mai, mai più quel bellissimo palazzo.'' La madre allora pianse e disse: ''O bambina, resta con me, non ho un'altra figlia e se le Fate ti rapiscono io morirò.'' Quando la fanciulla udì questo abbracciò sua madre e la baciò, promettendo che non si sarebbe mai più avvicinata alla collinetta fatata per tutta la vita, il medico fatato, infatti, le aveva detto che se mai fosse tornata a dormire nuovamente in quel luogo non sarebbe mai tornata a casa. ''Antiche Leggende, Incantesimi e Fate della Verde Irlanda'' ![]() postato da:
alfrojul alle 16:34 |
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La Festa dei Folletti:
Il Giorno di Calendimaggio Il 1° maggio, comunemente chiamato in Irlanda Calendimaggio, i Folletti sono molto indaffarati per preparare una grande festa a cui sono invitati le Fate, gli Elfi e gli Gnomi. Gli addobbi, il cibo, le bevande e tutti i preparativi sono studiati nei minimi particolari: nei giorni precedenti può infatti capitare di vedere i Folletti scegliere e provare canzoni, accordare gli strumenti, improvvisare passi di danza, oppure allenarsi nei giochi e nelle sfide che avranno luogo durante la festa. Nel giorno di Calendimaggio si celebra l'arrivo del mitico padre d'Irlanda Partholon e della sua gente. Giunto dall'altro mondo, portò con sé ventiquattro donne e ventiquattro uomini e l'Irlanda, che era una terra misera e arida, con solamente nove fiumi e tre laghi, divenne verdeggiante, immensa e ricca. Questi dei, nei quali i Folletti e il Popolo Fatato vedono i loro predecessori, se ne andarono trecento anni dopo, il 1° maggio, lasciando i loro figli in queste terre. La vigilia di Calendimaggio viene temuta dagli uomini perchè ritenuto un giorno molto pericoloso. Si crede, infatti, che i Folletti e tutte le creature del Piccolo Popolo si riuniscano per incrementare i loro poteri e compiere ogni sorta di scherzo e malefatta ai danni degli esseri umani. ![]() I ragazzi giovani e le belle fanciulle sembrano essere i più esposti al percolo di subire dispetti, ecco perchè è tradizione che nessuna donna lasci la propria casa in questa giornata particolare. Un tempo, nel giorno di Neen na beal tina, la vigilia di Calendimaggio, gli irlandesi erano soliti far saltare le mucche sulla paglia infuocata per preservarsi dagli scherzi e dagli attacchi dei Folletti. Oggi questa strana tradizione viene utilizzata solamente per evitare che il latte venga rubato dalla gente del Piccolo Popolo durante la festa. Un' altra usanza del giorno di Calendimaggio consiste nel pungersi con le ortiche. Nel sud dell'Irlanda alcuni scolari vengono scelti per correre con un mazzo di ortiche con cui hanno il permesso di colpire il viso e le mani dei compagni e di tutti coloro che assistono che saranno così immuni agli scherzi del Piccolo Popolo. ''Fate, Gnomi Folletti del Bosco Incantato'' ![]() postato da:
alfrojul alle 16:25 |
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Categoria: tradizioni, folletti, irlanda miti e leggende
L'Isola dei Beati
Si narrava che nell'oceano che lambiva le coste d'Irlanda, più volte fosse comparsa una terra evanescente, patria di una stirpe superiore del Popolo Fatato. Quest'isola, perchè di ciò si trattava, si credeva fosse un luogo dove splendeva sempre il sole e che fosse sede perenne di quiete. La chiamavano Hybrasail, ovvero ''Isola dei Beati''. Molti navigatori, nel corso degli anni, avevano affermato più volte di averla vista sull'azzurro orizzonte del mare, bella e indistinta simile ad una magica visione. Si diceva che questo luogo, ove dimorano Fate ed Elfi, fosse adagiato su nuvole d'oro e che da lontano sembrava un vero e proprio paradiso. Un giorno un giovane, cui erano giunti all'orecchio questi racconti meravigliosi, animato da spirito d'avventura e dal desiderio di scoprire la dimora del Piccolo Popolo, salpò dalla città di Ara e iniziò la navigazione volgendo la prua a Occidente. Benchè Ara fosse una città sacra, Hybrasail rappresentava pur sempre l'isola dei beati. Il giovane, preso dal desiderio di raggiungere questo luogo di quiete, non volle dare ascolto a chi cercava con tutti i mezzi di dissuaderlo dalla sua impresa, nè servirono a qualcosa i moniti sui rischi cui andava incontro. Nemmeno il tempo minaccioso e burrascoso riuscì a distoglierlo dall'intento. Il richiamo di quest'isola meravigliosa lo portò ad abbandonare la sua dimora e i suoi affetti, in cambio della soavità che avrebbe trovato. ![]() Dopo notti e giorni di difficile navigazione, una mattina all'alba vide apparire all'orizzonte l'isola tanto agognata, ma per quanto procedesse la sua navigazione, quando i raggi del sole di mezzogiorno iniziarono ad ardere sul mare, la sponda dell'isola restava tuttavia indistinta e lontana così come l'aveva scorta la mattina. Cominciavano a calare le tenebre e l'isola sembrava muoversi tanto quanto era il tragitto percorso dall'imbarcazione. Mentre la sua bella città diventava sempre più distante, l'isola delle Fate sembrava continuamente spinta in avanti dall'urto delle onde provocato dall'avanzare della nave. Per un istante il giovane volse con tremore lo sguardo verso Ara, la sua città, che ormai era lontana e invisibile, al limitare dell'oceano, ma l'Isola dei Beati era ancora distante e allo stesso tempo seducente per tornare indietro. Invano la sua ragione cercò di ammonirlo di ritornare in patria, ma nonostante i dubbi e l'indecisione che lo presero si sentì ancora irresistibilmente attratto dall'isola, come da un canto di sirene, e continuò la rotta. Fu la sua ultima notte di navigazione e non rivide più Ara, la sua città, giacchè quando la notte calò egli scomparve lontano tra le onde. Il suo corpo non fu mai ritrovato, inghiottito per sempre dal mare e dal suo sogno. (adattamento da The Legend of Hybrasail, Scozia, XV secolo) '' Il Piccolo Popolo'' ![]() postato da:
alfrojul alle 15:40 |
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Categoria: favole e leggende, irlanda miti e leggende
Aurillo, il Folletto Custode dei Tesori
Il Folletto Aurillo ha origini irlandesi e scozzesi. Fa parte della famiglia dei Folletti custodi dei tesori. Appartiene al gruppo dei Leprecauni, il nome deriva da Leith Brogan, ossia ''ciabattino di una scarpa sola''. Aurillo è scaltro è ingannevole, ma, se ben trattato sa essere benevolo e servizievole. Possiede il dono dell'invisibilità e la capacità di spostarsi velocemente da un luogo all'altro. Il naso gli permette di fiutare i tesori nascosti sotto terra. Aurillo vive in piccole dimore scavate tra le radici degli alberi più grandi e vecchi, nelle fessure dei tronchi o nelle miniere abbandonate. Alto tra una e due spanne, Aurillo ha l'aspetto di un vecchietto, con una folta barba bianca. Indossa un cappello a tricorno rosso o verde, un grembiule di cuoio da ciabattino e una piccola bisaccia piena di monete d'oro da cui non si separa mai. Si pensa infatti che per scovare nuovi tesori debba avere con sé dell'oro. Aurillo trascorre il suo tempo fabbricando scarpe sinistre e talvolta lo si può trovare sotto una foglia di romice o in una siepe mentre lavora. E' un Folletto molto ricco e il tesoro che custodisce gelosamente è composto da tante pentole piene di schegge d'oro sepolte sotto terra, dove finisce l'arcobaleno. Si diverte a tirare scherzi burloni agli uomini, come rubare durante il sonno tutte le scarpe sinistre! ![]() Chi riesce a sfilare la scarpa sinistra di Aurillo può chiedere di prendere tre monete d'oro dal suo tesoro. Ma guai a regalare loro una scarpa destra, si infurieranno perchè pensano che li si voglia far diventare simili agli uomini. La passione di Aurillo per il vino è così grande che talvolta si intrufola nelle cantine per assaggiarlo. Per questo si dice che porti fortuna bagnarsi con il vino caduto a tavola: il Folletto trasmetterà gioia e felicità. Per farsi svelare dal Folletto il luogo dove è sepolta la pentola d'oro, si deve mettere un fagiolo secco in una tazza d'acqua e aspettare che si gonfi. Il Folletto, tormentato, concederà qualsiasi cosa: la sua pancia, infatti, si gonfierà come il fagiolo fino a quando non verrà tolto dalla tazza ![]() L'oro dei Folletti E' importantissimo vedere i Folletti custodi dei tesori prima che loro vedano noi, altrimenti scompaiono in un batter d'occhio con una risatina stridula. Si narra che certi Folletti siano disposti a rivelare il luogo dove è sepolta una pentola d'oro piena d'oro solo se li si lusinga con parole dolci e la promessa di una botte di vino. Ma, attenzione, quando si trova il tesoro, solo il Folletto custode può prendere le schegge luccicanti e trasformarle in monete d'oro. Se toccate dagli uomini si trasformerebbero in un mucchio di lumache e foglie secche. In Irlanda i Folletti custodi dei tesori sono molto amati, si dice il 17 marzo giorno di San Patrizio, patrono d'Irlanda, sia uno dei giorni favorevoli all'incontro dei Folletti custodi dei tesori. ''Fate, Gnomi Folletti del Bosco Incantato'' ![]() Per saperne di più sulla festa di San Patrick cliccate QUI postato da:
alfrojul alle 22:54 |
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Categoria: folletti, irlanda miti e leggende
![]() Il Forte delle Fate In Irlanda si racconta di vecchi forti Fatati. L'antico forte di solito si estendeva per mezzo acro ed aveva due o più bastioni, fatti costruire dai capi delle tribù a scopo di difesa. Ma quando la razza dei capi si estinse, i Sidhe (il Popolo Fatato) occuparono l'interno dei forti e lì tennero concili, feste e danze; e, se qualcuno avesse avvicinato l'orecchio al terreno di notte, avrebbe potuto udire la dolce musica fatata scaturire dalla terra. Il forte è stato sempre considerato sacro dalle Fate ed a nessun mortale è permesso di abbattare un albero che vi cresce all'interno o di portare via una pietra. Ma la cosa più pericolosa sarebbe costruire sopra ad un forte fatato. Se un uomo tentasse di fare ciò, le Fate si vendicherebbero e lo renderebbero muto o cieco, perchè nessuna mano umana dovrebbe mai osare toccare i loro antichi territori di danza. Gli irlandesi dicono che non si deve suonare o fischiettare di notte l'antico motivo ''The pretty girl milking her cow'', perchè è una melodia delle Fate ed esse non sopporterebbero che un mortale cantasse la loro musica quando danzano sull'erba. Ma se qualcuno dorme sopra al forte la loro musica gli entrerà nell'anima e, quando si sveglierà, potrà cantare la melodia udita in sogno. E' in questo modo che i bardi imparavano le loro canzoni e per questo erano abili musici e suonavano l'arpa con mano esperta. Si dice che spesso le Fate si radunavano ad ascoltare, poichè invisibili agli occhi mortali. ''Antiche Leggende, Incantesimi e Fate della Vecchia Irlanda'' ![]() postato da:
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Categoria: fatine, favole e leggende, irlanda miti e leggende |
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