Alfrojul



domenica, 28 ottobre 2007

 



Halloween in a Suburb

 Nel livido, triste chiarore lunare
svettano bianchi i campanili,
gli alberi si ricoprono d'argento
e sui comignoli volano i vampiri.
Guarda: le arpie del cielo profondo batton le ali,
ridono ed osservano.
Sul morto villaggio sotto la luna
mai ha brillato il sole al tramonto:
è emerso dal buio di ere perdute,
là dove scorrono fiumi di follìa lungo abissi di sogno senza fondo.
Un vento gelido striscia fra i covoni
sui campi splendenti di pallida luce
e s'aggroviglia attorno alle lapidi nel cimitero
dove i ghoul ricercano l'orrida preda per la loro fame.
Neppure il soffio degli strani Dèi del mutamento
giunti al passato a reclamare ciò che gli appartenne
può rendere quest'ora meno immota: una forza spettrale copre tutto,
diffonde il sonno dal suo seggio antico e libera l'ignoto senza fine.
Si estendono di nuovo la valle e la pianura
che videro lune scordate ormai da tempo,
ebbri danzano i mostri sotto i fiochi raggi,
sorgendo dalle fauci del sepolcro per scuotere il mondo col terrore.
Le cose che il mattino aspro rivela,
l'orrore e la miseria di campi desolati irti di sassi
si aggiungeranno un giorno a tutto il resto
tramando con le ombre maledette.
S'alzi pure nel buio il gemito dei lemuri,
guglie rose di lebbra giungan fino al cielo...non cambia nulla:
chè l'antico e il nuovo insieme son ravvolti nelle pieghe del costume destino, morte e orrore.
I Segugi del Tempo sono pronti le carni d'entrambi a dilaniare.

*H. P. Lovecraft*



 



martedì, 24 ottobre 2006

 

Aspettando Halloween:
Tradizioni Irlandesi

Gli antichi irlandesi dividevano l'anno in estate ed inverno: Samrath e Gheimrath, il primo cominciava in maggio, il secondo in novembre era anche chiamato Sam-fuim (fine dell'estate).
Quattro erano i grandi festival stagionali organizzati in Irlanda: a febbraio, maggio, mezza estate e novembre. Due erano i festival più importanti: La festa di Bel, il Sole, la vigilia di maggio e quella di Samhain, La Luna, la vigilia di novembre. In quel periodo venivano versate libagioni per ingraziarsi gli spiriti maligni ed anche gli spiriti dei defunti, che in quella notte visitavano le loro antiche dimore. Ancora oggi i contadini irlandesi, per augurare buona fortuna, dicono in irlandese: ''La benedizione di Bel e la benedizione di Samhain siano con te'', cioè la benedizione del Sole e della Luna.



In passato si pensava fosse sbagliato essere in giro la vigilia di novembre, perchè in quel periodo le Fate svolazzano e non amano essere viste o spiate e tutti gli spiriti vengono in loro aiuto.  Gli uomini dovrebbero rimanere a casa, in quanto le anime dei defunti in quella notte dell'anno hanno potere su tutte le cose e festeggiano con le Fate, bevendo vino rosso da coppe fatate e danzando musica fatata fino al tramonto della luna.
In Irlanda sono molti gli alberi consacrati alle Fate, in particolare il Prugno Selvatico è strettamente legato al mondo fatato. Secondo la tradizione irlandese se ne possono raccogliere le bacche solo fino al 31 ottobre (la notte di Samhain o Halloween), poi appartegono solo a loro.

Fonti:
''Miti & Leggende d'Irlanda''
''Il Fantastico Mondo degli Elfi e delle Fate''


p.s. per il momento vi saluto tutti qui..passerò presto da tutti!




mercoledì, 26 ottobre 2005

 

Aspettando Halloween:
L'Irlanda e la Notte di Halloween

La magica Irlanda è uno dei pochi paesi dove si può rivivere il fascino delle credenze di un tempo, Fate, Folletti ,grandi eroi ed eroine, nonostante  la modernizzazione, vivono ancora nelle tradizioni di oggi. Gli antichi irlandesi avevano solo due stagioni, l'estate e l'inverno, e ancora oggi Calendimaggio (il 1° maggio) e Ognissanti (il 1° novembre) coincidono con antiche feste agrarie che segnavano l'inizio e la fine dell'anno agrario. La vigilia di Ognissanti era la festa  di Harvest, la notte in cui le pareti tra il mondo dei vivi e quello dei defunti diventavano sottili permettendo il ritorno degli spiriti dei defunti sulla terra. Le Fate e gli Elfi scappano per ballare la sarabanda, e le Streghe si radunano in segrete assemblee scegliendo i luoghi più solitari, specialmente i cimiteri.

Sulle colline venivano accesi grandi fuochi per illuminare il cammino dei defunti, (queste torce sono le antenate delle lanterne di Halloween, scolpite a forma di maschere spaventose per spaventare gli spririti del male e farli fuggire)le porte delle case rimanevano aperte e una sedia era messa vicino al camino per invitare le anime dei defunti ad entrare.
La vigilia di novembre era detta anche Là Samnah o Samhain. Secondo antiche tradizioni irlandesi, in questa notte  si dovrebbe lasciare fuori il cibo per i defunti, che in quel periodo sono in giro. Se il cibo scompare è segno che gli spiriti lo hanno preso, perchè nessun mortale oserebbe toccare o mangiare il cibo lasciato a quello scopo. Tra i vari incantesimi che si svolgevano in questa notte magica, c'era quello del gomitolo. Si gettava un gomitolo di lana dentro una fornace per la calce (spenta) e lo si riavvolgeva fin quando l'altro capo non veniva preso da mani invisibili, a quel punto la persona che lo riavvolgeva chiedeva: "Chi tiene il gomitolo?" E la risposta era il nome del suo futuro marito o moglie. Questo incantesimo veniva fatto solo a mezzanotte, in silenzio e da soli. In questa notte si poneva una conocchia sotto il cuscino di un giovane ragazzo, questi avrebbe sognato la fanciulla che sarebbe diventata sua moglie.

I molti emigranti irlandesi che nell'ottocento raggiunsero gli Stati Uniti portarono con sè i propri riti e la festa di Harvest si trasformò in quella che è oggi la festa di Halloween.Con l'avvento del Cristianesimo, la Chiesa si appropriò di questa festività popolare cancellandola, e così il 1° novembre diventò la festa di Ognissanti, le figure Fatate e gli spiritelli della tradizione celtica furono demonizzati, e le stesse donne il cui ruolo nei rituali di fertilità era fondamentale furono trasformate in streghe e i falò di “gioia” tradotti in roghi. Anche le lanterne e le luci guida, considerate come il mezzo attraverso il quale i propri defunti ritrovavano la via di casa, diventarono lanterne scaccia streghe.
Il 31 ottobre a Belfast, verrà festeggiato Halloween con parate, itinerari nei luoghi della Belfast magica e fuochi artificiali.

Fonti:
''Miti & Leggende''
''Traveller: alla Scoperta dell'Irlanda''
"Antiche Leggende , Incantesimi e Fate della Verde Irlanda"

''Seduti fra pietre e brughiere guardavamo i gabbiani volare
Raccontavi la storia del bimbo che un giorno scappò con le Fate
Ma il vento dell'ovest chiamava ed il cielo d'Irlanda svaniva,
mi svegliai in una stanza deserta ubriaco mentre il sogno finiva...''

''Canzone dalla Fine del Mondo''
*Modena City Ramblers*




lunedì, 24 ottobre 2005

 

Aspettando Halloween:
Le Streghe

La notte tra il 31 ottobre è il 1° Novembre, è la notte del sabba, la riunione più magica dell'anno per le Streghe. Nelle leggende medievali germaniche, si racconta che in questa riunione Streghe e Stregoni celebravano la loro festa in onore del diavolo. Secondo alcune tradizioni, il sabba si svolgeva ogni sabato, secondo altre una sola volta all'anno (la notte di sabba Valpurga, il 30 aprile-1° maggio).
Le Streghe venivano chiamate anche maliarde o fattucchiere. Le streghe le incontriamo da sempre nelle antiche leggende e fiabe popolari (come non ricordare la famosissima strega di Biancaneve!), negli spettacoli teatrali di ogni genere: nelle storie per i più piccini, nei classici della letteratura, ecc.., e ancora oggi non hanno perso nulla della loro popolarità.

La Strega viene da sempre rappresentata vecchia, brutta e cattiva, molto spesso assumeva anche le sembianze di donne bellissime. Gli strumenti della Strega erano necessari per compiere i rituali magici. Le Streghe possedevano varie bacchette magiche: c'era il bastone biforcuto, il gambo di una pianta di fagioli e lo stelo del senecio. Insieme ad essi venivano usati, per il loro potere magico, rametti di quercia, nocciolo e betulla, legati in un mazzetto. Nel ritrovo della Strega non poteva mancare il classico calderone di rame, nel quale si potevano trovare, a seconda della pozione: lingue di cane, occhi di tritone, pelle di rospo, zampe di lucertole o denti di lupo. Il calderone rappresentava anche la sintesi dei quattro elementi fondamentali: il fuoco, l'acqua, la terra e l'aria. La forma del caldrone rappresenta madre natura, mentre le tre zampe su cui poggia corrispondono a: le tre fasi lunari, i tre numeri magici e i tre aspetti della Triplice Dea.

In un vecchio armadio o su un ripiano impolverato era custodita la sfera di vetro o ''speculum'', di solito costituita da un globo di cristallo. Poteva anche avere altre forme, ma veniva sempre tenuta lontana dalla luce che ne distruggeva i poteri occulti. In molte favole e leggende la sfera aveva il potere di guardare il futuro. Le Streghe di primo grado, che insegnavano formule di magia e incantesimi, dovevano necessariamente tenere un libro o un taccuino di appunti, che si chiamava ''libro delle ombre''. Per difendersi dagli spiriti poco benefici, la tradizione popolare consigliava di portare con sé un pezzo di ferro quando si attraversavano i boschi, infatti le Streghe temevano tutto ciò fosse fatto di ferro.

Anticamente si pensava che i manici di scopa fossero il mezzo utilizzato dalle streghe per spostarsi. Veniva utilizzato il legno del'albero del nocciolo, considerato ancora oggi, l'albero magico delle streghe.  Ancora oggi la scopa è considerata un oggetto stregato, in quanto dovrebbe "spazzar via" le negatività e la sfortuna. Ben poche Streghe in realtà attribuivano la loro capacità di volare al puro utilizzo di scope, rocche per filare e altri attrezzi agricoli, che servivano come cavalcature notturne. La magica energia che le trasportava derivava in parte da un unguento, cosparso in abbondanza sul corpo, nella cui composizione figuravano le più potenti e micidiali piante usate in stregoneria: il napello, lo hyoscyamus niger, il solano, la mandragola e la cicuta. Le essenze erano mescolate ad altri estratti in una base di lardo o, si mormorava, del grasso dei neonati non battezzati, finchè gli ingredienti si fondevano in una magica sinergia, così potente che, stando alle stesse Streghe, permetteva loro di sorvolare interi paesi in un batter d'occhio.

Animali come gatti neri , pipistrelli e gufi (divenuti simboli della festa di Halloween) sono legati da sempre alle arti magiche delle Streghe. Durante il Medioevo, si credeva che le Streghe fossero aiutate da demoni in forma di animali, ecco perchè quando le streghe furono associate ad Halloween, anche i pipistrelli lo divennero. Si dice che il sangue di questi animaletti fosse utilizzato per la preparazione di pozioni magiche. In molti paesi sono ancora temuti e considerati "creature del demonio", mentre in altri paesi come la Polonia o la Cina, sono simbolo di felicità e longevità. Nel Medioevo il gatto nero, come il pipistrello divenne il simbolo del diavolo, per cui al servizio delle streghe cattive. Si dice che i gatti  abbiano poteri magici e psichici. Anche il gufo, come il pipistrello ed il gatto nero, veniva considerato nel Medioevo , un'animale stregato. Alcune leggende narrano che nella notte di Halloween, demoni trasformati in gufi viaggiassero con le streghe ed i loro gatti a bordo di manici di scopa, per raggiungere il Sabba delle streghe. Molti pensavano addirittura che i gufi fossero Streghe travestite!

Malocchio e gatti neri
malefici pensieri
il grido d'un bambino
bruciato nel camino
nell'occhio di una strega
il diavolo s'annega
e spunta fuori l'ombra,
l'ombra della strega!
La vigilia d'ognissanti
c'han paura tutti quanti
e' la notte delle streghe!
Chi non paga presto piange!

Tratto dal film "Le Streghe di Halloween" di John Carpenter

(Fonti: Miti & Leggende)



 

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Categoria: streghe, halloween, arti magiche




sabato, 30 ottobre 2004

 

Halloween festa stregata!
Ci spaventa la nottata!
Tutti fuori a notte fonda
festeggiam con baraonda.
Streghe, maghi e fantasmini...
Dolci, frittelle, cioccolatini!
Che ricetta eccezionale!
Che nottata micidiale!
Tante maschere stregate;
tante facce spaventate;
tanti dolci nei pancini;
tante zucche in lumicini.
E' una festa un po' paurosa,
con fantasmi e streghe a iosa!
E con maghi e mostri a frotte
trascorriamo questa notte!

*Jolanda Restano*

Felice Halloween!

Un bacino.... stregato!!!

:)


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Categoria: immagini, tradizioni, halloween




venerdì, 29 ottobre 2004

 

I Segreti di Lucillo, lo Gnomo di Halloween

Lo Gnomo Lucillo è originario dell'Inghilterra. Fa parte della famiglia degli Gnomi contadini, è molto riservato e solitario, ama prendersi cura dei bambini e fare scherzi innocenti. Lucillo diventa invisibile, conosce i pensieri degli uomini e si trasforma in zucca. Vive nei solai pieni di ragnatele, tra vecchi libri, oppure nei campi dove si coltivano le zucche e in dimore sotterranee.
Nei mesi che precedono la festa di Halloween, questo piccolo Gnomo non ha un attimo di sosta: fa arrivare dai giardini e dai campi di tutto il mondo le zucche più strane e grandi e studia nuovi disegni e decorazioni con cui intagliarle. Lucillo è riconoscibile per il grande cappello arancione decorato alla sommità con una foglia. Il suo portafortuna è una piccola zucca che porta sempre con sè. Lo Gnomo si fa aiutare dagli amici Elfi per realizzare addobbi per la festa.

Talvolta capita che Lucillo si diverta ad imitare le api, diventa piccolo piccolo e vola con loro di fiore in fiore. Lo Gnomo regala enormi mazzi di fiori rossi, alle fanciulle più belle che partecipano alla festa. Anche quando dorme Lucillo lascia sempre accesa sul comodino una candela. Porta sempre con sè una campanella, si dice che ogni volta che se ne senta il suono si potrà vedere esaudito un desiderio. Sembra che questo strano Gnomo si faccia vedere solamente nei giorni precedenti o immediatamente successivi alla festa di Halloween, per poi scomparire misteriosamente. Si dice, però, che i bambini che hanno paura del buio possano chiedere aiuto allo Gnomo che provvederà a portare loro un pò di rassicurante luce.

"Fate, Gnomi Folletti del Bosco Incantato"


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giovedì, 28 ottobre 2004

 

Trick-or-treat : Dolcetto o Scherzetto?

L'origine di Trick-or-treat, ovvero " dolcetto o scherzetto", risale al Medioevo. In quel periodo, per la festa di Ognissanti si preparava un dolce particolare detto "soul cake" (torta dell'anima) fatto con semplice pane e decorato con frutti di ribes e uva sultanina. Nella tradizione popolare detta "souling", i bimbi andavano di porta in porta chiedendo un pezzettino di questo dolce e, per ogni fetta ricevuta., ciascun bambino doveva recitare una preghiera per l'anima di un parente defunto, o per un parente di coloro che avevano donato il pezzetto di torta. Si diceva che preghiere dei bimbi, servissero alle anime dei defunti per trovare l'uscita dal Purgatorio e quindi l'entrata per il Paradiso. I bimbi cantavano la canzoncina della "soul cake" :

A soul cake!
A soul cake!
Have mercy on all Christian souls, for
A soul cake!

(Abbi pietà per tutte le anime Cristiane
per una torta dell'anima)

Con il passare degli anni, questa canzoncina è stata sostituita dalla celebre filastrocca:
"Trick-or-treat, trick-or-treat,
give me something good to eat."

(Dolcetto o Scherzetto,
dammi qualcosa di buono da mangiare).

O mi dai un buon dolcetto,
o ti becchi uno scherzetto!
Devi fare questa scelta
muoviti, su, fai alla svelta!
Non hai tempo di pensare
sono qui per spaventare
chi i dolcetti non mi dà
prima o poi si pentirà!

*Jolanda Restano*


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mercoledì, 27 ottobre 2004

 

I Simboli Di Halloween:
II Parte

La Zucca e la Storia di Jack-O-Lantern

Il simbolo principale di Halloween è sicuramente la zucca.
Già nell'antica Grecia, la zucca era simbolo di abbondanza, prosperità, fertilità e buona salute. I greci adoravano una dea delle zucche nota come Kolokasìa Athenai. Zucche fiabesche e favolose come quella fra le mani di Charles Perrault, che si trasformò in scintillante carrozza per Cenerentola. Favola che in realtà è un'allegoria della rinascita dagli inferi al cielo, o dalla luna nera (cinerina) a quella piena.

Ora, dall'allegoria contenuta nella favola di Cenerentola alle zucche di Halloween il passo è breve, poichè nel mito celtico, la zucca illuminata non è che il punto di arrivo di una lunga e assai più complicata leggenda. Per capire tutto ciò, vi racconterò la storia di Jack della Lanterna.

Jack era un fabbro, un buon a nulla (non a caso lo chiamavano anche "Ne'er-do-well" ovvero "non ne combino una giusta") e un grande taccagno (molti lo ricordano come "Stingy Jack" dove "stingy" sta per avaro) che trascorreva i giorni e le notti nelle taverne. Una sera, ed era proprio il 31 ottobre, mentre beveva una birra ebbe la sfortuna di incontrare il Demonio, pur di bere ancora senza spendere del suo, gli offrì la propria anima in cambio dell'ultima birra. Il Signore degli Inferi accettò e si trasformò in una moneta da sei pence, in modo che Jack potesse pagarsi da bere. Jack prese la moneta, la chiuse nel borsellino e pagò con un'altra che aveva in tasca: teneva nel portamonete una piccola croce d'argento, che impediva al diavolo di riprendere le proprie sembianze. Così imprigionato, il demonio accettò la proposta di Jack di liberarlo, purchè non tornasse a chiedere la sua anima per i prossimi 10 anni.

Bè..il lustro passò, ma Jack non fece nulla per redimersi. Fu così che un giorno, incontrò di nuovo il Diavolo venuto a reclamarlo, Jack disse :" D'accordo, verrò con te, ma come ultimo desiderio mi prenderesti una mela da quell'albero?" Il Diavolo, pensando che non aveva nulla da perdere, saltò sul melo. Subito, Jack incise una croce sul tronco, impedendogli di scendere. Fecero allora un patto: Jack avrebbe cancellato la croce se il Diavolo avesse promesso di non reclamare mai più la sua anima.
Diversi anni dopo Jack morì di vecchiaia e si presentò alle porte del Paradiso, che gli fu natralmente negato. Si presentò allora a quelle dell'Inferno, ma il diavolo mantenne la promessa e non volle accettare la sua anima. "Ma allora dove posso andare?", chiese Jack. "Torna da dove sei venuto" rispose il Diavolo. La strada era buia e ventosa, e Jack chiese al Diavolo qualcosa per illuminare il cammino. Questi gli lanciò dei carboni ardenti, che Jack infilò in una cipolla o una rapa (sostituite successivamente con le zucche) svuotata e bucherellata, per ripararli dal vento e non farli spegnere. Da allora Jack vaga nella notte con la sua zucca lanterna, in attesa del Giorno del Giudizio.

Ancora oggi le zucche, svuotate e intagliate, rischiarano la notte di Halloween, mentre frotte di bimbi e adulti si mascherano da scheletri, fantasmini per mimare il ritorno dei defunti. E così girano di casa in casa, pretendendo un tributo "dolcetto" o, in caso di rifiuto, elargendo un tiro mancino "o scherzetto", proprio come fece Jack con il Signore degli Inferi. E in questo rimescolamento generale fra vivi e "non vivi", Jack qualcosa di buono riesce a farlo: leggenda infatti vuole che sia lui a tenere lontani gli spiritelli maligni che insieme a quelli buoni si riaffacciano sulla terra nella notte del 31 ottobre.

***

un dolce abbraccio...:)


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