Home » favole e leggendeTag correlati: fatine, irlanda miti e leggende, musica, natale, elfi, tradizioni, la corte di re art, sirene, graphic by alfrojul, auguri, fate dell acqua, spiriti della natura, incontri con piccolo popolo, dediche, citazioni
Le Fate della Terra :
Le Fate degli Alberi
Le Fate della Terra rappresentano la natura e la sua forza creativa
e rigenerativa, dalle loro dimore sotterranee si prendono
cura di piante e animali.
Queste creature vivono all'interno dei tronchi degli alberi, da cui si allontanano raramente. In questi casi assumono le sembianze di bellissime fanciulle dalla pelle chiara e dai lunghi capelli castano/ramato. I vestiti sono semplici, per lo più adornati con foglie e rami intrecciati. Gli alberi prediletti dalle Fate sono il prugnolo, il nocciolo, l'ontano, il sambuco e la quercia. Le piccole creature magiche sarebbero disposte a fare qualsiasi cosa per difenderli, proprio come narra una vecchia leggenda...
"C'era una volta, in un piccolo villaggio nei pressi di Java, un grande albero. I lunghi rami crescevano così velocemente che alcuni giovani decisero di potarlo. Ma ogni volta che qualcuno saliva sulla pianta o sul tetto della casa accanto con l'accetta in mano accadeva un misterioso incidente: la scala si spezzava o si levava un forte vento che faceva cadere il malcapitato. Nessuno immaginava infatti che l'albero fosse abitato da una Fatina che lo proteggeva con un incantesimo. Ben presto gli abitanti capirono che non c'era niente da fare; chiunque cercasse di potare la pianta veniva ferito. Il vecchio albero fu così asciato in pace e la Fata continuò a vivere indisturbata..."
"Fate, Gnomi Folletti del Bosco Incantato"

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Il Bosco Fatato
Nonna, nonnina…dai…me la racconti?
Cosa ti devo raccontare piccina mia?
Quella storia, quella di Ingrid…

Tanto, tanto tempo fa, proprio vicino alla nostra casa,
c’era l’inizio di un grande bosco.
L’ingresso era preceduto da un cancello di ferro
Senza serratura e tanta erba incolta ne impediva
Quasi l’apertura.
Io ero bambina a quel tempo, avevo circa la tua età,
E restavo lì a guardarlo per ore, affascinata, conoscevo
Ogni gioco fatto dalla ruggine sulle sue inferriate e
Riuscivo persino a vederci delle immagini fantastiche…
Ma non avevo il coraggio di oltrepassarlo.
Un pomeriggio passeggiavo con la mia gattina tra
Le braccia quando con un balzo saltò giù e si mise a correre
In direzione del cancello e lo oltrepassò.
Dimenticai le mie paure e la seguii, c’era un piccolo sentiero
Formatosi tra la fitta vegetazione e mi addentrai quando
Ad un tratto la vidi.
Era piccola, vestita di luce, con delle ali vibranti che
Parevano cosparse da brillantini, era seduta
Su una foglia di un albero e mi sorrideva senza parlare.
Solo allora mi accorsi che la mia gattina era
Accovacciata ai piedi dello stesso albero e questo mi rassicurò,
Non ero sola!
Mi avvicinai ancora di più a quell’esserino splendente
Quando ad un tratto mi parlò.
Mi disse che si chiamava Ingrid ed era una delle tante
Fatine che vivevano in quel magico bosco.
Mi parlò di lei e delle sue compagne, mi disse che
Conoscevano il linguaggio degli animali e che all’imbrunire
Amavano raccontarsi le loro esperienze.
Mi disse che il vento raccontava loro storie di paesi
Lontani...
Gli diceva se da qualche parte del mondo
c’era qualche bambina o bambino triste in modo che
Loro potessero donargli I sogni più belli.
Iniziò a farsi sera e Ingrid mi pregò di tornare a casa,
Ma mi disse che, finchè io avessi creduto in loro, quel
Bosco sarebbe rimasto sempre lì visibile ai miei occhi.
Fu un’amicizia che durò molto tempo fino a che un
Giorno non riuscii più a vedere il bosco, era rimasto solo
Un cancello socchiuso e arrugginito che non portava
Da nessuna parte.
Mi accorsi di essere diventata adulta, di essermi lasciata
Alle spalle la mia infanzia e I miei sogni e piansi, le lacrime
Scorrevano copiose sulle mie guance, ma sorridevo
perché sapevo che il ricordo di Ingrid e del bosco magico
Mi avrebbe accompagnata per tutta la vita.
*By Adry*
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Grazie Adry è Meravigliosa la tua favola!
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Antiche Tradizioni del giorno di Calendimaggio
In Irlanda sin dai tempi più antichi del paganesimo si tenevano quattro grandi feste stagionali, a febbraio, maggio, mezza estate e novembre. Maggio era il più importante di tutti: i Druidi accendevano il Bel-tinne, il sacro fuoco di Bel, il Dio del sole, e conducevano il bestiame lungo un sentiero tracciato tra due fuochi ed avvicinavano loro la fiamma di una torcia accesa. La grande festa di Bel, il Sole, era la vigilia di maggio, mentre a novembre si celebrava quella di Samhain, la Luna. I contadini irlandesi per augurare buona foruna, usano dire: ''La benezione di Bel e la benedizione di Samhain siano con te'', ovvero la benedizione del Sole e della luna. Calendimaggio, chiamato in irlandese Là-Beltaine, il giorno dei fuochi di Bel, era un festival di grande gioia, si organizzavano grandi festeggiamenti a cui partecipavano tutti.
Alle grandi danze che si tenevano un tempo a Calendimaggio tutta la gente si teneva per mano e danzava intorno ad un grande cespuglio di maggio eretto su un tumulo. Il cerchio si estendeva talvolta per un miglio, le fanciulle indossavano ghirlande ed i giovani uomini bacchette fatte con ramoscelli verdi, mentre i più anziani (uomini e donne) sedevano sull'erba come spettatori ed applaudivano alla cerimonia. L'uomo più alto e forte della contea rimaneva al centro e dirigeva i movimenti, mentre i suonatori di flauti ed arpe, indossando fasce verdi e dorate, suonavano melodie per le danze più vivaci.

La notte di Beltaine e le creature del Popolo Fatato
E' questa una notte magica per il Piccolo Popolo, le Fate hanno grandi poteri in questo periodo, per cui i bambini, il bestiame, il latte e il burro devono essere ben protetti dalla loro influenza. Sotto la zangola si deve mettere un carbone spento ed un altro sotto la culla, davanti alla porta devono essere sparse delle primule, perchè le Fate non possono oltrepassare questi fiori. Questo per evitare che le Fate rapissero i bimbi. Le Fate sono dell'umore migliore alla vigilia di maggio e per tutta la notte si può udire la musica dei flauti fatati, mentre il Popolo Fatato danza. E' allora che essi rapiscono i giovani per farli partecipare alle loro feste e, se una fanciulla danza una volta al suono della musica fatata, si muoverà per sempre con molta grazia e fascino, in Irlanda infatti un noto proverbio dice: ''Ha danzato alla musica fatata sulla collina.'' La vigilia del Calendimaggio su tutte le colline si ode la musica delle Fate ed in questo modo la gente ed i musicisti del luogo hanno 'catturato' molte melodie.

La leggenda della Moraleana
Una nota leggenda irlandese racconta che circa cento anni fa una famosa melodia, chiamata Moraleana, venne imparata da un flautista mentre viaggiava per le colline una sera, egli la suonò perfettamente, nota per nota, come l'eva udita dai flauti fatati, quindi udì una voce dirgli che gli sarebbe stato dato il permesso di suonare questa melodia per tre volte davanti alla gente, ma non una quarta, altrimenti gli sarebbe successo qualcosa di negativo. Ma, un giorno partecipò ad una grande gara, per essere certo della vittoria, suonò la meravigliosa melodia fatata, tutta la gente applaudì e dichiarò che lui aveva vinto il premio, poichè nessuna musica poteva uguagliare la bellezza di questa melodia. Così lo incoronarono con la ghirlanda ma in quel momento egli impallidì, il flauto cadde dalla sua mano e cadde senza vita sul terreno. Nulla fugge alle Fate: esse sanno ogni cosa...

Antiche credenze di Calendimaggio
Si narra che le erbe raccolte la vigilia di Calendimaggio possiedono una potente virtù mistica di guarigione, infatti gli abili erboristi e i medici fatati preparavano con esse delle potenti pozioni, principalmente utulizzando l'achillea, chiamata in irlandese ''l'erba dei sette bisogni'' o cure per le sue molte e grandi virtù. Ancora oggi in Irlanda le ragazze danzano e cantano intorno a questa pianta:
''Achillea, achillea, achillea,
ti auguro il buongiorno,
e dimmi prima di domani
chi sarà il mio vero amore.''
L'erba viene quindi messa sotto al cuscino durante la notte ed in sogno apparirà il vero amore. Un altro metodo per sapere il nome del proprio compagno, era quello con le lumache. Le giovani fanciulle uscivano prima dell'alba per cercare la strada tracciata dalle lumache nel terreno, perchè in esse vi è sempre tracciata una lettera e questa sarà l'iniziale del loro vero amore. Il vedere come prima cosa al mattino una lumaca nera è invece considerato di cattivo auspicio, la lumaca bianca invece porta fortuna, allo stesso modo il vedere un agnellino bianco alla propria destra.
Un'antica leggenda racconta che ogni anno la mattina di Calendimaggio, le rocce delle isole Skelling si muovono per incontrare le rocce davanti a loro, che a loro volta avanzano fino a metà strada per incontrarle,quindi si ritirano lentamente come fossero delle navi.
Fonti:
"Antiche Leggende, Incantesimi e Fate della Verde Irlanda''
&
''Miti & Leggende''

Felice Calendimaggio...:)
Alfrojul
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L'Olanda e i Castelli Fatati
Secondo le tradizioni olandesi, le Fate abitano in splendidi castelli d'oro e di cristallo, circondati da magnifici giardini e meravigliose fontane. Una musica incantevole si diffonde continuamente nell'aria; l'inverno non è mai rigido e, anzi, nel loro regno è come se splendesse un'eterna primavera. Ma ciò che appare ancor più singolare è il fatto che questi castelli appaiono all'occhio del profano come umili tuguri, i giardini sembrano campi di rifiuti e gli specchi d'acqua fossi melmosi; la musica incantevole si trasforma in rumori stridenti e l'inverno e la neve si fanno sentire in quei luoghi come una "maledizione". E' così che le Fate abitano, confondendosi in mezzo alla gente, nascoste da un aspetto di vecchie donne, decrepite e malandate,coperte di stracci, con gli occhi arrossati e i capeli grigi, magre e trasandate. Ma se ci si reca alla mezzanotte precisa della vigilia di San Giovanni, tenendo nella mano sinistra un'erba chiamata popolarmente Ren-vaen, davanti alla porta di una Fata e ci si siede con le gambe incrociate, si riuscirà a vederla nella sua condizione reale, vale a dire giovane, bella, splendidamente vestita, contornata di damigelle d'onore, seduta su un trono sfavillante di pietre preziose. E si assisterà al meraviglioso spettacolo offerto da palazzi di cristallo, fontane d'acqua di rose, cascate di latte, fiori ambrati e trasparenti e tutti i personaggi che formano la Corte delle Fate.
"Il Piccolo Popolo - Elfi, Gnomi, Folletti e Creature Fatate''
La Leggenda del Lago di Carezza
Nel lago di Carezza (Val di Fassa) si vedono riflessi tutti i colori dell'iride, mentre gli altri laghi montani sono tinti solamente di azzurro o verde. Questa meraviglia è però frutto di un sortilegio: infatti lo stregone del Latemar si era innamorato della bellissima Ondina, la Ninfa che ne abitava le acque, e tentò più volte di rapirla. Così un giorno, consigliato dalla Stria del Masarè, fece apparire nel lago di Carezza un bellissimo arcobaleno con lo scopo di attrarre l'amata, ma, quando l'Ondina uscì dalle acque spinta dalla curiosità, vide lo stregone e fuggì spaventata. Il mago fu preso da un tale furore per l'ennesimo fallimento che prese l'acrobaleno e lo gettò in mille pezzi nel lago e da quel giorno le sue acque rispecchiano tutti i colori dell'arcobaleno.
''Il Piccolo Popolo, Elfi , Gnomi, Folletti e Creature Fatate''
giovedì, 02 novembre 2006
Le Fate e la Nebbia
In molte storie di Fate si parla di nebbia, che a quanto pare le Fate incantano a piacere o che possono produrre da sole per nascondere se stesse e il loro paese oppure per fuorviare gli uomini. E anch'esse vengono non di rado assimilate alla nebbia che la sera avvolge i campi. ''La buschweiblein (donnina dei cespugli) sale sulla montagna'', si diceva più o meno in Germania. D'altro canto la nebbia era vista come il segno che le Fate stavano preparandosi da mangiare.
In Islanda sono molte le leggende che legano il Popolo Fatato alle Fate, lo scrittore islandese Halldòr Laxness, scrisse un racconto che ha come protagonista la nebbia e le Fate:
' 'C'era una volta un uomo che si perse nella nebbia mentre percorreva la lunga strada verso casa, finchè non gli sembrò di vedere dei ruscelli scorrere di fronte a lui. Più tardi finì su dei ghiaioni e delle pietre aguzze che non sembravano voler mai avere fine, e i massi erano come montagne, e si ergevano all'infinito. Ormai non aveva più speranze di salvezza. Allora gli si avvicinò una fanciulla vestita di blu con un velo bianco, che era uscita dalla nebbia. ''Seguimi'', gli disse la fanciulla, ma per il resto non fu molto loquace, lo portò a casa con sé in una piccola fattoria, dove tutto era grazioso e ordinato, e gli offrì una zuppa di carne con i porri, fin quanto ne desiderava. Poi lo accompagnò sull'aia e gl indicò la giusta direzione. E allora la nebbia cominciò a diradarsi, lui riconobbe il luogo in cui si trovava, ma quando desiderò ringraziarla per l'accoglienza la fanciulla era sparita, e pure la fattoria era sparita, alle sue spalle restavano solo le solite rocce. Così prese la via di casa. Non c'erano più ghiaioni. E i ruscelli scorrevano di nuovo davanti a lui.''
Fonti: ''Il Fantastico Mondo degli Elfi e delle Fate''
La Leggenda dei Monti Pallidi
Forse non tutti sanno che le Dolomiti vengono chiamate anche Monti Pallidi a seguito di un prodigioso incantesimo avvenuto ai tempi dell'antico Regno delle Dolomiti, quando la roccia delle montagne aveva lo stesso colore delle Alpi. Tale reame era ricoperto di prati fioriti, boschi lussureggianti e laghi incantati. Ovunque si poteva respirare aria di felicità e armonia, meno che nel castello reale. Il figlio del Re aveva sposato la Principessa della Luna, ma un triste destino condannava i due giovani amanti a vivere eternamente separati. L'uno non poteva sopportare l'intensa luce della luna che l'avrebbe reso cieco, l'altra fuggiva la vista delle cupe montagne e degli ombrosi boschi, che le causavano una malinconia talmente profonda da farla ammalare gravemente.
Ormai ogni gioia sembrava svanita e solamente le oscure foreste facevano da solitario rifugio al povero principe. Tuttavia si sa che proprio le ombrose selve sono luoghi popolati da curiosi personaggi, ricchi di poteri sorprendenti e capaci di rovesciare inaspettatamente il corso degli eventi. Così un giorno, nel suo disperato vagare, il Principe si imbattè nel Re dei Salvani, un piccolo e simpatico Gnomo in cerca di una terra per il suo popolo. Dopo aver ascoltato la triste storia del giovane sposo, il Re dei Salvani gli propose, in cambio del permesso di abitare con la propria gente questi boschi, di rendere lucenti le montagne del suo regno. Siglato il patto, gli Gnomi tessero per un'intera notte la luce della luna e ne ricoprirono tutte le rocce. la Principessa potè così tornare sulla terra per vivere felicemente assieme al suo sposo e le Dolomiti presero il nome di Monti Pallidi.
''Il Piccolo Popolo''
*Elfi, Gnomi, Folletti e Creature Fatate*
Il Mese di Maggio e le Fate
E' molto pericoloso dormire all'aperto nel mese di maggio, perchè in questo periodo le Fate sono molto potenti ed in cerca di fanciulle da rapire per farne spose fatate e di giovani madri da far diventare balie per i bambini fatati, mentre i giovani uomini vengono scelti come sposi per le bellissime principesse delle Fate. Per evitare che le Fate rapissero i bimbi, davanti alla porta venivano sparse delle primule, perchè le Fate non possono oltrepassare questi fiori.
Una vecchia leggenda irlandese racconta che un giorno di maggio, a mezzogiorno, una giovane fanciulla si mise a riposare su un luogo fatato e si addormentò. Le Fate furono rapite dalla bellezza di questa fanciulla e la rapirono. Al suo posto lasciarono un'ombra somigliante. Arrivò la sera e, poichè la fanciulla non era tornata, sua madre inviò messaggeri in tutte le direzioni a cercarla. Infine la trovarono sulla collinetta fatata che giaceva senza sensi come se fosse morta.
La portarono a casa e la misero a letto, ma ella non parlò né si mosse. Trascorsero tre giorni, si pensò dunque di chiamare il medico fatato. Subito egli disse che la ragazza era stata rapita dalle Fate e diede loro un unguento fatto di erbe per ungere le sue mani e le sue sopracciglia ogni mattina all'alba ed ogni notte al levarsi della luna. Ed intorno al suo letto e sulla soglia di casa venne cosparso del sale. Questo venne fatto per sei giorni e sei notti, quindi la fanciulla si alzò improvvisamente e chiese del cibo. Le diedero da mangiare ma non le fecero domande, rimasero semplicemente a sorvegliarla in modo che non lasciasse la casa.La fanciulla fissò lo sguardo su di loro e disse: '' Perchè mi avete riportata indietro? ero così felice. Ero in un bellissimo palazzo dove amabili dame e giovani principi danzavano alla più dolce delle musiche e mi facevano danzare con loro, mi aveva regalato un mantello di ricco oro. Ora è tutto finito, mi avete riportata indietro ed io non vedrò mai, mai più quel bellissimo palazzo.'' La madre allora pianse e disse: '' O bambina, resta con me, non ho un'altra figlia e se le Fate ti rapiscono io morirò.'' Quando la fanciulla udì questo abbracciò sua madre e la baciò, promettendo che non si sarebbe mai più avvicinata alla collinetta fatata per tutta la vita, il medico fatato, infatti, le aveva detto che se mai fosse tornata a dormire nuovamente in quel luogo non sarebbe mai tornata a casa.
''Antiche Leggende, Incantesimi e Fate della Verde Irlanda''
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