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Armonie Arcane
Una vecchia leggenda racconta che non appena il primo mago levò la voce in una melodia per operare un incantesimo, scoprì la potente magia della musica. Nella melodia sinuosa che incantava i serpenti, nel ritmo pulsante della danza che chiamava la pioggia, maghi e stregoni imbrigliarono la musica per controllare le umili creature terrestri e l'incommensurabile forza degli elementi. Armonie arcane, suonate con particolari strumenti, avevano il potere di indurre gli uomini al sonno, all'amore, alla battaglia e a volte persino alla morte. La magia e la musica erano arti così strettamente intrecciate che i maghi bisognosi di parole per operare portenti ricorsero al linguaggio della musica. Le stesse parole ''incantesimo'' e ''incanto'' derivano dal latino cantare, mentre il termine francese charme, oggi sinonimo di fascino, un tempo significante ''formula magica'' fu derivato dal latino carmen, ''canto''. ![]() Gli antichi pensavano che le armonie non fossero di origine terrestre. Alcuni filosofi, tra cui il greco Pitagora, ritenevano che l'universo risuonasse di una musica divina sin dagli inizi del tempo. Pitagora la chiamò la musica delle sfere, poichè proveniva dai corpi celesti che ruotavano nel cosmo. Ognuno dei sette pianeti anticamente visibili corrispondeva ad una delle sette note della scala musicale, che insieme producevano la musica celestiale. Gli uomini non la udivano perchè non ne avevano mai conosciuto l'assenza. Se la musica delle sfere fosse però cessata, l'umanità avrebbe compreso di quale perfezione era stata privata. Gli umani che vantavano antenati ultraterreni spesso possedettero il dono divino della musica. Tra di loro figurò anche Vainamoinen, che era stato generato da una dea ingravidata dal vento e dalle onde. Saggio sin dalla nascita, Vainamoinen naturalmente divenne una guida per gli uomini più giovani. ''Miti & Leggende'' ![]()
Aspettando Halloween: La notte tra il 31 ottobre è il 1° Novembre, è la notte del sabba, la riunione più magica dell'anno per le Streghe. Nelle leggende medievali germaniche, si racconta che in questa riunione Streghe e Stregoni celebravano la loro festa in onore del diavolo. Secondo alcune tradizioni, il sabba si svolgeva ogni sabato, secondo altre una sola volta all'anno (la notte di sabba Valpurga, il 30 aprile-1° maggio).
La Strega viene da sempre rappresentata vecchia, brutta e cattiva, molto spesso assumeva anche le sembianze di donne bellissime. Gli strumenti della Strega erano necessari per compiere i rituali magici. Le Streghe possedevano varie bacchette magiche: c'era il bastone biforcuto, il gambo di una pianta di fagioli e lo stelo del senecio. Insieme ad essi venivano usati, per il loro potere magico, rametti di quercia, nocciolo e betulla, legati in un mazzetto. Nel ritrovo della Strega non poteva mancare il classico calderone di rame, nel quale si potevano trovare, a seconda della pozione: lingue di cane, occhi di tritone, pelle di rospo, zampe di lucertole o denti di lupo.
In un vecchio armadio o su un ripiano impolverato era custodita la sfera di vetro o ''speculum'', di solito costituita da un globo di cristallo. Poteva anche avere altre forme, ma veniva sempre tenuta lontana dalla luce che ne distruggeva i poteri occulti. In molte favole e leggende la sfera aveva il potere di guardare il futuro. Le Streghe di primo grado, che insegnavano formule di magia e incantesimi, dovevano necessariamente tenere un libro o un taccuino di appunti, che si chiamava ''libro delle ombre''.
Anticamente si pensava che i manici di scopa fossero il mezzo utilizzato dalle streghe per spostarsi. Veniva utilizzato il legno del'albero del nocciolo, considerato ancora oggi, l'albero magico delle streghe. Ancora oggi la scopa è considerata un oggetto stregato, in quanto dovrebbe "spazzar via" le negatività e la sfortuna.
Animali come gatti neri , pipistrelli e gufi (divenuti simboli della festa di Halloween) sono legati da sempre alle arti magiche delle Streghe. Durante il Medioevo, si credeva che le Streghe fossero aiutate da demoni in forma di animali, ecco perchè quando le streghe furono associate ad Halloween, anche i pipistrelli lo divennero.
Malocchio e gatti neri Tratto dal film "Le Streghe di Halloween" di John Carpenter
(Fonti: Miti & Leggende)
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Categoria: streghe, halloween, arti magiche
Le Magiche Influenze degli Astri Tra i corpi celesti e il mondo umano esisteva una rete di corrispondenze e affinità che gli studiosi del sapere occulto esplorarono con passione. Il Sole, la Luna e i cinque pianeti anticamente conosciuti governavano ognuno uno o più segni zodiacali. Inoltre si riteneva che ciascuno di quegli astri governasse un giorno della settimana e un settore della vita umana (l'amore, la salute, le arti, il commercio, i viaggi, etc.) e fosse simboleggiato da un colore, una pietra e un metallo, catalizzatori della sua particolare influenza. Il Sole, la cui forza benefica irradiava da luminosi talismani d'oro, diamante o topazio, governava la domenica, giornata propizia per acquisire ricchezze e il sostegno di amici potenti. La pallida Luna governava il lunedì e i destini di coloro che viaggiavano per mare, i quali potevano garantirsi un viaggio tranquillo indossando vesti bianche e talismani di argento e perle. Marte, il pianeta rosso, era signore del martedì, giorno favorevole alle battaglie, specie se si indossavano gli emblemi dei dio della guerra: ferro, vesti rosse e rubini color sangue. Il pianeta Mercurio, veloce come il dio dai piedi alati che era messaggero degli dei, favoriva i commerci. Signore del mercoledì, amava il mercurio, i toni spenti del colore grigio e gli scintillanti opali.
Giove, signore del giovedì, governava la salute dei mortali e aveva come simboli il color blu reale, lo stagno e l'ametista. Venere, pianeta governatore dell'amore e del piacere, era signora del venerdì e in quel giorno donava particolare fortuna in amore a chi indossava i suoi emblemi: il colore verde delle piante che germogliavano, lo smeraldo e il luminoso rame. Il minaccioso Saturno esercitava la propria influenza sul piombo e sull'onice. La stabilità di quel pianeta, che compie la sua rivoluzione intorno al Sole assai lentamente, assicurava la buona riuscita dei lavori di costruzione, specie se iniziati di sabato, il giorno governato da Saturno. D'altra parte, una cattiva influenza del pianeta provocava facilmente incidenti e infortuni. "Miti & Leggende"
Iscrizioni dotate di Poteri Magici Odino, padre e capo degli dei nordici, trasmise le sue conoscenze magiche e il suo sapere runico a poeti, maghi, saggi e altri eletti mortali. Le rune da lui donate a costoro formavano un alfabeto usato per scrivere ma erano più che semplici simboli. Gli iniziati ai misteri delle rune sapevano che esse erano potenti strumenti e armi di magia. Essi sapevano quali rune tracciare su una spada per proteggere chi la portava durante una battaglia, oppure quali rune incidere su una pietra tombale per tenere lontano gli spiriti maligni.
Questi uomini dai poteri tanto prodigiosi (vissuti in un'epoca remota in cui l'Europa era popolata di tribù sempre in guerra tra loro e ognuna devota a dei diversi) tuttavia furono più temuti che ammirati dai loro contemporanei. Re e sacerdoti erano molto sospettosi nei loro confronti, tanto che in alcune regioni possedere una tavoletta contenente caratteri runici era un crimine passibile di essere punito. I maestri runici furono bruciati sul rogo e le loro conoscenze perirono con loro. Le pietre da loro iscritte di rune sopravvissero solo in alcune regioni remote, dove ancora oggi svettano misteriose e sinistre. Il vero potere e significato delle rune è andato però per sempre perduto. "Miti & Leggende"
Finestre Aperte Su un Mondo Segreto L'affascinante regno delle Fate e del Piccolo Popolo, era invisibile alla vista degli uomini, eppure vicinissimo a loro. Gli abitanti di quel regno saltellavano nelle radure dentro le foreste e tra i fiori di campo nei prati dove uomini e donne passavano senza poterli vedere. Alcune persone tuttavia conoscevano il segreto per riuscire a sbirciare dentro quel mondo misterioso: rendevano la propria vista più penetrante bagnandosi gli occhi con un olio in cui venivano messe in infusione erbe fragranti.
L'olio normale veniva trasformato in magica pozione allungandolo con una speciale acqua di rose e margherite finchè perdeva il suo colore giallo trasparente e diventava bianco. La miscela veniva poi versata in un recipiente di vetro insieme ai boccioli di malvone, margherita, timo e corilo ed erba raccolta su una collina frequentata da Fate e Folletti. Dopo che lo si era lasciato per tre giorni al sole a prendere gli aromi, l'olio poteva finalmente essere impiegato per spalancare gli occhi dei mortali sul regno del Piccolo Popolo. "Miti & Leggende"
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Categoria: fatine, arti magiche |