martedì, 28 novembre 2006

 



November Rain

When I look into your eyes
I can see a love restrained
But darlin’ when I hold you
Don’t you know I feel the same
‘Cause nothin’ lasts forever
And we both know hearts can change
And it’s hard to hold a candle
In the cold November rain
We’ve been through this such a long long time
Just tryin’ to kill the pain
But lovers always come and lovers always go
And no one’s really
Sure who’s letting go today
Walking away
If we could take the time
To lay it on the line
I could rest my head
Just knowin’ that you were mine
All mine
So if you want to love me
Then darlin’ don’t refrain
Or I’ll just end up walkin’
In the cold November rain
Do you need sometime… on your own
Do you need sometime… all alone
Everybody needs sometime… on their own
Don’t you know you need sometime… all alone
I know it’s hard to keep an open heart
When even friends seem out to harm you
But if you could heal a broken heart
Wouldn’t time be out to charm you
Sometimes I need some time… on my own
Sometimes I need some time… all alone
Everybody needs some time… on their own
Don’t you know you need some time… all alone
And when your fears subside
And shadows still remain
I know that you can love me
When there’s no one left to blame
So never mind the darkness
We still can find a way
‘Cause nothin’ last forever
Even cold November rain
Don’t ya think that you need somebody
Don’t ya think that you need someone
Everybody needs somebody
You’re not the only one
You’re not the only one.

*Guns & Roses*


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Categoria: musica, graphic by alfrojul




sabato, 25 novembre 2006

 

Curiosità sugli Elfi:
Il Principe Wineland & Elfi Bianchi ed Elfi Neri

Agli Elfi viene generalmente associato tutto ciò che è luce, che in essa vive e da essa trae la sua forza. Per esempio, sono molte le leggende inglesi e tedesche che narrano di come l'occhio umano, dinanzi alla mirabile bellezza Elfica, corra il rischio di rimanere eternamente spalancato, oppure pensiamo al sole che, nella mitologia anglosassone, viene indicato come ''Splendore degli Elfi''. Gli Elfi, in particolare, prediligono ambienti lussureggianti e incantevoli, dove un legame sottile e sotteraneo unisce le loro vite a quelle della fauna più magiche e cariche di mistero che si possano immaginare. Molte sono le leggende che parlano di un'entità superiore che li governa, ma se per quelle inglesi si tratta di una Regina, per la mitologia tedesca esisterebbe invece il Principe Wineland.



Il Regno degli Elfi è abitato da Elfi bianchi ed Elfi neri: sebbene entrambi male sopportino ogni sorta di impostura e menzogna, quelli neri si rivelano solitamente più malvagi e irrispettosi, e spesso infrangono l'ordine imposto da Wineland, che vuole verità in ogni frase e gesto. Come ricorderete la popolazione degli Elfi è distinta in Elfi maschi e femmine, questi ultimi detti anche Elfinner. Entrambi posseggono poteri magici e capacità di molto superiori a qualsiasi altro abitante della foresta. Amano danzare e cantare e di sovente si uniscono alle Fate nelle feste al chiar di luna. Il rapporto con l'uomo può assumere risvolti positivi o negativi, quando un Elfo, per qualche strano motivo, scaglia il proprio potere contro l'uomo, non c'è molto da fare. Esistono alcuni sistemi per proteggersi dai loro incantesimi, ma difficilmente si è più pronti ed efficaci dei loro occhi ingannevoli.

Fonti:
''Un Mondo di Elfi''


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Categoria: elfi




lunedì, 20 novembre 2006

 



Perdersi

Perdersi tra le onde del mare...
sentire il calore del sole che illumina il viso...
Perdersi nel tepore della sabbia che rigenera il corpo...
Perdersi ascoltando la melodia dell'oceano che
ci inebria dolcemente...rilassando l'anima e la mente.
Perdersi in un sogno fatato ondeggiando sulle nuvole
con l'ebbrezza di un momento di pace nel cuore!

*Moira Di Fabrizio*



Questa bellissima poesia è tratta da: ''Lo Specchio Delle Mie Emozioni'' il
secondo libro di poesie della mia carissima Moira.
Vi invito a visitare il suo sito ed il suo blog:

Poesie di Moira-Il Magico Universo di Amarna



Grazie di cuore dolce Moira!!!





domenica, 12 novembre 2006

 



Autumn

Autumn leaves under frozen souls,
Hungry hands turing soft and old,
My hero crying as we stood out their in the cold,
Like these autumn leaves I dont have nothing to hold.

Handsome smiles wearing handsome shoes,
Too young to say, though I swear he knew,
And i hear him singing while he sits there in his chair,
While these autumn leaves float around everywhere.

And I look at you, and I see me,
Making noise so restlessly,
But now its quiet and I can hear you sing,
'My little fish dont cry, my little fish dont cry.'

Autumn leaves how fading now,
that smile that ive lost, well ive found some how,
Because you still live on in my fathers eyes,
These autumn leaves, all these autumn leave, all these autumn leaves are yours tonite...

*Paolo Nutini*





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un caro saluto a tutti...:)
Alfrojul






giovedì, 02 novembre 2006

 



Le Fate e la Nebbia

In molte storie di Fate si parla di nebbia, che a quanto pare le Fate incantano a piacere o che possono produrre da sole per nascondere se stesse e il loro paese oppure per fuorviare gli uomini. E anch'esse vengono non di rado assimilate alla nebbia che la  sera avvolge i campi. ''La buschweiblein (donnina dei cespugli) sale sulla montagna'', si diceva più o meno in Germania. D'altro canto la nebbia era vista come il segno che le Fate stavano preparandosi da mangiare.
In Islanda sono molte le leggende che legano il Popolo Fatato alle Fate, lo scrittore islandese Halldòr Laxness, scrisse un racconto che ha come protagonista la nebbia e le Fate:
''C'era una volta un uomo che si perse nella nebbia mentre percorreva la lunga strada verso casa, finchè non gli sembrò di vedere dei ruscelli scorrere di fronte a lui.  Più tardi finì su dei ghiaioni e delle pietre aguzze che non sembravano voler mai avere fine, e i massi erano come montagne, e si ergevano all'infinito. Ormai non aveva più speranze di salvezza. Allora gli si avvicinò una fanciulla vestita di blu con un velo bianco, che era uscita dalla nebbia. ''Seguimi'', gli disse la fanciulla, ma per il resto non fu molto loquace, lo portò a casa con sé in una piccola fattoria, dove tutto era grazioso e ordinato, e gli offrì una zuppa di carne con i porri, fin quanto ne desiderava. Poi lo accompagnò sull'aia e gl indicò la giusta direzione. E allora la nebbia cominciò a diradarsi, lui riconobbe il luogo in cui si trovava, ma quando desiderò ringraziarla per l'accoglienza la fanciulla era sparita, e pure la fattoria era sparita, alle sue spalle restavano solo le solite rocce. Così prese la via di casa. Non c'erano più ghiaioni. E i ruscelli scorrevano di nuovo davanti a lui.''

Fonti: ''Il Fantastico Mondo degli Elfi e delle Fate''



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