mercoledì, 31 maggio 2006

 

Incontri con il Piccolo Popolo

Kinara Kestin di Londra, racconta che quando aveva tre-quattro anni, era solita giocare in un grande giardino molto bello in cui si diceva vivessero Elfi e Fate.
"Non erano niente di straordinario per me a quell'età'', disse Kinara. ''Ogni giorno vivevo e sperimentavo qualcosa di nuovo, ed essi facevano semplicemente parte del mondo che andavo scoprendo. Erano minuscole e deliziose creature alate e immerse nella luce che non mi spaventavano. Facevano il loro lavoro, svolazzando allegre di fiore in fiore, e ogni tanto mi osservavano. Non ci siamo mai parlati, ma in qualche modo ci intendevamo. Non mi è mai venuto in mente di toccarle.''



Un'altra volta, quando Kinara aveva sette anni, era a letto e vide chiaramente diversi esserini paffuti muoversi lievemente nella sua cameretta. Anche se non sentiva nessun rumore, sapeva che parlavano e ridevano, e sorrise anche lei. Rimasero lassù per qualche tempo e la guardarono come per valutarla, poi svanirono semplicemente, oppure fu lei ad addormentarsi. Non riusciva a ricordare. Kinara disse: ''Non avevo motivo di inventarmi una cosa del genere, nonostante le prese in giro da parte dei miei compagni di scuola e le argomentazioni degli adulti, ancora oggi, sono convinta che quello che ho visto fosse vero.''

''Il Popolo del Bosco''







sabato, 27 maggio 2006

 



''Gocce di smeraldo brillano
come tracce di impenetrabili sentieri
incantati... i tuoi occhi attraversano foreste
di luminosi arcobaleni
e misteri ti svelano del mondo i sussurri
fatati... come piume di candide ali invisibili
che solcano il cielo
e raggiungono il cuore...''.

''I Doni del Popolo Fatato''
*Tiziana Mattera*






domenica, 21 maggio 2006

 



''Di sogni son fatte le cose
preziose e indistruttibili,
la cui grazia
continua a vivere,
e non appassirà...''

*Virna Sheard*





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un dolcissimo abbraccio a tutti...
Alfrojul





martedì, 16 maggio 2006

 

Le Fate dell'Aria

Le Fate e la natura sono da sempre strette da un legame molto forte. E' proprio dagli elementi primigeni, come aria, acqua, terra e fuoco che queste fantastiche creature traggono forza e poteri. Pensate alle nuvole che si rincorrono veloci, chiudete gli occhi e rivivete l'emozione di una stella cadente che solca il cielo con la sua scia luminosa. Osservate la magia del cielo striato di rosso negli attimi che precedono il tramonto e lasciatevi incantare dai fiocchi di neve che volteggiano leggeri in inverno. Se ci siete riusciti è probabilmente perchè una Fata dell'aria ha deciso di farvi un dono. Ogni singolo fenomeno magico e straordinario che si verifica sopra le nostre teste è infatti un dono delle piccole creature Fatate che vivono nell'aria. Curiose e agilissime, grazie alle ali cangianti, le Fate dell'aria appaiono come minuscole macchie di luce pulsante. Tra tutte le Fate si dice che quelle dell'aria siano le più potenti, in quanto racchiudono in sè tutti e quattro gli elementi della natura.



Le ali simboleggiano l'aria, le lunghe gambe la terra, lo scintillio che emanano a ogni spostamento il fuoco e il loro fluttuare leggero l'acqua. Le Fate dell'aria sembrano essere attratte dalle persone creative e dagli artisti a cui, spesso, donano l'ispirazione. L'attimo di smarrimento che si dipinge a volte sul volto degli scrittori, dei musicisti, dei pittori e di tutti coloro che sono legati in qualche modo all'arte è provocato dalle Fate dell'aria che svolazzano nei paraggi. Non è quindi bene prendere in giro le persone che sembrano vivere con la testa fra le nuvole, perchè le Fatine potrebbero offendersi. :)

''Fate, Gnomi Folletti del Bosco Incantato''


postato da: alfrojul alle 16:45 | Permalink | commenti (27) | Torna su |
Categoria: fatine, fate dell aria




venerdì, 12 maggio 2006

 



Faerie Queen

Over on the hill
There grows a flower
Growing quicker still
More perfect by the hour
Deep within that flower
Is a tiny chair
All a-fringed with gold
The fairy queen sits there…

It is in her breath
That the wind does blow
It is in her heart
As pure as winter snow
It is in her tears
Crystal raindrops fall
And within her years
That she is in us all…

*Oh dark eyes
Help me see
Just one look
She is gone
Look on me
We are one
Fading with the setting sun…

As the willow bows
To her majesty
All the forest flowers
Love her mystery
Who would not admire
Who could not adore
Who does not desire
Who wishes to see more?

*Blackmore's Night*





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Ringrazio Renè per avermi dedicato questo bellissimo brano...

un dolce abbraccio a tutti..
Alfrojul


 




sabato, 06 maggio 2006

 



"La curiosa creaturina si inerpicò sul bordo del fiore, spalancò le braccia alla luna e osservò increspando le labbra in un sorriso felice la notte chiara. Allora l'esile corpicino vestito di bianco fu percorso da un breve fremito e improvvisamente dalle spalle si levarono due piccole ali, bianche come la luce della luna e candide come la neve. Non ho mai più rivisto niente di così leggiadro...''

*Waldemar Bonsels*





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un saluto pieno d'affetto a tutti...
Alfrojul

 




martedì, 02 maggio 2006

 

Il Mese di Maggio e le Fate

E' molto pericoloso dormire all'aperto nel mese di maggio, perchè in questo periodo le Fate sono molto potenti ed in cerca di fanciulle da rapire per farne spose fatate e di giovani madri da far diventare balie per i bambini fatati, mentre i giovani uomini vengono scelti come sposi per le bellissime principesse delle Fate. Per evitare che le Fate rapissero i bimbi, davanti alla porta venivano sparse delle primule, perchè le Fate non possono oltrepassare questi fiori.
Una vecchia leggenda irlandese racconta che un giorno di maggio, a mezzogiorno, una giovane fanciulla si mise a riposare su un luogo fatato e si addormentò. Le Fate furono rapite dalla bellezza di questa fanciulla e la rapirono. Al suo posto lasciarono un'ombra somigliante. Arrivò la sera e, poichè la fanciulla non era tornata, sua madre inviò messaggeri in tutte le direzioni a cercarla. Infine la trovarono sulla collinetta fatata che giaceva senza sensi come se fosse morta.



La portarono a casa e la misero a letto, ma ella non parlò né si mosse. Trascorsero tre giorni, si pensò dunque di chiamare il medico fatato. Subito egli disse che la ragazza era stata rapita dalle Fate e diede loro un unguento fatto di erbe per ungere le sue mani e le sue sopracciglia ogni mattina all'alba ed ogni notte al levarsi della luna. Ed intorno al suo letto e sulla soglia di casa venne cosparso del sale. Questo venne fatto per sei giorni e sei notti, quindi la fanciulla si alzò improvvisamente e chiese del cibo. Le diedero da mangiare ma non le fecero domande, rimasero semplicemente a sorvegliarla in modo che non lasciasse la casa.La fanciulla fissò lo sguardo su di loro e disse: ''Perchè mi avete riportata indietro? ero così felice. Ero in un bellissimo palazzo dove amabili dame e giovani principi danzavano alla più dolce delle musiche e mi facevano danzare con loro, mi aveva regalato un mantello di ricco oro. Ora è tutto finito, mi avete riportata indietro ed io non vedrò mai, mai più quel bellissimo palazzo.'' La madre allora pianse e disse: ''O bambina, resta con me, non ho un'altra figlia e se le Fate ti rapiscono io morirò.'' Quando la fanciulla udì questo abbracciò sua madre e la baciò, promettendo che non si sarebbe mai più avvicinata alla collinetta fatata per tutta la vita, il medico fatato, infatti, le aveva detto che se mai fosse tornata a dormire nuovamente in quel luogo non sarebbe mai tornata a casa.

''Antiche Leggende, Incantesimi e Fate della Verde Irlanda''