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La Festa dei Folletti:
Il Giorno di Calendimaggio Il 1° maggio, comunemente chiamato in Irlanda Calendimaggio, i Folletti sono molto indaffarati per preparare una grande festa a cui sono invitati le Fate, gli Elfi e gli Gnomi. Gli addobbi, il cibo, le bevande e tutti i preparativi sono studiati nei minimi particolari: nei giorni precedenti può infatti capitare di vedere i Folletti scegliere e provare canzoni, accordare gli strumenti, improvvisare passi di danza, oppure allenarsi nei giochi e nelle sfide che avranno luogo durante la festa. Nel giorno di Calendimaggio si celebra l'arrivo del mitico padre d'Irlanda Partholon e della sua gente. Giunto dall'altro mondo, portò con sé ventiquattro donne e ventiquattro uomini e l'Irlanda, che era una terra misera e arida, con solamente nove fiumi e tre laghi, divenne verdeggiante, immensa e ricca. Questi dei, nei quali i Folletti e il Popolo Fatato vedono i loro predecessori, se ne andarono trecento anni dopo, il 1° maggio, lasciando i loro figli in queste terre. La vigilia di Calendimaggio viene temuta dagli uomini perchè ritenuto un giorno molto pericoloso. Si crede, infatti, che i Folletti e tutte le creature del Piccolo Popolo si riuniscano per incrementare i loro poteri e compiere ogni sorta di scherzo e malefatta ai danni degli esseri umani. ![]() I ragazzi giovani e le belle fanciulle sembrano essere i più esposti al percolo di subire dispetti, ecco perchè è tradizione che nessuna donna lasci la propria casa in questa giornata particolare. Un tempo, nel giorno di Neen na beal tina, la vigilia di Calendimaggio, gli irlandesi erano soliti far saltare le mucche sulla paglia infuocata per preservarsi dagli scherzi e dagli attacchi dei Folletti. Oggi questa strana tradizione viene utilizzata solamente per evitare che il latte venga rubato dalla gente del Piccolo Popolo durante la festa. Un' altra usanza del giorno di Calendimaggio consiste nel pungersi con le ortiche. Nel sud dell'Irlanda alcuni scolari vengono scelti per correre con un mazzo di ortiche con cui hanno il permesso di colpire il viso e le mani dei compagni e di tutti coloro che assistono che saranno così immuni agli scherzi del Piccolo Popolo. ''Fate, Gnomi Folletti del Bosco Incantato'' ![]() postato da:
alfrojul alle 16:25 |
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Categoria: tradizioni, folletti, irlanda miti e leggende
![]() ''Prima regola è che deve essere una giornata molto afosa...questo è il primo punto da tenere presente; e poi occorre essere un tantino assonnati...ma non così da non poter tenere gli occhi aperti! E poi dovreste avere l'impressione di essere un poco...''fatati''...ma se non avete idea di che cosa intendo dire, ho paura di non potervelo spiegare: dovete prima incontrare una Fata, poi lo saprete''. tratto dal libro: ''Sylvie e Bruno'' *Lewis Carroll* ![]() ![]() Tag by Agi © Agi's Creations ![]() ![]() Tag by Adry WEBSITE ![]() ![]() Tag by Eva ![]() ![]() tag by Sandy Owner - Distinctive Creations http://groups.yahoo.com/group/DistinctiveCreations/ Overseas Tag: WEBSITE- GROUPS ![]() ![]() ![]() bacini fatati e abbracci... Alfrojul![]() postato da:
alfrojul alle 23:13 |
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dedicated to Ginevra:
![]() Un amico lontano è a volte più vicino
di qualcuno a portata di mano. E' vero o no che la montagna ispira più reverenza e appare più chiara al viandante della valle che non all'abitante delle sue pendici ? *Kahlil Gibran* ![]() ![]() ![]() Buon Compleanno cara Ginevra! :* Alfrojul ![]()
L'Isola dei Beati
Si narrava che nell'oceano che lambiva le coste d'Irlanda, più volte fosse comparsa una terra evanescente, patria di una stirpe superiore del Popolo Fatato. Quest'isola, perchè di ciò si trattava, si credeva fosse un luogo dove splendeva sempre il sole e che fosse sede perenne di quiete. La chiamavano Hybrasail, ovvero ''Isola dei Beati''. Molti navigatori, nel corso degli anni, avevano affermato più volte di averla vista sull'azzurro orizzonte del mare, bella e indistinta simile ad una magica visione. Si diceva che questo luogo, ove dimorano Fate ed Elfi, fosse adagiato su nuvole d'oro e che da lontano sembrava un vero e proprio paradiso. Un giorno un giovane, cui erano giunti all'orecchio questi racconti meravigliosi, animato da spirito d'avventura e dal desiderio di scoprire la dimora del Piccolo Popolo, salpò dalla città di Ara e iniziò la navigazione volgendo la prua a Occidente. Benchè Ara fosse una città sacra, Hybrasail rappresentava pur sempre l'isola dei beati. Il giovane, preso dal desiderio di raggiungere questo luogo di quiete, non volle dare ascolto a chi cercava con tutti i mezzi di dissuaderlo dalla sua impresa, nè servirono a qualcosa i moniti sui rischi cui andava incontro. Nemmeno il tempo minaccioso e burrascoso riuscì a distoglierlo dall'intento. Il richiamo di quest'isola meravigliosa lo portò ad abbandonare la sua dimora e i suoi affetti, in cambio della soavità che avrebbe trovato. ![]() Dopo notti e giorni di difficile navigazione, una mattina all'alba vide apparire all'orizzonte l'isola tanto agognata, ma per quanto procedesse la sua navigazione, quando i raggi del sole di mezzogiorno iniziarono ad ardere sul mare, la sponda dell'isola restava tuttavia indistinta e lontana così come l'aveva scorta la mattina. Cominciavano a calare le tenebre e l'isola sembrava muoversi tanto quanto era il tragitto percorso dall'imbarcazione. Mentre la sua bella città diventava sempre più distante, l'isola delle Fate sembrava continuamente spinta in avanti dall'urto delle onde provocato dall'avanzare della nave. Per un istante il giovane volse con tremore lo sguardo verso Ara, la sua città, che ormai era lontana e invisibile, al limitare dell'oceano, ma l'Isola dei Beati era ancora distante e allo stesso tempo seducente per tornare indietro. Invano la sua ragione cercò di ammonirlo di ritornare in patria, ma nonostante i dubbi e l'indecisione che lo presero si sentì ancora irresistibilmente attratto dall'isola, come da un canto di sirene, e continuò la rotta. Fu la sua ultima notte di navigazione e non rivide più Ara, la sua città, giacchè quando la notte calò egli scomparve lontano tra le onde. Il suo corpo non fu mai ritrovato, inghiottito per sempre dal mare e dal suo sogno. (adattamento da The Legend of Hybrasail, Scozia, XV secolo) '' Il Piccolo Popolo'' ![]() postato da:
alfrojul alle 15:40 |
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![]() "Confusa solo per un giorno o due imbarazzata , ma non spaventata ... camminando nel mio giardino, incontro una ragazza del tutto inaspettata. Fa un cenno, ed appaiono foreste ogni cosa comincia ad un suo invito. In un tale paese certamente io non sono mai stata..." *Emily Dickinson* ![]() ![]() Tag by Sandy Owner - Distinctive Creations http://groups.yahoo.com/group/DistinctiveCreations/ Overseas Tag: WEBSITE- GROUPS ![]() ![]() Tag By Signatures with style Signatures with style ![]() ![]() Auguro a tutti una serena Pasqua! Un dolcissimo abbraccio Alfrojul![]() ![]() postato da:
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Gli Alberi Fatati
Le piante più grandi e rigogliose sono da sempre considerate gli alberi delle Fate che, ai loro piedi, amano organizzare danze e giochi nelle notti di luna piena, mentre i tronchi cavi degli alberi più vecchi nascondono l'entrata delle dimore fatate. Tutti gli alberi sono collegati alle creature del Piccolo Popolo, che amano prendersene cura, ma ci sono alcune specie che hanno un legame particolare con le Fate. Il biancospino, per esempio, si narra sia l'albero dove dimorano le Fate: chi si dovesse trovare a passare accanto a tre alberi di biancospino cresciuti formando un angolo acuto, deve prestare molta attenzione, perchè potrebbe trovarsi improvvisamente imprigionato nel mondo delle Fate o, nel migliore dei casi, avere le braccia e le gambe coperte da lividi e pizzicotti. Le piante di sambuco sono particolarmente amate dalle Fate più dispettose e cattive, che si divertono ad assumerne le sembianze per ingannare e spaventare gli uomini. Non bisogna mai abbattere un albero di sambuco senza chiederne il permesso alla Fata che lo custodisce, altrimenti si corre il rischio di cadere vittima dell'ira della proprietaria. Il legno delle piante di sambuco è inoltre molto pericoloso per i neonati: le culle non devono essere costruite con il loro legno, altrimenti sarebbero continuamente pizzicati dalle Fate. ![]() Le querce secolari e i salici rigogliosi che sorgono sulla sommità delle colline nascondono tra le loro radici le scale che portano all'entrata dei castelli delle Fate più potenti. scalfirne la corteccia porta il malcapitato a dover sopportare dispetti di ogni genere, mentre abbattere l'albero è un chiaro segno di sorte avversa. Anche l'edera è una pianta protetta dalle Fate, che si divertono a nascondersi tra i rami intricati. Quando l'edera si arrampica sulla facciata di una casa, coprendola completamente, le Fate si prendono cura dei suoi abitanti, che non ne dovranno mai staccare neanche una foglia. Nel Galles si parla di una Fata verde di nome Caerphilly che ama passeggiare nei giardini dei castelli, trasformandosi in edera non appena avverte la presenza degli uomini. "Fate, Gnomi, Folletti del Bosco Incantato" ![]() postato da:
alfrojul alle 22:38 |
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Categoria: fatine, favole e leggende, spiriti della natura
![]() Never Ending Story Fai un giro guarda quello che vedi nel suo volto lo specchio dei tuoi sogni una favola, io sono ovunque vivo nella tua vita é scritto nelle pagine é la risposta ad una storia infinita Raggiungi le stelle Fai volare la fantasia Sogna un sogno e quello che vedi sarà realtà Poesie che nascondono segreti verranno svelati dietro le nuvole e lassù sopra l'arcobaleno é la risposta ad una storia infinita... ''Tratto dalla colonna sonora del film fantasy'' *La Storia Infinita* ![]() ![]() Tag by Adry WEBSITE ![]() ![]() Tag by Ginevra WEBSITE-BLOG ![]() ![]() Tag by Liz WEBSITE ![]() ![]() Buon fine settimana Alfrojul![]() postato da:
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Incontri con il Piccolo Popolo
All'età di 9 anni, Gwyneth M.F.Tait passò le vacanze con la mamma e i due fratelli maggiori alla foresta di Delamere, una località molto nota nello Cheshire. Le piaceva andarsene di nascosto sul limitare del bosco. In quella mattina soleggiata stava giocando sotto gli alberi, che gettavano la loro ombra su una radura illuminata del sole, quando accanto ad un ciuffo d'erba piuttosto alto vide una figura bianca alta cinque centimetri, senza abiti, con le ali trasparenti. In seguito riuscì a ricordare solamente i pallidi capelli dorati, ma non i tratti del viso. Doveva trattarsi di una fatina cordiale, perchè non si sentì affatto a disagio. Osservò con attenzione i teneri piedini della silfide quando questa danzava nel prato da un punto all'altro del tappeto erboso. ![]() Intanto la piccola Gwyneth si era addentrata sempre di più nel bosco e aveva raggiunto un posto sconosciuto, ma pur avendo smarrito la sua piccola guida non ebbe nessuna difficoltà a ritrovare il solito sentiero. Solo da adulta Gwyneth ritornò a Delamere, ma quello spettacolo incantato non si ripetè. Tuttavia, riuscì per due volte ad accompagnare con sicurezza sulla strada principale un gruppo di adulti e bambini che erano andati in quel bosco, sebbene lei stessa non conoscesse la strada e la sua esperienza di bambina fosse così remota. ''Il Popolo del Bosco'' ![]() postato da:
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Categoria: incontri con piccolo popolo |