sabato, 28 gennaio 2006

 



"Le mie canzoni nascono dalle cose che mi accadono. O dai sogni. Io sogno sempre, anche e soprattutto ad occhi aperti. E porto sempre con me dei taccuini, per fermare sulla carta quello che vedo con la fantasia."

*Jeff Buckley*
Tratto da: ''Jeff Buckley-Un Hipster con la Testa d'Angelo''





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un abbraccio...




mercoledì, 25 gennaio 2006

 




Klabber, il Folletto freddoloso è originario della Germania. Fa parte della famiglia dei Folletti che vivono nelle case degli uomini. E' simpatico e gioviale, ama molto aiutare le donne nelle faccende domestiche. Basta che strizzi gli occhi per diventare minuscolo e nascondersi dietro i vasetti di marmellata. Dotato di vista e udito incredibili, Klabber sa tutto ciò che succede nella casa in cui vive. Vive in minuscoli alloggi, molto ben arredati, scavati in lunghe e complesse gallerie situate tra i cespugli dei giardini o nelle cantine delle case di campagna. Questo dolce e simpatico Folletto ha sempre freddo, per questo indossa pesanti stivaletti di pelo, una calda sciarpetta di lana e guanti che non toglie mai. Come tutti i Folletti non toglie mai il cappello, non solo per non rischiare di perdere i suoi poteri, ma anche perchè rappresenta una costante fonte di calore. La notte scende dalla cappa dei camini per scaldarsi davanti al fuoco e per preparare burro e formaggio per la famiglia che lo ospita. Si dice che Klabber, in cambio dell'aiuto nei lavori domestici, chieda in prestito alla padrona di casa gli utensili da cucina che riporta perfettamente puliti il giorno seguente. Klabber ha una vera e propria passione per i dolci e, in particolare, per i biscottini speziati o per i dolcetti con lo zucchero a velo. Se la mattina troverete alcune briciole accanto al barattolo dei biscotti, significa che Klabber ha fatto una visitina notturna.



Durante i freddi pomeriggi invernali, Klabber non resiste alla tentazione di dormire in posti un pò insoliti, sceglie sempre posti molto caldi, lo si può infatti trovare che dorme nei guanti appoggiati al calorifero. Il Folletto ama molto la birra, capita di frequente che Klabber si lasci andare a grandi bevute con i suoi amici Folletti. Nelle notti di luna piena si possono infatti sentire schiamazzi, risatine e musiche allegre. Per ingraziarsi i favori di Klabber è bene accendere ogni tanto una candela. Il Folletto si diverte a giocare con la cera sciolta, realizzando piccole sculture con cui decora la sua accogliente casetta.
Si dice che in passato Klabber abbia vissuto sulle navi che toccavano i più importanti porti dell'Europa del nord. Considerato un portafortuna dai marinai, lo si poteva trovare nelle stive o sull'albero maestro, dove era un'utilissima vedetta, grazie alla sua incredibile vista. Stanco di navigare e desideroso di abbandonare il grande freddo delle regioni del nord, Klabber decise di vivere al calduccio nelle case degli uomini e di dedicarsi ai lavori artigianali. Si dice che il Folletto tenga ben nascosto il cappello da marinaio, tramandato dai suoi avi, e dotato, si pensa, di grandi poteri, ancora sconosciuti agli uomini.

''Fate, Gnomi Folletti del Bosco Incatato''




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Categoria: folletti




sabato, 21 gennaio 2006

 



Incantesimo

Viaggia dentro e sarai contento di quello che scoprirai
Dei tesori che hai dentro e che ancora non sai
Dacci dentro e sarai contento di quello che rivedrai
Tutto il film della tua vita che tu ancora non sai
Nasce dentro un incantesimo come qualcosa di magico
Quando tutto trema anch'io cerco il mio sistema
Vivo, vivo un incantesimo come qualcosa di magico
(qualcosa di magico, un incantesimo)
Viaggia dentro e sarai contento di quello che scoprirai
Dei tesori che hai dentro e che ancora non sai
Nasce dentro un incantesimo come qualcosa di magico
Quando tutto trema anch'io cerco il mio sistema e
Vivo (vivo) vivo un incantesimo dentro cerco qualcosa di magico
Vivo (vivo) vivo un incantesimo dentro cerco qualcosa di magico
Sono dentro un incantesimo come qualcosa di magico
Vivo dentro un incantesimo come qualcosa di magico
Vivo dentro un incantesimo come qualcosa di magico
Viaggio dentro viaggio dentro di me...

*Litfiba*



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un abbraccio a tutti...buon week end...:)

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giovedì, 19 gennaio 2006

 



Il Forte delle Fate

In Irlanda si racconta di vecchi forti Fatati. L'antico forte di solito si estendeva per mezzo acro ed aveva due o più bastioni, fatti costruire dai capi delle tribù a scopo di difesa. Ma quando la razza dei capi si estinse, i Sidhe (il Popolo Fatato) occuparono l'interno dei forti e lì tennero concili, feste e danze; e, se qualcuno avesse avvicinato l'orecchio al terreno di notte, avrebbe potuto udire la dolce musica fatata scaturire dalla terra. Il forte è stato sempre considerato sacro dalle Fate ed a nessun mortale è permesso di abbattare un albero che vi cresce all'interno o di portare via una pietra. Ma la cosa più pericolosa sarebbe costruire sopra ad un forte fatato. Se un uomo tentasse di fare ciò, le Fate si vendicherebbero e lo renderebbero muto o cieco, perchè nessuna mano umana dovrebbe mai osare toccare i loro antichi territori di danza. Gli irlandesi dicono che non si deve suonare o fischiettare di notte l'antico motivo ''The pretty girl milking her cow'', perchè è una melodia delle Fate ed esse non sopporterebbero che un mortale cantasse la loro musica quando danzano sull'erba. Ma se qualcuno dorme sopra al forte la loro musica gli entrerà nell'anima e, quando si sveglierà, potrà cantare la melodia udita in sogno. E' in questo modo che i bardi imparavano le loro canzoni e per questo erano abili musici e suonavano l'arpa con mano esperta. Si dice che spesso le Fate si radunavano ad ascoltare, poichè invisibili agli occhi mortali.

''Antiche Leggende, Incantesimi e Fate della Vecchia Irlanda''






venerdì, 13 gennaio 2006

 

 Tag by Ginevra



*Titania:

''E ciascuno apprenda il canto
Che dovrà intonare in coro,
E accompagni le parole
Modulata melodia;
E tenendoci per mano,
Tra volteggi e capriole,
Diffondiamo il nostro incanto,
Sì che ovunque in questo luogo
Spiri provvida malìa..."

Tratto da:
''Il Sogno d'una Notte di Mezza Estate''
*William Shakespeare*
(*Titania, la Regina delle Fate)



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Buon fine settimana..un dolce abbraccio
Alfrojul




martedì, 10 gennaio 2006

 

Incontri con Il Piccolo Popolo:
William Butler Yeats e la Regina delle Fate

Il celebre poeta irlandese William Butler Yeats dedicò molti anni a interrogare i contadini della sua magica Irlanda a proposito di Fate e per quanto possibile anche a cercare di convincere se stesso della loro esistenza. Yeats dedicò molti suoi scritti al Popolo Fatato, nel suo libro Il crepuscolo celtico racconta la seguente esperienza:
Una volta era insieme ad un uomo e a una giovane parente di questi che aveva fama di veggente e facevano una passeggiata sulla spiaggia. Parlava con i due del ''Popolo del'Oblio'' (cioè le Fate) finchè raggiunsero una caverna in mezzo alle rocce dove si diceva se ne dovessero trovare parecchie. Yeats chiese alla ragazza se riuscisse a vedere qualcosa, perchè avrebbe voluto chiedere qualcosa alle Fate. La ragazza rimase in silenzio per un pò e poi cadde in una sorta di trance. Yeats pronunciò alcuni nomi di Fate conosciute e subito dopo la ragazza spiegò che, in profondità dentro gli scogli, riusciva a udire il rumore di un parlottare confuso e di gente che batteva i piedi. Quindi vide una luce chiara fuoriuscire dalla caverna e diverse personcine vestite di colori diversi, ma soprattutto di rosso, che danzavano al suono di una musica che lei non conosceva. Yeats la pregò di chiamare la Regina delle Fate perchè parlasse con loro. Ma a questa richiesta non vi fu alcuna reazione. Allora lo domandò lui stesso, e in quel momento la ragazza veggente spiegò che una bella e alta signora era uscita dalla caverna.



Yeats scrive di essere caduto anch'egli in una specie di trance e di aver avuto una visione di ornamenti d'oro e di capelli scuri. A una successiva richiesta, il seguito della Regina delle Fate sfilò verso di loro suddiviso in quattro file. Alcuni portavano rami di sorbo selvatico nelle mani, altre collane di squame di serpente attorno al collo. Per poter comprendere le parole della Regina, la veggente dovette metterle le mani sul petto. Quindi rispose alle domande di Yeats. Ad esempio, lui voleva sapere se fosse vero che le Fate conducono gli uomini nel loro regno. ''Noi mutiamo i corpi'', rispose. Lui volle ancora sapere se potessero nascere anche come mortali, e la Regina rispose affermativamente. Yeats domandò se lei e i suoi non fossero una drammatizzazione dei nostri stati dell'anima. ''Non comprende'', disse la veggente, ''ma dice che la sua gente assomiglia alquanto agli esseri umani e fa quasi tutto quello che gli esseri umani fanno''. Alla fine però le domande furono troppe per la Regina delle Fate e scrisse sulla sabbia: ''Stai attento a non cercare di sapere troppo su di noi''.
Quando Yeats capì di averla offesa, la ringraziò e la Regina Fatata sparì nuovamente nella sua caverna. La ragazza veggente si risvegliò dal suo stato di trance e tremò nel vento freddo che soffiava dal mare.

''Il Fantastico Mondo degli Elfi e delle Fate''






sabato, 07 gennaio 2006

 



Winter

Snow can wait
I forgot my mittens
Wipe my nose
Get my new boots on
I get a little warm in my heart
When I think of winter
I put my hand in my father's glove
I run off
Where the drifts get deeper
Sleeping beauty trips me with a frown
I hear a voice
"Your must learn to stand up for yourself
Cause I can't always be around"
He says
When you gonna make up your mind
When you gonna love you as much as I do
When you gonna make up your mind
Cause things are gonna change so fast
All the white horses are still in bed
I tell you that I'll always want you near
You say that things change my dear

Boys get discovered as winter melts
Flowers competing for the sun
Years go by and I'm here still waiting Withering where some snowman was
Mirror mirror where's the crystal palace
But I only can see the myself
Skating around the truth who I am
But I know dad the ice is getting thin

When you gonna make up your mind
When you gonna love you as much as I do
When you gonna make up your mind
Cause things are gonna change so fast
All the white horses are still in bed
I tell you that I'll always want you near
You say that things change my dear

Hair is grey
And the fires are burning
So many dreams
On the shelf
You say I wanted you to be proud of me
I always wanted that myself

He says
When you gonna make up your mind
When you gonna love you as much as I do
When you gonna make up your mind
Cause things are gonna change so fast
All the white horses have gone ahead
I tell you that I'll always want you near
You say that things change
My dear

*Tori Amos*



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Un abbraccio a tutti..buon fine settimana..
 
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mercoledì, 04 gennaio 2006

 

Una Felice Epifania

In una piccola casetta sulla cima di un monte viveva una famiglia talmente povera che non aveva nemmeno un pezzo di carbone con cui riscaldarsi. I due piccoli bimbi dovevano fare ogni giorno molte ore di cammino per scambiare il latte della loro capretta con un pezzo di pane. Il vecchio padre, dal canto suo, trascorreva tutto il giorno nella buia foresta ai piedi del monte per trovare bacche, funghi selvatici e qualche pezzo di legna da bruciare nel camino. Nonostante tutto ciò la vita nella casetta trascorreva felice. Ogni giorno i fratellini aiutavano la madre nelle faccende di casa e non mancavano di andare a trovare Al, il vecchio saggio che abitava al limitare della foresta. Il saggio aveva girato il mondo e conosceva mille storie che i due fratellini ascoltavano sempre incantati. Un giorno Al raccontò la storia della Fata Epifania, detta anche Befana. "Dovete sapere" disse schiarendosi la voce, "che nella notte del 5 gennaio, la Fata entra dai camini per lasciare doni ai bimbi buoni". "Ma come fa ad entrare?" chiese il fratello maggiore. "Basta che Epifania schiocchi le dita e diventa piccolissima" raccontò il vecchio Al. "Come fa a sapere chi è stato buono?" domandò la sorellina. "La Fata tutto vede e tutto sa!" Un giorno il padre si ammalò. L'inverno quell'anno era talmente rigido che la poca legna accanto al camino era già finita. Una fitta neve cadeva e la casetta era avvolta dal gelo. Erano i primi giorni di gennaio, quando i due fratellini ripensarono al racconto di Al. "Ti ricordi di Epifania, che porta i doni ai bimbi buoni e sacchi di carbone a quelli cattivi?" disse una mattina il fratello maggiore. I due bimbi si guardarono e capirono subito cosa fare. Non aiutarono più la madre in casa, incominciarono a lamentarsi perchè non c'era cibo e non trascorreva un momento in cui non litigassero. I poveri genitori non sapevano più cosa fare.

Era la vigilia dell'Epifania e, prima di andare a letto, i fratellini appesero 2 vecchie calze sul camino. "Domani avremo carbone per scaldarci. Siamo stati davvero cattivi". L'indomani si alzarono di buon ora, ma come ci rimasero quando videro che le calze erano colme di dolci. "Com'è possibile?" si domandarono stupiti. "Al ha detto che la Fata Epifania tutto vede e tutto sa. Dovevamo trovare carbone." E infatti era proprio così. Il camino era talmente pieno di carbone che ne ebbero a sufficienza per un anno intero. Epifania aveva infatti capito le intenzioni dei due fratellini.

"Fate, Gnomi Folletti del Bosco Incantato"

Tag by Adry

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Categoria: natale, favole e leggende