sabato, 26 novembre 2005

 

"Mi piace che le canzoni emanino una specie di luce, ed è come se viaggiassero, nonostante te.
Aiuta avere delle canzoni che ami, che sono dentro di te. E' parte dell'atto creativo.
A parte questo, si può dire che trovo una grande gioia nelle cose che sono tristi: non solo quelle, ma soprattutto.
Le emozioni vanno così, nelle persone. Ti cadono addosso e non c'è modo di sfuggirvi, tranne che passandoci in mezzo.
E' come la pioggia che ti inzuppa. Non puoi farci nulla. Poi finisce e poi ricomincia ancora".

*Jeff Buckley*
(Tratto da : "Jeff Buckley - Un Hipster con la Testa d'Angelo)

 ***

Tag By Sandy

Owner - Distinctive Creations

http://groups.yahoo.com/group/DistinctiveCreations/

 Overseas Tag: WEBSITE- GROUPS

Buon Fine Settimana...:)

postato da: alfrojul alle 15:35 | Permalink | commenti (41) | Torna su |
Categoria: citazioni, immagini




giovedì, 24 novembre 2005

 

Incontri con Il Piccolo Popolo

Doris Poole rammentava una circostanza che si verificò quando aveva nove o dieci anni. Allora viveva a Tuffley, un villaggio nei pressi di Robinswood Hill nel Gloucestershire. Era seduta ne prato vicino ad un albero quando vide le creature del Piccolo Popolo, erano alti una ventina di centimetri e la spiavano da un terrapieno ricoperto di giacinti, arrampicandosi e arrivandole vicino senza apparentemente accorgersi di lei. Le figure sembravano campanule scosse dal vento, ma avevano lunghi capelli svolazzanti, e i loro abiti color pastello che scendevano leggiadri dalle spalle fino alle ginocchia risplendevano in tonalità malva, rosa, gialle e azzurre. Un ragazzino in rosso che reggeva qualcosa davanti a sé sembrava essere l'ultimo. Pareva che avessero tutti fretta e sparirono dietro l'albero.

In un prato di primavere odorose ai margini di Painswick Beacon, sempre nel Gloucestershire, la signora Poole vide un altro tipo di Silfidi. avevano ali, e i capelli erano più scuri di quelli delle Silfidi dei prati. avevano abitini simili ai loro, ma di sfumatire marroni, verde e giallo limone. Un pò più alte delle primule, si muovevano fra loro e le guardavano. qua e là una fatina toccava un fiore o una foglia oppure sbirciava curiosa di sotto, come se cercasse qualcosa.
"Ero come incantata", scrisse la signora Poole, "e l'ultima silfide si era già allontanata prima che io me ne accorgessi. La maestra di mia nipote riteneva che queste cose non esistessero, ma io so per certo di non aver sognato, e non le ho dimenticate".

''Il Popolo Del Bosco"

Owner - Distinctive Creations
http://groups.yahoo.com/group/DistinctiveCreations/
Overseas Tag:WEBSITE- GROUPS

 Agi's Creations

Incredimail With Style

Signatures With Style




martedì, 22 novembre 2005

 

 

Un caro saluto...

 

postato da: ginevra2000 alle 19:11 | Permalink | commenti (5) | Torna su |
Categoria: graphic by ginevra




domenica, 13 novembre 2005

 

fatinaluna

Piccola silfide della luna, dammi la mano
E vola con me verso il cielo lontano.
Ancora  qualcosa desidero sapere
Su questo tuo mistico potere.
Piccola silfide della luna, dammi la mano
E vola con  me verso il cielo lontano,
Verso la luna, che ogni notte tu incanti
E che si leva sull'orizzonte distante.

*Cristine Preschan*
(Il Fantastico Mondo degli Elfi e delle Fate)

 




giovedì, 10 novembre 2005

 

La Giornata degli Gnomi:
La Fine della Giornata

Poco prima dell'alba, lo Gnomo adulto rientra a casa dove fervono i preparativi per il pasto principale della giornata. Le pietanze vengono disposte tutte insieme sulla tavola, in modo tale che nessuno si debba più scomodare. Cereali e frutta secca (noci, ghiande, nocciole e bacche) vengono gustati con contorno di funghi crudi, patate arrostite e piselli alle spezie. Frutta secca e tuberi tagliati a piccole fettine vengono utilizzati al posto del pane, preparato fresco solo per la prima colazione. Indispensabili le radici, dall'alto valore energetico, e la verdura. Gli Gnomi non mangiano carne che sostituiscono con infusi e piante officinali ricchi di proteine e in grado di renderli agili, in forma e pieni di spirito.

Allo spuntare del sole, dopo la lettura rituale del Libro Segreto, gli Gnomi si scambiano l'abbraccio di fine giornata e si strofinano il naso.
Slitzweitz! Buonanotte! Si augurano gli Gnomi. A letto i bimbi, nelle ceste i topini tutto fare: è l'ora del meritato riposo!

"Fate, Gnomi Folletti del Bosco Incantato"

***

Adoro quest'immagine...:)


postato da: alfrojul alle 16:46 | Permalink | commenti (9) | Torna su |
Categoria: gnomi




lunedì, 07 novembre 2005

 

Il Simbolismo delle Fate

La figura della Fata è il simbolo dei poteri superiori dell'essere umano e della sua immaginazione. Sotto questo aspetto, la Fata opera le più straordinarie trasformazioni, e in un istante esaudisce o delude i desideri più ambiziosi. Le Fate spesso rappresentano la capacità umana di immaginare quei progetti per vari motivi mai realizzati. Le Fate vengono sempre associate a figure di donne bellissime e, gli attributi specifici delle Fatine sono l'uso della bacchetta magica, il portare anelli ( o gioielli preziosi) e l'essere attratta dalla danza.
La bacchetta magica, similmente al bastone, è simbolo di potenza magica conferita dal Creatore a esseri di natura superiore. Una bacchetta circondata da due serpenti è il ''caduceo'' di Asclepio, il dio guaritore figlio di Apollo, e di Hermes divinità anch'essa legata alla medicina. Nelle tradizioni popolari, la bacchetta magica delle Fate ha altri poteri, fra cui quella di trasformare e di addormentare. Per la religione celtica la bacchetta è lo strumento di magia per eccellenza, si dice infatti che grazie ad essa, i druidi avrebbero acquisito il loro potere magico sugli elementi della natura.

L'anello, invece, in ottica magica è l'emblema di un'alleanza stipulata, di un voto contratto, del destino di un'associazione di persone. Nel caso delle Fate, è il segno dell'attacamento alla natura nel suo aspetto sia visibile che invisibile, ed è inoltre l'emblema della protezione e della custodia di tesori materiali e soprannaturali. Impadronirsi di un anello significa aprire una porta verso una dimensione spirituale nuova, e di accettarne le conseguenze. Pertanto l'anello è anche simbolo di un impegno, e infilarlo al dito di qualcuno significa accettare la persona come un proprio tesoro esclusivo.
La danza delle Fate, e per estensione la musica, è simbolo universale di liberazione dalle limitazioni della materia. In senso magico è la manifestazione della vita spirituale e dell'ordine cosmico, dell'armonia e dei cicli della natura. Presso le popolazioni celtiche, e in genere in ogni arcaica cultura religiosa, la danza rituale fu il mezzo per ristabilire i rapporti tra gli uomini e le dininità, un'invocazione all'amore o alla vittoria in combattimento, o ancora per la pioggia o la fertlità della terra e delle spose.
Un altro dato ricorrente nei racconti delle Fate, è la colorazione azzurra delle loro vesti. Il simbolismo di questo colore riguarda il distacco dai valori del mondo materiale e l'ascesa dell'anima verso la divinità. L'azzurro è il colore della sovrarealtà, di un'eterna tranquillità. Quando è chiaro, l'azzurro conduce a fantasticare e quando è più scuro porta la mente umana al sogno:
''Il pensiero cosciente svanisce lentamente verso quell'inconscio, così come la luce del giorno diventa insensibilmente luce della notte''
(tratto da : Pensieri e Materia di Jhon H. Fullckner)

"Il Piccolo Popolo"

buon inizio settimana..:)

postato da: alfrojul alle 16:54 | Permalink | commenti (19) | Torna su |
Categoria: fatine




sabato, 05 novembre 2005

 

fatalfrojul

"Piccola Stella il buio più terribile non è quello che ti circonda, ma quello che abita nel tuo cuore, e la luce più brillante non è quella che risplende fuori, ma quella che brilla nei tuoi occhi, l'unica che sale dal cuore.
Lascia che questa luce ti conduca a compiere il tuo destino, e fidati del tuo istinto, non importa che cosa dicono gli altri".

tratto da : ''Stella"
*Sergio Bambarén*




mercoledì, 02 novembre 2005

 

Ariel, Il Cantore del Vento

Su una remota isola, fra la brezza del mare e le dolci melodie, viveva Ariel, una Silfide che può essere considerata l'incarnazione dell'aria. Dormiva fra i petali delle campanule, cavalcava allegramente sulle spalle di un pipistrello nero e, dalle nuvole, guardava gli esseri umani affaccendati nel lavoro quotidiano.
Con il suo canto (anche le sue parole erano una dolce canzone) incantava gli esseri umani e, talora, riusciva persino a farli impazzire. Conosceva l'arte di dominare e dirigere i venti e come evocare la pioggia o i più terribili fulmini infuocati. Questo spirito, però non poteva vivere in un'aria che non fosse libera dalla presenza degli esseri umani, per cui da tempo è scomparso, tornando a far parte di quell'etereo elemento da cui, tanto tempo fa, si era materializzato.

''MIti & Leggende''

Ho ancora problemi con splinder..per cui per il momento vi saluto tutti qui..
un abbraccio a tutti..

postato da: alfrojul alle 20:51 | Permalink | commenti (15) | Torna su |
Categoria: spiriti della natura