mercoledì, 26 ottobre 2005

 

Aspettando Halloween:
L'Irlanda e la Notte di Halloween

La magica Irlanda è uno dei pochi paesi dove si può rivivere il fascino delle credenze di un tempo, Fate, Folletti ,grandi eroi ed eroine, nonostante  la modernizzazione, vivono ancora nelle tradizioni di oggi. Gli antichi irlandesi avevano solo due stagioni, l'estate e l'inverno, e ancora oggi Calendimaggio (il 1° maggio) e Ognissanti (il 1° novembre) coincidono con antiche feste agrarie che segnavano l'inizio e la fine dell'anno agrario. La vigilia di Ognissanti era la festa  di Harvest, la notte in cui le pareti tra il mondo dei vivi e quello dei defunti diventavano sottili permettendo il ritorno degli spiriti dei defunti sulla terra. Le Fate e gli Elfi scappano per ballare la sarabanda, e le Streghe si radunano in segrete assemblee scegliendo i luoghi più solitari, specialmente i cimiteri.

Sulle colline venivano accesi grandi fuochi per illuminare il cammino dei defunti, (queste torce sono le antenate delle lanterne di Halloween, scolpite a forma di maschere spaventose per spaventare gli spririti del male e farli fuggire)le porte delle case rimanevano aperte e una sedia era messa vicino al camino per invitare le anime dei defunti ad entrare.
La vigilia di novembre era detta anche Là Samnah o Samhain. Secondo antiche tradizioni irlandesi, in questa notte  si dovrebbe lasciare fuori il cibo per i defunti, che in quel periodo sono in giro. Se il cibo scompare è segno che gli spiriti lo hanno preso, perchè nessun mortale oserebbe toccare o mangiare il cibo lasciato a quello scopo. Tra i vari incantesimi che si svolgevano in questa notte magica, c'era quello del gomitolo. Si gettava un gomitolo di lana dentro una fornace per la calce (spenta) e lo si riavvolgeva fin quando l'altro capo non veniva preso da mani invisibili, a quel punto la persona che lo riavvolgeva chiedeva: "Chi tiene il gomitolo?" E la risposta era il nome del suo futuro marito o moglie. Questo incantesimo veniva fatto solo a mezzanotte, in silenzio e da soli. In questa notte si poneva una conocchia sotto il cuscino di un giovane ragazzo, questi avrebbe sognato la fanciulla che sarebbe diventata sua moglie.

I molti emigranti irlandesi che nell'ottocento raggiunsero gli Stati Uniti portarono con sè i propri riti e la festa di Harvest si trasformò in quella che è oggi la festa di Halloween.Con l'avvento del Cristianesimo, la Chiesa si appropriò di questa festività popolare cancellandola, e così il 1° novembre diventò la festa di Ognissanti, le figure Fatate e gli spiritelli della tradizione celtica furono demonizzati, e le stesse donne il cui ruolo nei rituali di fertilità era fondamentale furono trasformate in streghe e i falò di “gioia” tradotti in roghi. Anche le lanterne e le luci guida, considerate come il mezzo attraverso il quale i propri defunti ritrovavano la via di casa, diventarono lanterne scaccia streghe.
Il 31 ottobre a Belfast, verrà festeggiato Halloween con parate, itinerari nei luoghi della Belfast magica e fuochi artificiali.

Fonti:
''Miti & Leggende''
''Traveller: alla Scoperta dell'Irlanda''
"Antiche Leggende , Incantesimi e Fate della Verde Irlanda"

''Seduti fra pietre e brughiere guardavamo i gabbiani volare
Raccontavi la storia del bimbo che un giorno scappò con le Fate
Ma il vento dell'ovest chiamava ed il cielo d'Irlanda svaniva,
mi svegliai in una stanza deserta ubriaco mentre il sogno finiva...''

''Canzone dalla Fine del Mondo''
*Modena City Ramblers*




lunedì, 24 ottobre 2005

 

Aspettando Halloween:
Le Streghe

La notte tra il 31 ottobre è il 1° Novembre, è la notte del sabba, la riunione più magica dell'anno per le Streghe. Nelle leggende medievali germaniche, si racconta che in questa riunione Streghe e Stregoni celebravano la loro festa in onore del diavolo. Secondo alcune tradizioni, il sabba si svolgeva ogni sabato, secondo altre una sola volta all'anno (la notte di sabba Valpurga, il 30 aprile-1° maggio).
Le Streghe venivano chiamate anche maliarde o fattucchiere. Le streghe le incontriamo da sempre nelle antiche leggende e fiabe popolari (come non ricordare la famosissima strega di Biancaneve!), negli spettacoli teatrali di ogni genere: nelle storie per i più piccini, nei classici della letteratura, ecc.., e ancora oggi non hanno perso nulla della loro popolarità.

La Strega viene da sempre rappresentata vecchia, brutta e cattiva, molto spesso assumeva anche le sembianze di donne bellissime. Gli strumenti della Strega erano necessari per compiere i rituali magici. Le Streghe possedevano varie bacchette magiche: c'era il bastone biforcuto, il gambo di una pianta di fagioli e lo stelo del senecio. Insieme ad essi venivano usati, per il loro potere magico, rametti di quercia, nocciolo e betulla, legati in un mazzetto. Nel ritrovo della Strega non poteva mancare il classico calderone di rame, nel quale si potevano trovare, a seconda della pozione: lingue di cane, occhi di tritone, pelle di rospo, zampe di lucertole o denti di lupo. Il calderone rappresentava anche la sintesi dei quattro elementi fondamentali: il fuoco, l'acqua, la terra e l'aria. La forma del caldrone rappresenta madre natura, mentre le tre zampe su cui poggia corrispondono a: le tre fasi lunari, i tre numeri magici e i tre aspetti della Triplice Dea.

In un vecchio armadio o su un ripiano impolverato era custodita la sfera di vetro o ''speculum'', di solito costituita da un globo di cristallo. Poteva anche avere altre forme, ma veniva sempre tenuta lontana dalla luce che ne distruggeva i poteri occulti. In molte favole e leggende la sfera aveva il potere di guardare il futuro. Le Streghe di primo grado, che insegnavano formule di magia e incantesimi, dovevano necessariamente tenere un libro o un taccuino di appunti, che si chiamava ''libro delle ombre''. Per difendersi dagli spiriti poco benefici, la tradizione popolare consigliava di portare con sé un pezzo di ferro quando si attraversavano i boschi, infatti le Streghe temevano tutto ciò fosse fatto di ferro.

Anticamente si pensava che i manici di scopa fossero il mezzo utilizzato dalle streghe per spostarsi. Veniva utilizzato il legno del'albero del nocciolo, considerato ancora oggi, l'albero magico delle streghe.  Ancora oggi la scopa è considerata un oggetto stregato, in quanto dovrebbe "spazzar via" le negatività e la sfortuna. Ben poche Streghe in realtà attribuivano la loro capacità di volare al puro utilizzo di scope, rocche per filare e altri attrezzi agricoli, che servivano come cavalcature notturne. La magica energia che le trasportava derivava in parte da un unguento, cosparso in abbondanza sul corpo, nella cui composizione figuravano le più potenti e micidiali piante usate in stregoneria: il napello, lo hyoscyamus niger, il solano, la mandragola e la cicuta. Le essenze erano mescolate ad altri estratti in una base di lardo o, si mormorava, del grasso dei neonati non battezzati, finchè gli ingredienti si fondevano in una magica sinergia, così potente che, stando alle stesse Streghe, permetteva loro di sorvolare interi paesi in un batter d'occhio.

Animali come gatti neri , pipistrelli e gufi (divenuti simboli della festa di Halloween) sono legati da sempre alle arti magiche delle Streghe. Durante il Medioevo, si credeva che le Streghe fossero aiutate da demoni in forma di animali, ecco perchè quando le streghe furono associate ad Halloween, anche i pipistrelli lo divennero. Si dice che il sangue di questi animaletti fosse utilizzato per la preparazione di pozioni magiche. In molti paesi sono ancora temuti e considerati "creature del demonio", mentre in altri paesi come la Polonia o la Cina, sono simbolo di felicità e longevità. Nel Medioevo il gatto nero, come il pipistrello divenne il simbolo del diavolo, per cui al servizio delle streghe cattive. Si dice che i gatti  abbiano poteri magici e psichici. Anche il gufo, come il pipistrello ed il gatto nero, veniva considerato nel Medioevo , un'animale stregato. Alcune leggende narrano che nella notte di Halloween, demoni trasformati in gufi viaggiassero con le streghe ed i loro gatti a bordo di manici di scopa, per raggiungere il Sabba delle streghe. Molti pensavano addirittura che i gufi fossero Streghe travestite!

Malocchio e gatti neri
malefici pensieri
il grido d'un bambino
bruciato nel camino
nell'occhio di una strega
il diavolo s'annega
e spunta fuori l'ombra,
l'ombra della strega!
La vigilia d'ognissanti
c'han paura tutti quanti
e' la notte delle streghe!
Chi non paga presto piange!

Tratto dal film "Le Streghe di Halloween" di John Carpenter

(Fonti: Miti & Leggende)



 

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Categoria: streghe, halloween, arti magiche




sabato, 22 ottobre 2005

 

Incantevole

Se leggera ti farai
io sarò vento
per darti il mio sostegno
senza fingere e
se distanza ti farai
io sarò asfalto
impronta sui tuoi passi
senza stringere mai.
Se battaglia ti farai
io starò al fianco
per darti il mio sorriso
senza fingere e
se dolore ti farai
io starò attento
a ricucire i tagli
senza stringere mai.
Fuori è un giorno fragile
Ma tutto qui cade incantevole come quando
resti con me
Fuori è un
mondo fragile
Ma tutto qui cade incantevole come quando
resti con me.
Se innocenza ti farai
io sarò fango
che tenta la tua pelle
senza bruciare.
Se destino ti farai
io sarò pronto
per tutto ciò che è stato
a non rimpiangere mai.
Fuori è un giorno fragile
Ma tutto qui cade incantevole come quando
resti con me
Fuori è un
mondo fragile
Ma tutto qui cade incantevole come quando
resti con me. 
Fuori è un giorno fragile
fuori è un mondo fragile.
Fuori è un giorno fragile
Ma tutto qui cade incantevole come quando
resti con me
Fuori è un
mondo fragile
Ma tutto qui cade incantevole come quando
resti con me.

*Subsonica*

la mia colonna sonora in questi giorni...:)

Buon fine settimana..un dolce abbraccio

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Categoria: musica, immagini




mercoledì, 19 ottobre 2005

 

GLI ARTISTI DELLE FATE:
Cicely Mary Barker

E' sicuramente grazie alle deliziose Fatine della Barker se ho cominciato ad appassionarmi sempre più alle Fate e al Piccolo Popolo...
Il primo post di questo viaggio dedicato agli Artisti delle Fate è un piccolo omaggio all'opera di questa grande artista.

Cicely Mary Barker nacque a West Croydon, nel Surrey, (a sud di Londra) il 28 gigno 1985. Per tutta la vita ebbe problemi fisici e da bambina soffrì di epilessia. Nonostante ciò, l'infanzia di Cicely fu felice e tranquilla. I Barker erano molto religiosi, e la stessa Cicely fu una devota cristiana, che espresse nell'arte le sue convinzioni spirituali. Fu il padre di Cicely, a sua volta artista esperto, a incoraggiare il suo talento artistico, iscrivendola alla Croydon Art Society quando aveva tredici anni e offrendole un corso d'arte per corrispondenza, che seguì sino al 1919. A soli sedici anni Cicely vide pubblicata la sua prima opera, una collezione di cartoline e da quel momento dedicò tutta la sua vita alla pittura. Fu fortemente influenzata dai Preraffaelliti e, come loro, cominciò a credere nella ''verità della natura''.

Per creare i libri delle Fate dei Fiori dipingeva dal vero quando poteva. Anche per ritrarre le Fate si ispirò alla realtà: i modelli erano i bimbi della scuola materna di sua sorella. Cicely disegnò personalmente i costumi che i bimbi dovevano indossare, ispirandosi alla natura e prestando meticolosa attenzione ai dettagli, costruì ali in miniatura con ramoscelli e garze. Gli acquerelli di Cicely sono raffigurazioni particolareggiate di piante e, nello stesso tempo, affascinanti ritratti di bimbi Fatati.
Il primo libro delle Fate delle Fate dei Fiori, Le Fate dei Fiori di Primavera, fu pubblicato nel 1923 e fu ben accolto da un pubblico affaticato dalla guerra, affascinato dalle Fate e conquistato dallo sguardo innocente di Cicely

Nell'introduzione a le Fate dei Fiori del Sentiero, il settimo libro della serie si legge:
"Permettetemi di dire molto apertamente che ho dipinto tutte le piante e i fiori con grande cura e dal vero, e tutto ciò che ho detto riguardo ad esse, per quanto mi è stato possibile, corrisponde a verità. Ma io non ho mai visto una Fata..."
Questa combinazione unica di precisione e fantasia, fin da allora, ha dato ai libri delle Fate dei Fiori una popolarità che dura sino a oggi.
Le Fate dei Fiori è la più completa raccolta delle opere di Cicely Mary Barker sull'argomento. Comprende tutti i suoi libri delle Fate dei Fiori, con il materiale delle edizioni correnti, e include un racconto per bambini in versione integrale Le Collane delle Fate oltre alle poesie che Cicely illustrò per Poesie e Ballate di Piccole Fate.

Cicely Mary Barker morì nel 1973, ma le sue Fate continuano e continueranno ad affascinare grandi e piccini. Grazie al suo straordinario talento artistico l'opera della Barker sopravviverà nella meno sensibile età moderna e continuerà a farci sognare...
Siti dedicati alla Barker:

 Ginevra2000

Flower Fairies

Illustrators of Children

Fonti:
''Le Fate dei Fiori''
''Il Giardino Incantato delle Fate dei Fiori"




lunedì, 17 ottobre 2005

 

Eodain, la Donna Bardo

In passato si credeva che fosse il Leanan-Sidhe, lo spirito della vita, l'ispiratore dei poeti e dei cantori, come il Ban-Sidhe era lo spirito della morte, presago del destino. Il Leanan-Sidhe talvolta prendeva la forma di una fanciulla, che donava agli uomini valore e forza in battaglia con le sue canzoni.
Una tale donna era Eodain la poetessa, grazie alla quale Eugene, Re di Munstar, ottenne una completa vittoria sui suoi nemici. Ma, in seguito, egli si lasciò andare al lusso ed al piacere e se ne andò in Spagna, dove rimase per nove anni e prese in moglie la figlia del Re di Spagna. Alla fine tornò in Irlanda con una banda di seguaci spagnoli, ma trovò il suo regno saccheggiato ed in rovina. L'intera nazione disprezzava il Re e non ascoltò le sue parole quando sedette sul suo trono d'oro per giudicare le iniquità. Allora il Re Eugene, nel suo grande dolore ed umiliazione, chiamò Eodain la poetessa per avere il suo consiglio.

Eodain andò da lui e lo risollevò con il suo forte spirito, perchè dentro di lei vi era il potere del Bardo e della profezia ed ella disse:
"Alzati, ora, o Re, governa come un vero eroe e porta confusione tra gli operatori del male. Sii forte e non temere, perchè con forza e giustizia i Re dovrebbero governare."
Re Eugene seguì il suo consiglio ed ebbe successo. Sopraffece i suoi nemici e riportò la pace e l'ordine nel paese, perchè la forza del Leanan-Sidhe era nelle parole di Eodain, il potere dello spirito della vita che viene dato ai poeti ed ai profeti e grazie al quale essi ispirano e guidano i cuori degli uomini.

*Antiche Leggende, Incantesimi e Fate della Verde Irlanda*

buon inizio settimana...un abbraccio

 




domenica, 16 ottobre 2005

 

Beati coloro che sognano:
porteranno speranza a molti uomini
e correranno il dolce rischio di vedere
 i loro sogni realizzati.

*H. Camara*

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giovedì, 13 ottobre 2005

 

La Giornata degli Gnomi:
Lavori per i Grandi e Giochi per i Bimbi

Il modo migliore per iniziare una giornata per gli Gnomi adulti è quello di sedersi su un comodo sgabello rosso soprannominato ''dei pensieri e delle decisioni'' per concentrarsi e raccogliere le idee. E' questo un momento in cui gli Gnomi non amano essere disturbati e che trascorrono in compagnia dell'immancabile pipa, uno strano strumento simile ad un alambicco che si appoggia sulle ginocchia, dal quale fuoriescono sbuffi di fumo candido e profumato al pino. Dopo la sua meditazione, lo Gnomo si infila le scarpe per andare all'esterno e ha inizio la giornata di lavoro, non prima che mamma Gnoma abbia provveduto allo spuntino: una ghianda che funge da borraccia ripiena di succo di idromele e alcuni biscottini ai semi di zenzero e finocchio, molto energetici e leggeri. Lo Gnomo esce dalla sua accogliente dimora, accarezza il grillo di guardia e salta in groppa alla talpa che lo accompagnerà all'uscita di casa. I lavori degli Gnomi si dividono in base alla loro specializzazione: alcuni si avventurano nei boschi alla ricerca di legna e provviste, altri fanno visita agli animali ammalati e curano quelli feriti, mentre altri si occupano dei giardini e degli orti degli uomini.

Alcune ore della giornata  sono dedicate alla manutenzione delle case, ai lavori nella segheria, per la costruzione di un nuovo gioco per bimbi o per riparare una sedia a dondolo, oppure nel laboratorio di ceramica.
Mentre le Gnome di casa si occupano dei più piccoli, di lavorare a maglia, rifare i letti e spolverare la casa, i bambini grandicelli si dedicano ai giochi. Farsi rincorrere dai topini e cercare nascondigli sempre nuovi è uno dei loro divertimenti preferiti, insieme a palla morbida, una sorta di rudimentale gioco del calcio, con i gomitoli di lana sottratti a nonna Gnoma. Non mancano poi le avventure tra i cunicoli segreti che collegano le case e le scappatelle nei boschi, per saltare sui muschi e per farsi scorrazzare tra i rami degli alberi dai velocissimi scoiattoli.

"Fate, Gnomi Folletti del Bosco Incantato"


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Categoria: gnomi




lunedì, 10 ottobre 2005

 

Il Rubino della Regina delle Fate

Elissa era la sorella minore della Regina Elvira. Era una Fatina impulsiva e di buon cuore, molto amata dai Folletti e dai bimbi delle Fate perchè giocava sempre con loro, scorrazzando su e giù per le scale del palazzo e nascondendosi tra le colonne dorate. Per via della sua vivacità, Elissa si cacciava spesso nei guai, ma un giorno le accadde una cosa veramente orribile. Proprio mentre la Regina, nella sua stanza, stava indossando una collana con un inestimabile rubino, Elissa, per sfuggire ai piccoli amici che la inseguivano, entrò a rotta di collo nella stanza e fece cadere il rubino dalle mani della sorella! Il gioiello finì sul pavimento di marmo e...si spezzò  in due! Tutti si adirarono molto con Elissa, compreso il Re, perchè quel rubino era un suo regalo. Solo i bambini ormai le rivolgevano la parola, e lei vagava tra i saloni del palazzo, avvilita e sconsolata.
Un giorno uno dei bimbi pregò Elissa di accompagnarli alla spiaggia a cercare pietre preziose nelle pozze tra gli scogli. Triste com'era, Elissa non aveva proprio voglia di andare, ma era troppo buona per dire di no.

Si aggirava svogliata sulla spiaggia, quando scorse una magnifica gemma in una piccola pozza! Emozionata, la raccolse e...era un rubino! E con due riflessi scintillanti a forma di stella al suo interno, il gioiello più raro che si potesse trovare nel Regno delle Fate!
Tornata a palazzo, Elissa diede il rubino al Re, il quale, entusiasta, lo regalò alla Regina. Entrambi perdonarono la Fatina irruente...ma da quel momento in poi, Elissa prese l'abitudine di rallentare il passo e fermarsi, prima di entrare in una stanza!

"Fiabe di Fate"

Buon inizio settimana!

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Categoria: favole e leggende