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Gli Incontri con i Folletti Strani e insoliti, ecco come vengono raccontati gli incontri con i Folletti nelle credenze e nelle leggende europee.
E' credenza popolare che gli uomini che ne trovino per caso una sotto una quercia o un salice piangente (luogo amato dai Folletti per i loro riposini) la debbano calpestare con il tacco sinistro: si dice, infatti, che chi sia così sciocco da toccarla o da portarla nella propria casa attiri su di sé gli insopportabili scherzi delle piccole creature. Fumarla poi renderebbe gli uomini prigionieri del Regno Incantato, dove sarebbero costretti a servire le creature fatate per tutta la loro vita. Sembra che il solo modo per sfuggire sia quello di riuscire a creare sette anelli perfetti soffiando il fumo dalla bocca. "Fate, Gnomi Folletti del Bosco Incantato"
"Quando ti accorgerai che il vento ha posato sulla tua testa una piccola foglia... *J.R.R Tolkien* ***
Come Difendersi dagli Scherzi delle Fate Le Fate sono imprevedibili, spesso si divertono tirando brutti scherzi agli uomini. Chi cammina di notte è particolarmente vulnerabile, ma sono stati sperimentati diversi metodi di autoprotezione per i vari tipi di rischi.
Molte credenze popolari raccontano che la croce è un simbolo sicuro per preservarsi dagli scherzi delle Fate. Durante i compleanni, particolarmente amati dalle piccole creature, bisogna tracciare una croce sulla torta, per impedire che le Fate vi danzino sopra. Nei villaggi di campagna, invece, si crede che per tenere le Fate lontane dalla propria casa ed evitare di essere disturbati, si debba appendere sulla porta un ferro di cavallo. Molti contadini pensavano che le grandinate estive che danneggiavano il raccolto, fossero in realtà un dispetto delle Fate. Per ottenere il loro favore e la protezione delle messi, si devono piantare all'ingresso del campo ciuffi di lavanda: le Fate ne utilizzano i fiori aromatici per confezionarsi cuscini profumati. "Fate, Gnomi Folletti del Bosco Incantato"
Iscrizioni dotate di Poteri Magici Odino, padre e capo degli dei nordici, trasmise le sue conoscenze magiche e il suo sapere runico a poeti, maghi, saggi e altri eletti mortali. Le rune da lui donate a costoro formavano un alfabeto usato per scrivere ma erano più che semplici simboli. Gli iniziati ai misteri delle rune sapevano che esse erano potenti strumenti e armi di magia. Essi sapevano quali rune tracciare su una spada per proteggere chi la portava durante una battaglia, oppure quali rune incidere su una pietra tombale per tenere lontano gli spiriti maligni.
Questi uomini dai poteri tanto prodigiosi (vissuti in un'epoca remota in cui l'Europa era popolata di tribù sempre in guerra tra loro e ognuna devota a dei diversi) tuttavia furono più temuti che ammirati dai loro contemporanei. Re e sacerdoti erano molto sospettosi nei loro confronti, tanto che in alcune regioni possedere una tavoletta contenente caratteri runici era un crimine passibile di essere punito. I maestri runici furono bruciati sul rogo e le loro conoscenze perirono con loro. Le pietre da loro iscritte di rune sopravvissero solo in alcune regioni remote, dove ancora oggi svettano misteriose e sinistre. Il vero potere e significato delle rune è andato però per sempre perduto. "Miti & Leggende"
I Poteri e i Passatempi degli Elfi Come tutte le creature del Piccolo Popolo anche gli Elfi possiedono grandi poteri e praticano incantesimi e magie. Possono infatti diventare piccolissimi per farsi trasportare dal vento, come i curiosi Alven olandesi, oppure viaggiare all'interno di bolle di sapone o gusci d'uovo. Gli Elfi scandinavi sono in grado di diventare leggerissimi e semitrasparenti, per cavalcare i raggi del sole e le onde dei ruscelli. Questi favolosi esseri sono inoltre in grado di leggere il futuro e di trovare tesori.
Il passatempo preferito degli Elfi è sicuramente l'hockey, che amano praticare sulle colline più verdi nelle notti di luna piena. Si dice che nella notte di mezza estate si tenga una famosissima partita a hockey a cui partecipano tutte le creature del Piccolo Popolo. Sembra inoltre che l'hockey irlandese sia stato insegnato agli uomini direttamente dagli Elfi. Nel libro 'Fairies' di Froud, si trova una vecchia leggenda che narra di un incontro di hockey irlandese tra gli Elfi di Munster e quelli di Connaught cui furono invitati a partecipare due uomini. Sembra infatti essere indispensabile per gli Elfi avere un uomo quando giocano a hockey. L'incontro si trasformò ben presto in una battaglia magica in cui gli Elfi di Connaught ebbero ben presto la meglio. La schiera di Munster prese allora le sembianze di insetti che distrussero in breve tempo le campagne dei dintorni. All'improvviso migliaia di colombi si levarono da una buca scavata nel terreno e mangiarono gli insetti. Gli Elfi di Connaught avevano vinto l'incontro. "Fate, Gnomi Folletti del Bosco Incantato"
Non importa nient'altro Così vicino, non importa fino a dove Non mi sono mai rivelato in questo modo Fidati, io cerco e trovo in te Non mi è mai importato di quello che fanno Così vicino, non importa fino a dove Non mi sono mai rivelato in questo modo Fidati, io cerco e trovo in te Non mi è mai importato di quello che dicono Così vicino, non importa fino a dove "Nothing else matters" *** adoro questo brano...
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I Bambini e Le Fate: I metodi per riportare indietro un bimbo catturato dalle Fate sono molti e spesso un pò brutali, ma sempre efficaci, come testimoniano numerose leggende.
Nei racconti tradizionali irlandesi, viene svelato un metodo infallibile per riconoscere un sostituto. Bisogna innanzitutto mettere un paiolo d'acqua sul fuoco e farlo bollire. Quindi si prende una dozzina di uova fresche e si rompono, tenendo i gusci e buttando via il resto. I gusci gettati nella pentola riveleranno la vera identità del bambino. Froud, nel libro 'Fairies', propone una variate: i gusci vengono utilizzati per fare un infuso d'acqua. Il sostituto osservando il gesto ripeterà con voce stridula: "Fate, Gnomi Folletti del Bosco Incantato"
La Leggenda del Narciso C'era una volta, nell'antica Grecia un giovane chiamato Narciso, che tutti ammiravano per la sua meravigliosa bellezza. Egli andava fiero della perfezione del suo naso e della grazia del suo corpo, e non perdeva occasione, quando passava vicino ad uno specchio d'acqua, di contemplare la sua immagine riflessa. Passava ore ed ore sdraiato ad ammirare estasiato i neri occhi lucenti, la linea sottile del naso, il disegno sinuoso della bocca, i capelli ricciuti che facevano corona all'ovale perfetto del suo viso. Sembrava che uno scultore fosse sceso dal cielo per creare in quel corpo senza difetti, l'immagine vivente del desiderio di bellezza degli uomini.
Un giorno si trovò a passare vicino ad una roccia a strapiombo, dove l'acqua tersa di un freddo laghetto di montagna rifletteva la sua immagine armoniosa. "Miti & Leggende"
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alfrojul alle 15:44 |
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