venerdì, 29 aprile 2005

 

Torna presto Fatina :)

*Ginevra*

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lunedì, 25 aprile 2005

 

"Che cosa vuol dire 'addomesticarmi'?
'E' una cosa da molto dimenticata. Vuol dire 'creare dei legami"...
'Creare dei legami?'
Certo, disse la volpe. 'Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l'uno dell'altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo'
'Che bisogna fare?' Domandò il piccolo principe.
'Bisogna essere molto pazienti' rispose la volpe.
'In principio tu ti sederai un pò lontano da me, così, nell'erba. Io ti guarderò con la coda dell'occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un pò più vicino..."

"Il Piccolo Principe"
*Antoine De Saint-Exupéry*

Ho bisogno di una pausa...
Il mio non è un addio..ma solo un arrivederci...
Vi saluto Tutti qui,
GRAZIE per il vostro affetto...
un abbraccio grande grande a tutti voi e a tutti coloro che passeranno a trovarmi nei prossimi giorni...
un bacino fatato...

la vostra fatina Alfrojul

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Categoria: citazioni, immagini, alfrojul




domenica, 24 aprile 2005

 

La Danza delle Fate

Notte di luna piena.
Il bosco risplende di un'aerea fosforescenza.
Avanzano le fate verso il centro del Cerchio
in sincronia, avvolte dai riflessi delle stelle sulle loro ali.
Una nota di flauto rompe il silenzio, colpi sordi di tamburi
le fate alzano le mani al cielo
piano inizia il loro ballo
in onde flessuose i loro piccoli corpi
si muovono al ritmo di suoni dimenticati;
battono i piedi leggeri sull'erba,
passi cadenzati per la Danza delle Fate.
Volano in alto i nostri cuori
nostra è la vita e nostro l'amore
nulla ci tocca per più di un respiro
viviamo al limite dell'umana follia.
Sogni, desideri, indecenti languori
scateniamo nei cuori di uomini e dei.
Nostre le fronde del bosco di notte
nessuna di noi sa cosa è tristezza
viviamo prive di ogni saggezza
allegria e risate la nostra salvezza.
A noi nulla e nessuno comanda
libertà è la nostra filosofia
della ragione non seguiamo la via
ora piangiamo, ora ridiamo
viviamo ogni istante della vita come fosse
l'ultimo o l'eternità.
Uniamo gli opposti, disfiamo le trame,
balliamo e giochiamo da notte a mattina.
Le braccia, le gambe in un ritmo sfrenato,
per noi primavera è sempre vicina.
Festeggiamo ogni istante
non fa differenza
buona o cattiva
questa è la vita.
I fianchi, la testa, i nostri capelli
onde di un mare,
mare fatato.
Sappiamo anche noi cos'è la tristezza
l'angoscia, la morte, il desiderio, la pazzia;
ma tutto finisce e tutto ritorna
ogni pensiero arriva lontano.
Voliamo incontro alla madre Luna
e al mattino padre Sole sarà la nostra meta.
Ogni rimpianto, ogni rimorso
dalla nostra anima viene lavato via.
Perché noi sappiamo volare
oltre il cielo e ancora più su
nei sogni degli uomini
nelle lacrime degli ultimi
conosciamo segreti che mai voce ha rivelato
i segreti del vostro cuore.
La musica si fa dolce
la notte se ne va'.
La Danza finisce e torna il silenzio.
Per un attimo i nostri occhi s'incontrano
non è difficile leggere nei cuori altrui
difficile è toccarli, quei cuori,
perché spesso sono chiusi.
Pensieri profondi?
Lungi da noi
che nessuno sappia che noi fate
ne siamo capaci.
Nel bosco torna il silenzio.
L'alba è ormai prossima.

*Mairi*

http://www.fdsoftware.it/mairi/index.htm

Buona domenica...

un dolce abbraccio a tutti...




venerdì, 22 aprile 2005

 

Incontri con il Piccolo Popolo

Quando la signora Commins aveva 14 anni, il padre, impiegato presso la guardia costiera a Dartmouth, un giorno di ottobre la portò con sé e la condusse in un folto bosco per cacciare. Mentre lei stava seduta su una grossa pietra, vide un serpente strisciare sotto e andare a nascondersi nei cespugli. La ragazza si guardò intorno e scoprì alla luce cupa fra i cespugli un animale che lei scambiò per un collie. Dato che era abituata ai cani, balzò in piedi e gridò: "Vieni qui, dai, vieni!" e corse verso di lui per accarezzarlo. Allora la sua attenzione fu attratta da qualcosa che sembrava una grossa farfalla azzurra. Svolazzava fra i rami degli alberi avanti e indietro, su e giù, e così facendo cambiava i suoi colori dall'azzurro al bianco e poi al malva. allora la ragazza capì che non era una farfalla, bensì una piccola Fatina, una Silfide. Quando se ne rese conto, la figuretta svanì. In quel momento il padre spuntò da dietro i cespugli e le disse: "E' tutto a posto?".
Quello che lei aveva scambiato per un collie era una volpe enorme che era scappata spaventata dai colpi di fucile e aveva cercato riparo. Il padre era ritornato in tempo per vedere l'animale allontanarsi dalla figlia. Se lei lo avesse toccato, lui l'avrebbe morsa.

"Quando gli raccontai della Silfide, lui mi disse che era sicuramente venuta per proteggermi, e che dovevo sempre credere agli Elfi, alle Fate... al Piccolo Popolo, perchè lo avevano aiutato diverse volte", disse la signora Commins parlando del suo papà.
Poi il padre le raccontò di un'esperienza che aveva vissuto in gioventù. Quando una sera stava ritornando a casa, aveva visto per la strada un fiore apparentemente spezzato e pensò che sarebbe stato davvero un peccato se qualcuno lo avesse calpestato. Lo aveva raccolto e lo aveva posato su un ciuffo d'erba. Proseguendo però aveva pensato: "Che strano, il fiore sembra un essere vivente", perciò era ritornato indietro, aveva disteso i petali del fiore e lo aveva avvicinato alla siepe. Allora si era accorto che dentro c'era ancora lo spirito della Silfide. Nello stesso istante formulò un desiderio, non per se stesso, ma per le sue due sorelle, che una delle due andasse a vivere a Parigi e l'altra diventasse una signora nobile.
"Questo desiderio di mio padre era una fantasia, ma nel giro di un anno mia zia Edith andò a vivere a Parigi e la zia Anne sposò un conte", scrive la signora Commins.

"Il Popolo del Bosco"

 




giovedì, 21 aprile 2005

 

Auguri Lory :)

"Sapere che c'è qualcuno da qualche parte,
dal quale ti senti compreso
malgrado le distanze o i pensieri inespressi...
fa di questa terra un giardino!"

*Anonimo*

***

BUON COMPLEANNO
MIA CARA GINEVRA!!!

 

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mercoledì, 20 aprile 2005

 

Gli Gnomi e gli Amici Animali

Durante la costruzione della casa gli Gnomi si avvalgono dell'aiuto dei conigli, molto abili nello scavare in breve tempo lunghissime gallerie orizzontali. In cambio dell'aiuto ricevuto, gli Gnomi li avvertono se ci sono trappole nel bosco e li tengono nascosti durante la caccia. Si dice che tutte le case degli Gnomi siano collegate per mezzo di un cunicolo alla tana di un coniglio, efficacissima via di fuga nei casi di pericolo. Le talpe, più indisciplinate e quindi tenute sotto stretta sorveglianza dagli Gnomi, sono indispensabili nella costruzione delle gallerie verticali per il trasporto dei materiali necessari alla costruzione. Una cesta intrecciata è sistemata sul dorso della talpa e fissata con lacci realizzati con corteccia di betulla. All'interno ci sono peli di daino, lana, foglie e muschi per isolare il soffitto, un impasto di fango, cenere e resina per tenere insieme le piccole pietre e piccoli tubi di terracotta per incanalare le infiltrazioni.

Talvolta capita che le talpe si affezionino e rimangano a vivere con gli Gnomi che aiutano negli spostamenti sotterranei in cambio di qualche foglia d'insalata e tenere carezze. Un altro animale che non può mancare nelle case degli Gnomi è il grillo domestico che svolge con grande attenzione la funzione di guardiano della casa. Una piccola gabbietta con la porticina sempre aperta e dotata di ogni comfort (c'è persino una minuscola vasca da bagno di legno) è appesa sopra la porta d'ingresso e ospita il grillo-da-guardia. Si dice che gli Gnomi trovino sempre dei grilli durante la costruzione delle case ed è considerato un segno benaugurale tenerlo con sé, tanto che lo Gnomo più anziano si preoccupa ogni giorno di dare al grillo cibo in abbondanza e acqua sempre fresca. I veri compagni di casa e di giochi degli Gnomi sono però i topolini campagnoli. Una cesta di vimini sistemata nella zona giochi, ospita la famigliola dei topini, agilissimi arrampicatori, teneri ed affezionati amici e soprattutto utilissimi per tenere lontani gli insetti e i parassiti.

"Fate, Gnomi Folletti del Bosco Incantato"

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Categoria: gnomi




lunedì, 18 aprile 2005

 

La Filastrocca dei Giorni della Settimana

Una leggenda bretone narra che gli Elfi un tempo erano costretti a ballare e suonare la sera sulle colline e a vivere nascosti di giorno, finchè la loro filastrocca non fosse stata continuata da un essere umano. Gli sventurati che la notte si trovavano sulla collina degli Elfi, mentre avevano luogo le danze, erano costretti a prendervi parte, cantando senza sosta la canzone con i primi quattro giorni della settimana:
"Uno il lunedì, poi il martedì,
ecco che viene il mercoledì
e per finire il giovedì!"
All'alba gli uomini erano sfiniti. Uno scaltro contadino, trovando strana la filastrocca, aggiunse:
"La settimana non finisce così,
manca il venerdì,
poi il sabato e la domenica!"
I suoi piedi si fermarono all'istante e gli Elfi scomparvero lasciando sull'erba i loro sacchi colmi di sabbia e sassi. Il contadino li portò alla moglie che vi sparse sopra alcune gocce di acqua benedetta ed ecco che comparvero pietre preziose e oro!

"Fate, Gnomi Folletti del Bosco Incantato"

***

Buon inizio settimana!

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Categoria: elfi, favole e leggende




sabato, 16 aprile 2005

 

Angel

Un angelo è venuto giù dal paradiso ieri,
è stata con me abbastanza tempo per salvarmi.
E ieri mi ha raccontato una storia
Sul dolore amaro tra la luna e il profondo mare blu.
E poi ha spiegato le sue ali in alto su di me.
E ha detto che sarebbe tornata l'indomani.

E io ho detto, vola mio dolce angelo,
solca il cielo
vola mio dolce angelo,
domani sarò al tuo fianco.

Sono  sicuro che questa mattina sia venuta da me;
figura dalle ali d'argento contro l'alba di un bimbo.
E il mio angelo, ha detto rivolta a me:
oggi è il giorno per te di rinascere.
Prendi la mia mano, sarai il mio compagno.
Rinascerai.
E allora mi ha portato in alto lassù, Signore.

E io ho detto, vola mio dolce angelo,
solca il cielo.
Vola mio dolce angelo,
sarò al tuo fianco per sempre.

* Jimi Hendrix *

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Categoria: musica, immagini