lunedì, 28 febbraio 2005

 

 Le Abitazioni dei Folletti

Le abitazioni dei Folletti, nascoste in luoghi segreti, sono inaccessibili per gli uomini, queste strane e imprevedibili creature non sopportano infatti nessuna intrusione umana. Il poeta inglese William Allingham descrive in modo incomparabile le case che i piccoli Folletti costruiscono in luoghi di inimmaginabile bellezza:
"Lungo la sponda rocciosa alcuni Folletti costruiscono le loro dimore, simili a frittelle croccanti e soffici come la spuma del mare, altri vivono tra i canneti del lago della montagna nera e hanno rane come guardiani che vegliano tutta la notte.
Sul pendio della collina dove non cresce il muschio hanno piantato rovi per diletto. Se un uomo osasse sradicarli per dispetto troverebbe spine appuntite di notte nel suo letto".
L'immaginario e le credenze popolari hanno da sempre fantasticato sulle misteriose abitazioni di queste strane creature, in grado di diventare minuscole per vivere nei fiori, sottoterra o addirittura in golosissime case a forma di frittelle o biscottini di panpepato. Alcuni Folletti preferiscono abitare ai piedi delle colline coperte di fiori colorati e profumatissimi: si tratta dei Folletti sognatori che non resistono senza guardare di notte la luna piena e le  stelle. Ingegnosi e abilissimi inventori, hanno creato speciali telescopi che gli consentono di scrutare gli astri. Nottambuli per abitudine, amano organizzare nelle calde notti d'estate feste e giochi di ogni genere che si svolgono sulla cima delle colline.D'inverno siedono al calduccio sulle comode sedie a dondolo costruite dagli Gnomi, parlottando di costellazioni e bevendo tisane e cioccolata calda.

 

Moltissimi Folletti vivono in gallerie sotterranee scavate tra le radici degli alberi più vecchi. Formate da decine e decine di stanze minuscole, provviste di ogni comfort, le case dei Folletti sono tutte comunicanti tra loro: queste piccole creature amano infatti la compagnia e si annoiano subito se stanno troppo tempo da sole. Per spostarsi velocemente nelle gallerie sotterranee utilizzano le talpe loro amiche che addomesticano fin da piccole. Una coperta calda in inverno e un comodo cesto di rami di salice intrecciati, sistemati sull'uscio di casa, sono il rifugio delle talpe quando non devono accompagnare i Folletti nelle intricate e lunghissime gallerie. In cambio dei loro favori ricevono foglie di insalata fresche e dolcetti. Altri luoghi dove i Folletti costruiscono le loro dimore sono le fessure dei tronchi degli alberi, i rami dei cespugli di biancospino oppure le spaccature e le grotte scavate nella roccia (è il caso dei Folletti custodi dei tesori).
Talvolta capita che i Folletti più curiosi e avventurosi lascino le loro dimore e vanno a vivere nelle case degli uomini. Con un incantesimo diventano minuscoli e si nascondono in qualche cantuccio, dove è quasi impossibile scovarli. I posti preferiti sono dietro i barattoli di zucchero o di conserva, nelle vecchie scatole di scarpe, che per l'occasione vengono attrezzate con comodi letti, poltrone e una piccola vasca da bagno, o addirittura nelle scatole dei fiammiferi. I Folletti più intellettuali e amanti della lettura preferiscono nascondersi sugli scaffali delle librerie, tra i libri impolverati che vengono sfogliati di rado.

"Fate, Gnomi Folletti del Bosco Incantato"

Buon inizio settimana :)

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Categoria: folletti




domenica, 27 febbraio 2005

 

 

Fly Away

Desidero poter volare
nel cielo
molto in alto
proprio come una libellula

volerei sugli alberi
attraverserei i mari a tutte le latitudini
fino dove io vorrei

Oh Io voglio andar via
voglio volar via
si si si...

andiamo a vedere le stelle
la Via Lattea o perfino Marte
dove tutto può solo essere nostro

Svanire nel sole
lascia il tuo spirito libero di volare
dove noi siamo una cosa sola

Oh Io voglio andar via
voglio volar via
si si si...

 Io devo andar via
sento di dover andare via
Oh si..

Oh Io voglio andar via
voglio volar via
sì, con te...

*Lenny Kravitz*

***

Buona Domenica...

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Categoria: musica, immagini




mercoledì, 23 febbraio 2005

 

 Il Potere delle Fate

Gli esseri magici per eccellenza sono le Fate, tant'è che con questo termine si indicano tutte le creature fantastiche che abitano le forsete, le montagne, i ruscelli e, più in generale, i luoghi inaccessibili all'uomo. Nelle Fate convergono anche peculiarità di altre creature: per esempio la luminosità Elfica, la grazia degli spiriti dell'acqua e i molti poteri dei Folletti.
Da tutti considerate donne potenti e temibili, a loro si dedicano preghiere e sacrifici. Gli stessi Elfi, loro compagni ideali, spesso ne sono i servitori più fedeli. Gnomi e Folletti le inseguono e le spiano, affascinati dalla bellezza superiore e mitica che le contraddistingue. E alle Fate regalano di sovente gioielli, pietre preziose e ori.
La loro insuperabile perfezione fisica è al culmine di notte. Ed è proprio l'oscurità complice e i deboli raggi lunari a fare da sfondo alle loro danze coinvolgenti e ai loro canti soavi. Sono infatti dotate di voci che incantano e seducono chiunque.

Generalmente sono buone ma si rivelano acerrime nemiche di chiunque rechi loro danni materiali o le offenda profondamente. Il loro mondo è fatto solo di bellezza e armonia. Si dice che le Fate siano governate da una Regina, alla quale restano fedeli per tutta la vita.
Al di là della comune figura mitica delle Fate, in molte tradizioni popolari compaiono spesso donne che, pur essendo Fate a tutti gli effetti, a causa dei loro travestimenti o delle loro consuetudini vengono chiamate diversamente: per esempio le Streghe, abituate a tramutarsi in vecchiette e a perdere la loro originale bellezza; o le Sirene e ancora le Ondine e le Vivane, creature mitiche e perfettamente integrate con la natura, tanto da essere in grado di trasformarsi in qualsiasi animale.

"Un Mondo di Fate, Elfi e Folletti"

*Grazie REnè!*

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Categoria: fatine




lunedì, 21 febbraio 2005

 

 Le Sirene

Numerosissimi sono i miti che parlano di queste affascinanti creature, capaci di incantare con la voce i naviganti che solcano i mari. Secondo la mitologia greca le Sirene erano dette Nereidi in quanto figlie di Nereus e delle Oceanine: erano ricche di fascino, grazia e bellezza; ognuna di esse presiedeva un mare o una parte dell' oceano che ne assumeva in qualche modo la personalità, le qualità ed anche a volte poteva rifletterne l'umore o il particolare stato d'animo. Ancora più anticamente tuttavia le Sirene non venivano immaginate con la coda di pesce, ma come ragazze con il corpo di uccello, che appollaiate in silenzio sulle rocce mediterranee, aspettavano il passaggio dei naviganti che avvicinandosi alle loro isole ( forse Sorrento e Messina) avvertivano strane vibrazioni, poi voci ammalianti a cui non potevano resistere ed era la loro rovina.

Con il tempo le Sirene (forse dopo il VII secolo d.c.) cambiarono aspetto, le troviamo raffigurate dalla fantasia popolare come donne con ali e coda di pesce. Cominciarono allora a nuotare verso altri mari, fuori dal Mediterraneo, verso l'Islanda, i mari del Nord, l' Oceano Atlantico e i fiordi vichinghi. Secondo la mitologia nordica invece c'era un dio del mare di nome Aegir che aveva una moglie meravigliosa e incantevole di nome Ran. E' la Regina delle ondine o Sirene, e perciò nota per la sua dolcissima e armoniosa musica, per la capacità di leggere nel futuro, per i suoi incantesimi e la sua stupenda bellezza. Si dice che le anime di coloro che affogano in mare vadano nel suo reame. E' la patrona delle ragazze e delle giovani non ancora sposate. Le figlie di Ran sono le "nove onde del mare". Passando attraverso il Maelstrom, il terribile gorgo che leggende dicono esistere in un qualche luogo remoto del mare del nord, si arriva al suo magico castello sotto il mare.

Quando i dolci canti delle Sirene giungono alle orecchie dei marinai, per loro è la fine: storditi e sedotti dal magico richiamo, si tuffano in mare per raggiungerle. acompagnato con la lira o da magiche arpe dalle corde d'argento, il canto delle Sirene si dice provochi la pazzia in chiunque lo ascolti. Basti per esempio pensare a Ulisse che, per ascoltare il canto delle Sirene, si fece legare all'albero maestro della nave dai suoi marinai, dopo aver ordinato loro di tapparsi le orecchie con la cera.

Le Sirene non indossano abiti, che vengono sostituiti dai lunghissimi capelli biondi o verdi. amano però ornarsi con collane di perle, conchiglie e profumate ghirlande di fiori. La lunga coda che permette loro di muoversi con agilità nell'acqua non può essere utilizzata sulla terra.

Grazie ad un incantesimo, le Sirene riescono a trasformarla in un paio di gambe, per poter curiosare sulla terra e far innamorare gli uomini. La magia dura poco ed è meglio che tornino al più presto in acqua per non rischiare di morire soffocate.

"Ho galleggiato a lungo su un oceano senza navi
Ho fatto del mio meglio per sorridere
Finchè i tuoi occhi e le tue dita, cantando,
Non mi hanno attirato alla tua isola
E tu cantavi
Vieni da me
Vieni da me
Lascia che ti abbracci
Io sono qui
E aspetto solo di stringerti...."

*Tim Buckley*
"Song To The Siren"



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Categoria: musica, sirene




sabato, 19 febbraio 2005

 

 

"Lunghe eran le foglie e l'erba era fresca,
E le cicute ondeggiavano fiorite e belle.
Una luce brillava nella foresta,
Era tra le ombre un luccicar di stelle.
Tinùviel ballava nella radura,
Di un flauto nascosto alla musica pura;
Una luce di stelle le inondava i capelli
E la splendida veste, oh Tinùvel!"...

*J. R. R. Tolkien*
"Il Signore degli Anelli"

***

Un abbraccio a tutti...
buon fine settimana...:)

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Categoria: citazioni




giovedì, 17 febbraio 2005

 

 Gli Spiriti dei Pozzi

Spesso, gli spiriti che sopravvivono dai tempi antichissimi si rivelano ai mortali in sembianze assai strane. Una manifestazione di questo tipo avvenne quando la Britannia era divisa in numerosi regni, in lotta fra loro. Testimone di questo fantastico avvenimento fu la figlia del Re di Colchester e l'avventura iniziò con un esilio.
Gelosa della bellezza della fanciulla, la matrigna decise di mandarla in esilio, lasciandole solo una vecchia bisaccia di lino grezzo con all'interno una fetta di pane nero, un pezzo di vecchio formaggio e una pinta di birra di bassa qualità. La principessa si allontanò e viaggiò per boschi e valli, finchè giunse in uno strano luogo, circondato da rovi e pieno di caverne. All'imboccatura di una grotta si trovava un piccolo uomo, grigio come la roccia e curvo come i rami spinosi. Questi osservò la fanciulla con occhi che brillavano e le domandò:
 "Perchè viaggi da sola?".
"Vado in cerca di fortuna!" replicò coraggiosamente la principessa.
"E cosa porti nella bisaccia, o bella fanciulla?" continuò lo strano esserino.
Per tutta risposta, la ragazza gli offrì il cibo e la birra. Quando si fu saziato, l'omino sorrise e fece alcune precise raccomandazioni alla principessa, la quale le seguì, e si aprì la strada fra i rovi sino a giungere ad un pozzo di pietra.

La giovane si sedette lì vicino e, quasi all'improvviso, ecco emergere un oggetto tondo, che si trasformò subito in una testa bionda.
"Lavami, pettinami e accarezzami dolcemente" cantò la creatura con una voce che pareva un trillo.
"Con vero piacere" esclamò la principessa e, come per incanto, emersero altre due teste. La giovane accudì i tre esseri fatati e quando ebbe finito, questi iniziarono a parlare fra loro.
"Cosa possiamo donarle?" domandò il primo.
"Una bellezza che farà innamorare il più grande dei principi".
E così avvenne: la fanciulla proseguì il suo viaggio e, nella valle successiva, incontrò un Re che si prese cura di lei e la sposò.
Il vecchio uomo ricurvo e le tre teste furono visitati anche da altri esseri umani, ma aiutarono solo coloro che avevano un animo gentile. Chi li offendeva diveniva immediatamente lebbroso.

"Miti & Leggende"


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martedì, 15 febbraio 2005

 

 Un Amore Sfortunato

Molti e molti anni fa viveva in un piccolo regno dell'Inghilterra il bellissimo principe Fabyl. I suoi capelli erano più lucenti dell'oro e gli occhi azzurri come il cielo d'estate. Tutte le dame in cerca di marito venivano dai luoghi più sperduti per fare la corte al bel principe. Ma il suo cuore batteva solo per Lise, la figlia del giardiniere del castello. Fabyl e Lise erano infatti cresciuti insieme e sin da quando erano così piccoli, non si erano mai separati. Un triste giorno accadde che la perfida matrigna di Fabyl venne a sapere che il giorno delle sue nozze il ragazzo avrebbe ereditato tutto il regno. "Non è possibile" disse la matrigna furibonda. "Le mie due figlie devono essere le regine" gridò paonazza in volto. Decise così di consultare la vecchia strega che abitava nel cuore della foresta tenebrosa, in cui nessuno osava mai mettere piede. Dovete infatti sapere che la matrigna era figlia della strega che si diceva fosse la più malvagia di tutte le streghe. "Prendi questa pozione e falla bere al principe, vedrai che i tuoi problemi si risolveranno all'istante" disse con una risata stridula. E fu proprio così. Non appena il principe bevve la pozione una gobba enorme crebbe sulla sua schiena che si incurvò quasi fino a toccare terra e il naso si trasformò in una grossa rapa rossa. "Nessuno vorrà più sposare un principe brutto e gobbo e le mie figlie avranno così il regno!" disse la matrigna compiaciuta.

Il povero principe si ritirò allora nella vecchia torre abbandonata del castello, deciso a non farsi più vedere dalla sua Lise. La matrigna dal canto suo, disse a tutti che il ragazzo era partito per un lungo viaggio. Solamente nelle notti di luna piena Fabyl usciva dalla torre e si aggirava nei boschi intorno al castello. "come sono sfortunato" ripeteva ad alta voce guardando la luna. Improvvisamente gli apparve un Elfo bellissimo con un lungo mantello rosso. Nichtlyn, questo era il suo nome, ascoltò la storia del principe e decise di aiutarlo. Prese un pò di polvere magica dalla sua sacca e la soffiò sulla schiena e sul naso di Fabyl che, come per incanto, ripresero le loro fattezze originarie.

L'indomani il ragazzo tornò al castello, non prima di avere preso con sé la bella Lise. Le nozze furono celebrate immediatamente e la matrigna fu cacciata dal regno.

"Fate, Gnomi Folletti del Bosco Incantato"

 

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lunedì, 14 febbraio 2005

 

 Nichtlyn, l'Elfo di San Valentino

L'Elfo Nichtlyn è originario dell'Inghilterra, lo si può trovare in tutto il mondo. Fa parte della famiglia degli Elfi veggenti; è romantico e sognatore, si diverte a tirare piccoli scherzetti alle persone innamorate. Nichtlyn prevede il futuro, è in grado di vedere i pensieri delle persone e le passioni più nascoste. Vive nei boschi e nei prati di fiori colorati, in casa si nasconde tra i cuscini o i libri di poesie. Nichtlyn indossa un pesante mantello di velluto rosso e calzari con una lunga punta all'insù. Si dice che gli basti coprirsi completamente con il mantello per diventare invisibile. Le piccole pietre a forma di cuoricino che decorano il mantello e l'abito rappresentano le persone che ha fatto innamorare, trafiggendole con le sue infallibili frecce. La casacca e la calzamaglia sono bianchi, colore che caraterizza gli Elfi veggenti. Il piccolo sacchetto di velluto che porta sempre con sè nasconde un segreto, al suo interno è contenuta una sabbia fatata. Basta che l'Elfo la soffi sulle persone per annullare gli incantesimi e vedere nel loro futuro.

Le ragazze che trovano sul davanzale petali di rosa, devono ritenersi molto fortunate: hanno infatti ricevuto la visita di Nichtlyn che le ha donato gioia e felicità in amore. Nichtlyn non si dimentica mai delle persone in cerca d'amore. Si dice infatti che chiunque porti in tasca un piccolo cuore rosso con il nome dell'Elfo possa presto trovare l'anima gemella. Per avere il favore dell'Elfo bisogna tenere in casa durante il giorno di San Valentino un fiore bianco e uno rosso, i suoi colori preferiti. Si dice che chiunque appoggi i piedi nelle orme lasciate dall' Elfo non riesca più a trovare la strada di casa e sia costretto a vagare senza meta per moltissimo tempo. Per evitare di fare questa fine è consigliato portare sempre con sé un ciondolo con un cuoricino d'oro, in grado di spezzare gli incantesimi di Nichtlyn.

"Fate, Gnomi Folletti del Bosco Incantato"

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Categoria: elfi