lunedì, 31 gennaio 2005

 

 I GIORNI DELL'INVERNO MAGICO:
Il Giorno di Santa Brigida

Nell'antichità, i Britannici veneravano una dea della giovinezza e della fertilità di nome Bride, che i cristiani ribattezzarono Santa Brigida, dedicandole le celebrazioni del 1° febbraio. Le leggende popolari raccontano che Bride veniva tenuta prigioniera durante i mesi di buio nelle montagne della dea dell'inverno che usava un martello d'argento  per ricoprire la terra di ghiaccio. All'inizio di febbraio, la giovane dea veniva liberata. La vigilia del giorno di festa in Irlanda e Scozia la gente accendeva le candele per invocare il ritorno della luce primaverile che seguiva le orme di Bride. Sistemava poi un letto sulla soglia di casa e urlava un benvenuto nell'oscurità. Il mattino dopo, venivano esaminate le ceneri nel focolare, le tracce di una presenza estranea erano considerati buoni segni premonitori: significavano infatti che Bride era di nuovo libera e l'inverno era stato scacciato. La festa di Bride è la celebrazione del ritorno della bellissima Fanciulla Primavera, fanciulla dei fiori, signora della caccia.

Per gli antichi Celti, questa magica notte è detta Imbolc (la notte che precede l'alba del 1° Febbraio). Imbolc, celebrato alle prime avvisaglie della Primavera è una festa duplice,è la promessa della fine dell'inverno e anche il riposo della Dea. Il nome Imbolc deriva dalla parola gaelica "oimelc" che significa " nel latte" perchè questo è il momento in cui gli animali da gregge danno alla luce o stanno per dare alla luce i cuccioli.  Con il passare del tempo,la Festa di Imbolc non scomparve, ma venne poi assorbita dalla festa cristiana della Candelora. Per molti pagani rappresenta il primo giorno di primavera, il momento in cui la dea torna alla vita e alla luce nel suo aspetto di giovane fanciulla. Ancora oggi, in Irlanda e in Inghilterra, in questa magica notte si accendono candele bianche e rosse in ogni stanza, e si festeggia con gli amici con cibi a base di latte. E' il momento propizio per gli inizi e i propositi: i semi ora iniziano la loro vita nella terra, così possiamo "seminare" i nostri propositi per il futuro. Bride è la patrona tradizionale dei guaritori, della poesia e dei fabbri, che sono tutte opere di saggezza pratica ed ispirata.  Si narra che Excalibur, la spada di re Artù, sia stata forgiata dalla Signora del Lago, una figura a volte associata a Bride a causa della sua funzione di forgiatrice e del fuoco.

"Miti & Leggende"

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Categoria: tradizioni




sabato, 29 gennaio 2005

 

 

"Dolce Dama Baccador!
Esile più di un salice! Più limpida dell'acqua! Più brillante di un lume!
O giunco chinato sul lago! O dolce Figlia del Fiume!
Tu sei estate e primavera, e poi nuovamente estate!
Tu delle fronde le risa, e brezza sulle cascate!"

*J.R.R. Tolkien*
"Il Signore degli Anelli"

***

Buon week end... :)

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Categoria: citazioni




giovedì, 27 gennaio 2005

 

 Le Stranezze degli Elfi della Luce

Nell'immaginario popolare queste splendide creature sono vestite di bianco. Sui capelli biondi e luccicanti come i raggi del sole portano corone di stelle e fiori. Ogni giorno, allo spuntare dell'alba, diventano piccolissimi per potersi comodamente sdraiare nelle corolle dei fiori. Secondo numerose leggende alcuni Elfi dellla luce hanno i piedi palmati come le anatre e si vergognano molto nel mostrarli agli uomini per paura di essere derisi. Una vecchia leggenda piemontese narra di un gruppo di forestieri provenienti da paesi talmente lontani da non essere segnati su nessuna cartina. Questi uomini dimoravano nelle grotte sulle montagne e uscivano solamente per insegnare ai valligiani l'arte di coltivare i campi, di allevare il bestiame e di fare il formaggio e il pane. Il fatto che questi bellissimi stranieri indossassero sempre lunghi mantelli che nascondevano i loro piedi incuriosì ben presto gli abitanti dei paesi di montagna. Ecco perchè decisero di ricoprire di sabbia le strade che percorrevano abitualmente, con grande sorpresa capirono dalle impronte lasciate che gli stranieri avevano i piedi come le zampe delle anatre. Non appena questi, che in realtà erano Elfi, seppero che la loro stranezza era stata scoperta, scomparvero e non tornarono mai più.

Proprio come narra la leggenda, gli Elfi della luce sono generalmente ben disposti ad aiutare gli uomini. Danno infatti volentieri una mano ai contadini a raccogliere il fieno quando sta per arrivare un temporale e fanno loro visita nelle rigide notti invernali.
Nel Casentino si narra di un contadino che si era ferito gravemente una mano durante il lavoro dei campi. All'improvviso comparve un uomo incredibilmente bello e circondato da un'aureola di luce che prese la mano del povero contadino dolorante e vi pose sopra una strana erba. Il taglio si rimarginò all'improvviso e non appena il buon uomo stava per ringraziarlo, vide che lo sconosciuto era scomparso. Fu proprio allora che capì che si trattava di un Elfo.

"Fate, Gnomi Folletti del Bosco Incantato"

 

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Categoria: elfi, favole e leggende




martedì, 25 gennaio 2005

 

 Gli Elfi della Luce

Questi Elfi sono le creature incantate del Piccolo Popolo che hanno dimorato più a lungo sulle stelle, prima di scendere sulla terra. Ecco perchè lo scintillio degli astri splende ancora nei loro occhi.
Di origine antichissima, questi Elfi possiedono uno sguardo di una dolcezza senza pari e un incarnato bianchissimo che sembra splendere nella notte. Nel Medioevo si credeva che gli Elfi della luce fossero in realtà gli angeli rimasti neutrali nella lotta tra il bene e il male, condannati perciò ad aggirarsi sulla Terra di notte. Le credenze popolari di tutto il mondo concordano nell'affermare che gli Elfi della luce siano i più saggi tra le creature fatate e amino insegnare agli uomini molti lavori e cose utili, per questo si dice che siano "splendenti nello spirito".

Gli Elfi della luce viaggiano abitualmente attraverso i quattro elementi della natura. Grazie ad una piccola magia cambiano forma e aspetto, rendendosi completamente irriconoscibili per gli uomini. Uccelli, pesci, piccoli insetti, ma anche una brezza improvvisa, un fiocco di neve, una scintilla o una goccia di rugiada possono in realtà nascondere i piccoli Elfi. Un piccolo trucco per riconoscere queste creature magiche: la loro identità viene svelata se si riesce a intravedere una piccola voglia luccicante a forma di luna. Anche un forte odore di muschio è indice della presenza nei paraggi di un Elfo della luce.

"Fate, Gnomi Folletti del Bosco Incantato"

 

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Categoria: elfi, favole e leggende




lunedì, 24 gennaio 2005

 

 Il Sarto e la Fata

Molto tempo fa, nella gelida Islanda, viveva tutto solo un vecchio sarto. I bellissimi Elfi dei ghiacci e le creature delle nevi gli portavano i loro tessuti più preziosi per farsi confezionare i vestiti, in cambio di gemme e pietre preziose. Una sera, il vecchio sarto sentì il vento fischiare forte contro i vetri e miriadi di cristalli di ghiaccio disegnarono sulla finestra il volto di una bellissima fanciulla. Appoggiò la mano sul vetro ma il volto scomparve all'istante. Il giorno dopo, appena calata la notte, il volto si disegnò nuovamente sulla finestra e il sarto si precipitò ad aprire i vetri: il volto svanì. Per una settimana il sarto continuò ad avere la stessa visione, senza riuscire a scoprire a chi appartenesse il volto bellissimo e glaciale. L'ottavo giorno appoggiò un fiore di rara bellezza sul davanzale. Il furbo sarto aveva infatti capito che si trattava di una Fata delle nevi, di carattere molto schivo e permaloso: per essere avvicinate esigono un dono che rappresenti la loro bellezza. La stessa sera il sarto sentì un leggero picchiettare sulla porta di casa. Incuriosito aprì e vide una creatura di straordinaria bellezza, dai lunghissimi capelli e vestita di neve.

"Abile sarto, io canterò per te la più dolce melodia che tu abbia mai sentita e tu, in cambio, mi dovrai cucire un mantello degno della Regina delle nevi. "Va bene" rispose il sarto coraggioso, "Ma io non possiedo tessuti abbastanza preziosi per una Regina come voi". "Devi correre il rischio se vuoi essere ricompensato. Ma presta attenzione: se non ci riuscirai, sarai mio servitore per tutta la vita e vivrai rinchiuso nella torre di ghiaccio". La Fata cantò la più bella melodia che orecchio umano avesse mai sentito e il sarto ne rimase incantato. Man mano che le note uscivano dalla sua bocca si trasformavano in preziosi cristalli. Il sarto li cucì allora con un filo d'argento in un manto splendido e la Fata per ricompensarlo gli regalò un'enorme perla, la più luccicante e preziosa che si fosse mai vista.

"Fate, Gnomi Folletti del Bosco Incantato"

***

buon inizio settimana...:)

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Categoria: fatine, favole e leggende




sabato, 22 gennaio 2005

 

 

Imaginations From The Other Side

Dove sono questi volti silenziosi?
Li ho presi tutti
Sono andati tutti via
Ora sei solo
Spenta ogni luce dentro di me
Resisti E' troppo tardi

Li rivedrò mai?
o sono tutti morti a causa mia?
o sono stati uccisi dal vecchio fantasma malvagio?
Chi ha preso
l'oceano
di tutti i miei sogni
che valeva la pena conservare
nel profondo del mio cuore?
Vorrei poterli riavere indietro
da colui che scorre in eterno
Prima che svaniscano

Immaginazioni dall'altra sponda
Luoghi lontani e insesistenti sono tornati alla mia mente
Immaginazioni dall'altra sponda
Luoghi lontani e insesistenti sono tornati alla mia mente
Fuori dall'oscurità
Ritorno alla luce
Butterò giu
I muri intorno al mio cuore
Immaginazioni dall'altra sponda

Dov'è la figlia dell'oceano?
Peter Pan era a Mordor?
Non c'è nessuno che mantenga in vita
tutte queste favole?
Devo tornare a Oz?
Incontrerò "l'uomo di latta"?
"leone codardo" dove sei?
Lo spaventapasseri senza cervello si è perso
Nel mezzo del lago
Arenato nel mondo reale
Lasciato in un mondo in cui
Non c'è posto per i sogni ad occhi aperti
La vita è seria
Cado in un buco nero
E non riesco a venirne fuori

Sai se Merlino è esistito davvero?
O se Frodo ha sul serio indossato l'Anello?
Sai se Corum ha ucciso gli dei,
o dov'è il Paese delle Meraviglie
che ha visto la giovane Alice?
o era solo un sogno?
Conoscevo le risposte un tempo
Ora per me sono andate perdute

Spero che ci sia un modo per tornare indietro
Con il mio talismano
Guardo dentro me stesso
Rivedo i giorni in cui ero solo un bambino
Vieni, seguimi nel Paese delle Meraviglie
E vedrai che la storia non finisce mai
non aver paura del leone, né della strega
Non posso tornare indietro
mi sono perso ma so ancora
Che c'è un'altro mondo

*Blind Guardian*

***

... Sono certa che il mondo descritto nel brano dei Blind Guardian...non scomparirà mai...
Buon fine settimana..un bacino fatato !:)

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Categoria: musica




giovedì, 20 gennaio 2005

 

 Candida, La Fata della Neve

La Fata Candida viene detta anche Fata Bianca o del Grande Nord, proviene dai paesi nordici. Fa parte della famiglia delle Fate timide e solitarie. E' schiva, introversa e malinconica, è in grado di rendersi completamente bianca come la neve, oppure trasparente come il ghiaccio. Vive tra i ghiacci, all'interno di magnifici castelli di cristallo. Si dice che la Fata Candida viva in un castello nascosto tra gli anfratti rocciosi più pericolosi da raggiungere: per questo viene considerata la protettrice degli scalatori.
Si serve dei Folletti delle nevi per far perdere le proprie tracce agli uomini, per fortuna, perchè chi ne calpesta le piccole impronte non riuscirà più a trovare la via del ritorno. La Fata delle nevi ama parlare con le pernici bianche e con gli ermellini; si nutre di succosi frutti simili alle mele, ma bianchissimi, che crescono nel suo castello da una roccia a forma di unicorno.

Il potere delle Fate delle nevi è legato a un piccolo cristallo di ghiaccio con raffigurato un bucaneve, che portano solitamente al collo. Toccare il ciondolo significa per gli uomini acquisire il favore delle Fate e grandi ricchezze. Ogni volta che una Fata delle nevi si pettina con una spazzola d'argento e di legno di biancospino, cade una pioggia di rare e bellissime perle preziose. Un rametto di biancospino con una campanella argentata è un piccolo dono che questa Fata lascia alle belle fanciulle in cerca di marito.

Fate tra i Ghiacci..

Nella tradizione popolare dell'Italia del nord esistono molte leggende e credenze legate a bellissime creature che vivono tra le nevi e i ghiacci. Nell'Alto Adige si narra di donne dal viso candido e dagli occhi colore del ghiaccio che vivono all'interno delle montagne, da dove escono durante i giorni di bufera per lasciare doni alle ragazze in cerca di marito o per donare erbe miracolose agli uomini. Nelle Dolomiti si crede dell'esistenza di una donna vestita di ghiaccio e neve: quando agita i suoi lunghi capelli si scatena una tempesta.

"Fate, Gnomi Folletti del Bosco Incantato"


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Categoria: fatine




martedì, 18 gennaio 2005

 

 Una Magica Prova d'Amore
II Parte

"Mia Regina" replicò il cavaliere, "Sono innamorato di una donna di così grande bellezza che al suo confronto anche la tua, pur essendo nota in tutto il regno, scompare". Non solo era un chiaro insulto, ma aveva anche commesso un tragico errore : aveva infatti rivelato l'esistenza della dama fatata, chiudendo così le porte che separavano il nostro mondo dal reame fatato. Agitando le braccia e urlando contro di lui, la Regina Ginevra si allontanò, e Launfal se ne andò triste nelle sue stanze. Aveva tradito la fiducia di Tyramour, e ora lei non poteva più raggiungerlo.
Al mattino, un pugno guantato di ferro bussò alla sua porta. Launfal venne arrestato e condotto davanti a Re Artù per un motivo che ben presto gli fu chiaro.Ginevra aveva raccontato al Re che il cavaliere aveva tentato di sedurla. Lei si era opposta e lui, infuriato, l'aveva insultata paragonandola ad una strega.
La pena per questo duplice reato era la morte, ma i cavalieri del Re non credettero realmente alla storia della Regina, conoscevano bene cosa realmente facesse in assenza di Re Artù. Cercarono di difendere Launfal, ma riuscirono solamente a concedergli un anno per condurre la sua dama alla presenza del Re, perchè tutti potessero confrontare la sua bellezza con quella della Regina, e vedere se aveva mentito. Ma Launfal aveva infranto il suo voto.

Alla fine del tempo prescritto, scese nel cortile del palazzo reale, con il capo chino e pronto a morire sul rogo. Prima che la pira potesse essere accesa, un freddo vento raggelò tutti i presenti. Portava con sé il profumo dei fiori e, attraverso la porta, giunse improvvisamente Tyramour, a cavallo di un palafreno candido come la neve. I suoi capelli erano più luminosi dell'oro, le gote erano meravigliose e il corpo era avvolto in un abito che sembrava tessuto con i raggi del sole. Sorrise a Launfal e, senza profferire una parola, si volse verso il Re e la corte. Ovunque calò il silenzio. Infine Re Artù prese la parola: "Se tu sei la dama di Launfal, nessuno può imputargli di aver mentito. Da ora lo dichiaro libero".
I cavalieri recisero immadiatamente le corde che lo imprigionavano. Senza guardarsi indietro, Launfal attraversò la corte sino a raggiungere la dama fatata e salì in sella dietro di  lei. I due cavalcarono fuori dal castello, e scomparvero in lontananza.

 Tyramour non fu mai più rivista da un mortale. Si narra che avesse portato il suo amato oltre il mare, per vivere con lui nella magica isola di Avalon, dalla quale nessun essere fatato può mai tornare. Launfal, invece, riapparve ogni anno nella foresta vicino a Caerleon, proprio il giorno in cui si era allontanato. Era una figura oscura nella pallida luce del tramonto, in sella ad un magnifico destriero. Cavalcava da solo, per gettare uno sguardo sul mondo dei mortali a cui aveva per sempre rinunciato.

"Miti & Leggende"