giovedì, 30 dicembre 2004

Vi auguro di cuore un nuovo anno pieno di felicità, amore,serenità...e che i vostri sogni possano diventare presto realtà..
un pensiero particolare va a tutti coloro coinvolti in quest' ultima e triste tragedia...
un abbraccio forte forte a tutti e un bacino fatato!


mercoledì, 29 dicembre 2004
Fyenn, l'Elfo dell'Anno che Verrà L'Elfo Fyenn è originario della Scozia, fa parte della famiglia degli Elfi veggenti. E' un Elfo molto giocherellone, ama le persone sempre allegre e spiritose. Diventa minuscolo fino a farsi trasportare dal vento. Legge i pensieri degli uomini e prevede il futuro. Fyenn vive un pò ovunque tra le radici degli alberi secolari, dove costruisce la sua dimora, oppure tra i rami di vischio. Amante del colore verde, come tutti gli Elfi, Fyenn indossa sopra la calzamaglia e la casacca, un ampio mantello azzurro decorato con piccole stelle dorate. Si pensa che proprio nel mantello risiedano i grandi poteri dell'Elfo: la veggenza e la capacità di spostarsi in un baleno da una parte all'altra del mondo. Durante la notte che segna il passaggio dell'anno nuovo, Fyenn visita le case degli uomini per portare fortune o sfortune, felicità o dolori. Chiunque avverta negli attimi che seguono la mezzanotte un insolito tepore, significa che è stato avvolto dall'Elfo con il suo mantello. E' un grande dono per il prescelto, che trascorrerà uno splendido anno. Il vischio è la pianta preferita di Fyenn, ecco perchè è una buona tradizione appendere un ramo sull'uscio di casa per invitare l'Elfo a entrare. I più fortunati potrebbero trovare la bacche trasformate in oro. Un metodo per scoprire se si avrà nell'anno nuovo la protezione di Fyenn è quello di tagliare a metà una mela pochi istanti dopo lo scoccare della mezzanotte e di contare i semini. Se sono dispari sarà un anno molto fortunato. I bambini nati allo scoccare della mezzanotte del nuovo anno, godranno per tutta la vita della protezione di Fyenn, se porteranno con sé una piccola pietra verde. Durante il brindisi di mezzanotte bisogna versare un bicchiere anche per Fyenn, per ottenere i favori per tutto l'anno. In molti paesi della Spagna è usanza mangiare con l'inizio dell'anno nuovo dodici acini d'uva bianca, in onore dell'Elfo dell'anno che verrà. Gli acini simboleggiano i dodici mesi dell'anno appena cominciato. Grande burlone e giocherellone, Fyenn si diverte ad inventare sempre nuovi scherzi per disturbare il sonno delle persone poco generose o che non amano l'allegria. Un metodo per proteggersi dagli scherzi di Fyenn è quello di mettere ogni sera le scarpe sotto il letto con le punte che si dirigono in direzioni opposte. Non si sa il perchè ma l'Elfo si allontanerà immediatamente! "Fate, Gnomi Folletti del Bosco Incantato"
martedì, 28 dicembre 2004
Le Piante Magiche del Periodo Natalizio Si racconta che durante il periodo natalizio i più fortunati potevano scorgere i semi di felce che, si pensava, fossero visibili solo durante i solstizi. Gli uomini o le donne che riuscivano ad avere quei semi acquistavano immediatamente poteri invidiabili: potevano infatti vedere cose nascoste alla vista degli altri e potevano fare da soli il lavoro di trenta uomini. Per una notte, poi, il diavolo si rimetteva ai loro ordini e i semi li proteggevano dai suoi poteri. I semi di felce potevano rendere la gente invisibile e potevano rivelare il luogo dove era nascosto un tesoro. Quest'ultima proprietà apparteneva anche al vischio, un'altra pianta dai poteri magici. Per la maggior parte degli inglesi cristiani, il vischio non era che una simpatica decorazione che dava loro la scusa per rubare dei baci, ma per i loro avi pagani si era trattato di una pianta sacra: quel grappolo di foglie scure e bacche verdognole che somigliava ad un essere vivente, si nascondeva alto sui rami degli alberi e maturava i suoi frutti a metà inverno, manifestando un orgoglioso disprezzo per la terra da cui tutte le altre piante dipendevano. Il luogo in cui nasceva, a metà strada tra la terra e il cielo, lo rendeva simbolo del legame tra l'umanità, che viveva sulla terra, e il sole, che dall'alto del cielo, a quell'umanità dava la vita. I sempreverdi come vischio, agrifoglio e pungitopo, proteggevano la casa e chi vi abitava dal lungo inverno. Si diceva che l'agrifoglio,(considerato la pianta degli uomini, cresceva sempre con l'appiccicosa edera, la pianta delle donne), portasse fortuna e salute agli uomini e agli animali. Canzone della Fata AgrifoglioSono verde nella fredda stagione,
mentre le altre piante son marrone:
fra tutti gli alberi sono incoronato,
così, almeno, il poeta ha cantato.
E i giorni di Dicembre arriveranno,
e allora anch'io tornerò in città
e i ragazzi dei cori canteranno:
"Fra tutti gli alberi, chi non lo sa,
è l'Agrifoglio quello incoronato!"
Perchè chi è di me più allegro e amato? *Cicely Mary Barker*
Leggenda Lappone Fra le creature più antiche che popolavano il mondo, durante il periodo natalizio, c'erano i ladri di bambini. I lapponi, per esempio, raccontavano di un troll predatore delle montagne di nome Stalo. Questa creatura entrava di nascosto nelle abitazioni e portava con sé i bambini che avessero osato andare a sciare alla luce della luna. Stalo era però un troll molto vecchio, che ormai non spaventava più nessuno, così vecchio che poteva essere sconfitto anche dai bambini. Si diceva infatti che una volta ne avesse catturato un gruppetto e li avesse infilati nel suo sacco, ma appena si fermò per riposare e appoggiò a terra il bottino, i bambini riuscirono facilmente a scappare e a mettere delle pietre nel sacco, in modo che non si accorgesse della loro fuga. L'ultima volta che fu visto era un'ombra curva, che si arrampicava con fatica su per la montagna trascinando un sacco pieno di sassi. I bambini invece corsero a casa dove li attendevano una croce dipinta slla porta per tenere lontani i vecchi spiriti, i sempreverdi appesi, la paglia dell'ultimo raccolto, che ricopriva il pavimento promettendo salute e abbondanza, e il ceppo dello Jòl, che bruciava per tenere lontano il buio e portare fortuna alla casa. *Miti & Leggende*
giovedì, 23 dicembre 2004

Vi Auguro un Magico Natale!
Un dolcissimo abbraccio e un bacino fatato a tutti!


martedì, 21 dicembre 2004
IL Solstizio d' Inverno Dalla notte dei tempi, la danza era considerata un mezzo per acquisire poteri magici. In tutta Europa, il giorno del solstizio d'inverno, si ballava per difendersi dall'oscurità. Il ricordo di queste antiche cerimonie sopravvisse nelle danze delle spade, che avvenivano in tutti i villaggi nel giorno più corto dell'anno, il 21 dicembre. Gli uomini, dopo aver indossato elaborati costumi colorati, si sistemavano secondo il corso del sole, da oriente ad occidendente, sollevando le spade per dare vita a forme e disegni diversi. Il più importante, quello che segnava il momento centrale della danza, rappresentava una stella a sei punte, il simbolo terrestre del tanto desiderato sole. Si dice che durante il solstizio, si poteva vedere nel passato e scrutare nel proprio futuro. Vi erano innumerevoli cerimonie che si tenevano la vigilia di giorni particolari, come la notte del solstizio, la vigilia di Natale, l'ultima notte dell'anno e durante la Dodicesima Notte dopo Natale. Le ragazze, per esempio, mettevano del pane sotto il cuscino, se al mattino il pane era stato in parte mangiato, il loro innamorato le avrebbe sposate entro la fine dell'anno seguente.

Nella notte del solstizio e durante l'inverno, gli antichi dei imperversavano liberi, in compagnia di Folletti, Fate e persino fantasmi. Gli astrologi dicevano che il destino di chi nasceva in inverno era celato nelle costellazioni dello Zodiaco, dove a dominare era lo Scorpione, cacciato dall'arciere, il Sagittario, con il Capricorno, che li seguiva a piccoli balzi. In inverno si risvegliava Kari, il vento invernale, dal suo antico respiro, discendevano le fredde divinità scandinave: Gelo Nero, Neve Eterna e Tempesta di Neve.
"Miti & Leggende"
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Un abbraccio a tutti, passerò presto a salutarvi nei rispettivi blog! Scusatemi ma in questi giorni ho pochissimo tempo libero...
un bacino fatato :*

I Magici Portatori di Doni del Natale Tanti anni fa, durante il Natale, molte creature del Piccolo Popolo distribuivano doni ai bimbi. In Norvegia e Danimarca, vivevano i Julnissen e i Jultomten, antichi spiriti del focolare che vivevano negli angoli bui, nei sottoscala, nelle soffitte e nelle stalle; la vigilia di Natale, mentre i padroni di casa dormivano, uscivano dai loro nascondigli per festeggiare con il cibo che i bambini della casa avevano lasciato loro e nascondevano i regali del Natale nei posticini più impensati.

Altri erano discendenti di antiche divinità: la dea del focolare Berchta, antenata della nostra Befana, durante la vigilia di Natale distribuiva ninnoli ai bimbi che erano stati buoni e carbone a quelli cattivi.
In Germania invece, un piccolo angioletto di nome Christkindl, cavalcando un piccolo cervo carico di doni e dolci, visitava le famiglie tedesche ogni vigilia di Natale. Si diceva che la graziosa creatura, fosse mandata direttamente dal cielo ed era perciò chiamata il Cristo Bambino.

In Russia, durante la vigilia di Natale, Kolyada, una fanciulla-Elfo vestita di bianco viaggiava su una slitta di casa in casa. I bambini le dedicavano i loro canti e lei ricambiava con tanti doni.

"Da casa a casa, da cuore a cuore, da un posto all’altro. Il calore e la gioia del Natale ci avvicinano l’uno all’altro"
*Emily Matthews*

L'Origine dell'Albero di Natale Si racconta che a Natale, alcune piante o alberi magici venivano portati dentro le case. Gli antichi romani adornavano le loro dimore con rami di abete per i Saturnalia e per le Calendae, le feste dell'anno nuovo che seguivano subito dopo; gli abeti rappresentavano gli spiriti della fertilità perchè rimanevano carichi di foglie verdi e non morivano mai. Da tempi antichissimi, le popolazioni dell'Austria tagliavano rami di ciliegio, pero e biancospino che poi tenevano nell'acqua e facevano rifiorire per la natività.

Sembra che proprio da queste tradizioni sia derivato l'albero di Natale decorato con luci, frutti, dolci e piccoli doni, ma nessuno sa dire con esattezza come e quando sia avvenuta la trasformazione. Nella leggenda cristiana, l'abete era l'albero della vita che cresceva nel giardino dell'Eden e quando Eva raccolse il frutto, le sue foglie e i suoi fiori si trasformarono in aghi. Solo la notte di Natale tornava a fiorire del suo antico splendore e i cristiani lo celebravano con le decorazioni che appendevano ai rami.

Alcuni attribuirono l'origine dell'albero di Natale a Wilfred di Credition, un missionario crisiano dell'VIII secolo in cerca di anime pagane da redimerein Germania. Un giorno decise di abbattere una quercia, la pianta sacra di Odino che veniva usata per i sacrifici umani. Li accanto nacque un abete e Wilfred dichiarò che quella pianta senza macchia sarebbe stata l'emblema della nuova fede. Altri invece davano una versione diversa. Dicevano che Martin Lutero una notte rimase così incantato dalla luce delle stelle che alla vigilia di Natale decorò un abete con tante candele per emulare la loro luce e lo regalò ai suoi figli.

I primi alberi di Natale furono descritti da un francese, di cui si è perso il nome. cinquant'anni dopo la morte di Lutero. "A Natale" scrisse "nei salotti di Strasburgo venivano sistemati degli abeti a cui erano appese rose di carta colorata, mele, biscotti, foglie d'oro e dolci". Nei secoli seguenti, l'abitudine si diffuse per tutto il continente: quasi ogni casa aveva un abete che sfidava gli alberi spogli di dicembre con le decorazioni di frutti, fiori e luci.

E i regali appesi all'albero che apparivano la vigilia di Natale? Probabilmente discendevano dalle "strenae" ( le strenae erano dei rami di allori e sempreverdi che si regalavano come portafortuna, il nome commemorava la dea dei bosci Strenia, dalle cui piante sacre provenivano i rami.) e dai "sigillaria" dei Saturnalia romani, ( i bimbi ricevevano i sigillaria, piccole bambole di gesso che venivano vendute nelle fiere solo durante il periodo natalizio.) ma erano anche molto di più: erano simboli della fiducia nel ritorno del sole e della gioia delle celebrazioni. Improbabili donatori uscivano dai loro nascondigli per l'occasione. Troll, Elfi e Folletti potevano essere molto pericolosi, poichè si pensava fossero creature dell'aldilà, ma nei loro modi capricciosi, potevano anche rivelarsi buoni e gentili.
"Miti & Leggende"
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Buon Fine Settimana!:)

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