mercoledì, 29 settembre 2004

 

I Misteri delle Fate dell' Acqua

Impenetrabili come i fondali più nascosti, affascinanti come le sorgenti che sgorgano dalle rocce, imprevedibili come le mareggiate e impetuose come i fiumi che scorrono verso il mare, le Fate dell'acqua sono creature lunatiche e mutevoli, proprio come le maree che regolano fluttuando tra le onde. Il loro carattere è molto difficile e complicato: sanno essere generose e servizievoli, ma basta un nulla perchè si offendano e si arrabbino con chi ha avuto la sfortuna di fare loro un torto. Dovete sapere, per esempio, che le Fate dell'acqua non sopportano di essere spiate mentre si specchiano all'alba nei laghi o negli stagni. Il malcapitato le vedrà fuggire arrabbiate per l'intrusione.

Si pensa che queste magiche creature siano le protettrici dei bambini nati in mare che potranno godere per tutta la vita dei loro preziosi consigli e del loro auto. Basta, infatti, che battano tre volte le ciglia e la Fata arriverà in un baleno. Una leggenda originaria dell'Islanda narra di una bimba, figlia di un pescatore, che era nata in mare. Un giorno decise di fare una nuotata, quando rimase impigliata in alcune alghe. La marea saliva veloce e la povera bimba stava per affogare. Caso volle che sbattè tre volte le ciglia e, come per magia, un ponte comparve all'istante sotto i suoi piedi. La piccola era salva.

"Fate, Gnomi Folletti del Bosco Incantato"

***
un dolce abbraccio...





martedì, 28 settembre 2004

 

Il Mondo di Atlantide

Quando gli dei si spartirono il mondo, la bellissima e fertile terra di Atlantide fu affidata al dominio di Poseidone. Qui vi collocò la propria discendenza mortale e, a difesa della città, rimodellò la struttura dell' isola, creando cinte di mare di forma circolare che si alternavano a strisce di terra.
La natura forniva tutto in gran quantità: le miniere contenevano ogni tipo di minerale e le foreste erano talmente rigogliose che il legname abbondava. Non mancava proprio niente e il popolo viveva felice con i frutti della terra. Di tutto ciò ovviamente ne traeva vantaggio anche la città che si arricchiva e diventava sempre più bella. Ben presto, però, l'invidia e la brama di potere si impossessarono degli abitanti di Atlantide.

Zeus, avendo intuito che questi uomini stavano degenerando, decise di castigarli: scatenò terremoti e violenti cataclismi, tanto che l'isola si inabissò per sempre nelle profondità del mare, insieme ai suoi immensi tesori. Gli abitanti di Atlantide si pensa non siano scomparsi ma abbiano subito una trasformazione e continuino a vivere felici nei fondali marini, sotto forma di delfini e di bellissime creature Fatate.

Atlantide

E gli dei tirarono a sorte.
Si divisero il mondo:
Zeus la Terra,
Ade gli Inferi,
Poseidon il continente sommerso.
Apparve Atlantide.
Immenso, isole e montagne,
canali simili ad orbite celesti.

Il suo re Atlante
conosceva la dottrina della sfera
gli astri la geometria,
la cabala e l'alchimia.

In alto il tempio.
Sei cavalli alati,
le statue d'oro, d'avorio e oricalco.
Per generazioni la legge dimorò
nei principi divini,
i re mai ebbri delle immense ricchezze
e il carattere umano s'insinuò
e non sopportarono la felicità,
neppure le felicità,
neppure la felicità.

In un giorno e una notte
la distruzione avvenne.
Tornò nell'acqua.
Sparì Atlantide

* Franco Battiato *


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Categoria: musica, favole e leggende




lunedì, 27 settembre 2004

 

Le Fate dell' Acqua

La magia delle Fate dell'acqua è ovunque, nei ruscelli, negli stagni, nei laghi, nei fiumi, nelle cascate, nei mari, nell'immensità degli oceani e perfino nelle fontane.
L'acqua è l'elemento che permette a queste Fate di vivere e potenziare le loro magie e incantesimi. Non a caso, queste misteriose creature portano sempre con loro una piccola ampolla incantata che contiene alcune gocce dell'acqua della fonte da cui sono state originate. E' infatti solo in questo modo che la loro magia può essere utilizzata ai massimi livelli, in ogni luogo e in ogni situazione la Fata si trovi.

Nelle acque più profonde di mari e laghi si trovano i bellissimi castelli delle Fate dell'acqua. Un incantesimo li tiene nascosti agli occhi curiosi degli uomini che, per quanto si sforzino di fissare attentamente il centro di un lago o una sorgente, non riusciranno mai a vedere nulla. I mortali che hanno il permesso e la fortuna (perchè proprio di questo si ha bisogno) di visitare la dimora di una Fata dell'acqua, si accorgeranno che sott'acqua si può respirare normalmente. Ovviamente è tutto merito di un incantesimo che permette alle creature di vivere proprio come sulla terra. Amanti della tranquillità, per evitare intrusioni le Fate utilizzano piccoli stratagemmi. L'entrata dei loro castelli è infatti protetta da alghe intricate e rocce scure come la notte, che si trasformano sotto il tocco della Fata, in splendidi giardini con fiori profumatissimi e alberi carichi di frutti d'oro.

Molte leggende narrano che i castelli delle Fate dei mari più profondi siano pieni di tesori sommersi, raccolti pazientemente dalle magiche creature che non riescono a resistere al fascino dell'oro e delle pietre preziose.
Quando escono dall'acqua, le Fate hanno l'aspetto di bellissime e misteriose fanciulle dai lunghi capelli adornati con gioielli di ogni tipo.

In Norvegia si racconta che ogni volta che una Fata dell'acqua si spazzola i capelli cade una pioggia di perle, rubini e smeraldi. E' inutile però portarli a casa perchè si trasformerebbero immediatamente in gusci d'uovo.
Molte sono le leggende sparse in tutto il mondo che parlano di città sommerse dalle acque e abitate da splendide creature dai grandi poteri. Nei prossimi giorni vi racconterò le più conosciute per capire meglio i misteri che avvolgono le Fate dell'acqua.

"Fate,Gnomi Folletti del Bosco Incantato"

***

buon inizio settimana!:)





sabato, 25 settembre 2004

 

 

"Continua a sognare, sogna, sogna, sognati un sogno che diventa realtà
Continua a sognare, sogna, sogna e sogna fino a che il sogno diventa realtà
Continua a sognare, a sognare, a sognare, a sognare..."

*Dream On* Aerosmith

Buon Week-End!

Un bacino fatato....:)


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Categoria: musica




venerdì, 24 settembre 2004

 

La Leggenda dell'Unicorno

Qualche sera fa ho rivisto "Legend", così ho pensato di dedicare un piccolo spazio a questa magica creatura che mi ha affascinata sin da bambina...
Gli Unicorni sono raffigurati come bellissimi cavalli dal mantello bianco e un lungo corno sulla fronte. Questa magica creatura ha la capacità di spostarsi nel tempo e si accosta solo a fanciulle pure di cuore.
Già nel Medioevo, l'unicorno veniva ritratto come un bellissimo cavallo bianco, con grandi occhi azzurri o rosa, e con un lungo corno affusolato sulla fronte.

Si credeva che il mitico animale avesse il potere di spostarsi nello spazio e nel tempo e che esso fosse il contatto fra il mondo visibile e quello invisibile. Per questo motivo, si pensava che i suoi poteri influenzassero lo spazio e il tempo, e che si rendesse visibile a tutti, ma inafferabile, solo alla vigilia di grandi eventi epocali. Quando gli uomini vivevano in un mondo in cui la Natura aveva ancora tanta parte nella loro esistenza, era possibile che un Unicorno apparisse a un Re o ad un cavaliere, per annunciargli, con la sua sola apparizione, un prossimo accadimento di grande importanza, ma nessuno ha mai potuto catturarlo, poiché l’Unicorno si accosta solo a fanciulle pure di pensiero e di cuore, e solo da loro si lascia ammansire, al punto di addormentarsi sul loro grembo, come raccontano le leggende e le antiche illustrazioni.

Altre leggende raccontano che l’Unicorno nasce nella mitologia popolare d’oriente, tra India e Cina (dove è uno dei 4 animali benevoli insieme a tartaruga, drago e fenice). In principio era raffigurato come un cervo con zoccoli di cavallo, coda di bue e con un solo corno.Molti in occidente confondevano l’unicorno con il rinoceronte (visto che quest’ultimo ha un solo corno in mezzo alla fronte).
Durante il medioevo vennero organizzate delle vere e proprie battute di caccia per catturare questo mitico animale che, a detta di tutti, donava poteri magici e ricchezze.L’alicorno, il corno dell’unicorno, ha poteri magici ed è preziosissimo, visto che la leggenda dice che sulla terra si trova solo un unicorno vivente, sempre e soltanto uno solo.
Si dice che il corno avesse proprietà magiche e medicinali, ricercato quindi da maghi, nobili e re che credevano potesse offrirgli addirittura l'immortalità. Ci sono parecchie fonti da cui il mito potrebbe essere derivato. La teoria più popolare della sua reale esistenza è quella degli esploratori, che ritrovarono una zanna del narwhal ( una balena artica raramente vista - questa balena è conosciuta per il dente molto lungo che hanno i maschi), che ha una grande rassomiglianza al corno dell' Unicorno.

La caccia agli Unicorni, è forse poi un vero e tragico racconto...poichè come vi dicevo, si pensava che il corno di questo splendido animale avesse proprietà curative e servisse anche per neutralizzare qualsiasi veleno; di conseguenza, era un cimelio molto ambito dai potenti senza tanti scrupoli, per la propria salute e per difendersi da eventuali avvelenamenti da parte dei nemici. Dato che l' Unicorno si avvicinava soltanto al più puro degli esseri umani, così, questi avidi potenti, obbligavano una giovane bella e pura ad attendere seduta sotto un albero in una foresta e, quando l' Unicorno percepiva la sua presenza e si avvicinava con docilità ad essa fidandosi completamente, l'aguzzino e i suoi soldati balzavano fuori e tagliavano il corno dalla testa dell'animale, guadagnandosi così brutalmente il loro ambito premio a scapito della vita dell' Unicorno stesso...:(

La femmina dell' Unicorno era una parte predominante del mito europeo. La leggenda narra che soltanto una fanciulla con l'animo più puro e nobile, potesse addomesticare questo animale: "Quando la femmina dell' Unicorno vide una ragazza sedersi sotto un albero nel bosco, venne avanti e docile pose la sua testa nel suo grembo, dolce e innocente come bambino". Alcuni racconti dicono di una ragazza che abitava in una caverna con l'Unicorno, ritraendo appunto, come la leggenda vuole, la vergine che amava gli Unicorni.
L' Unicorno è descritto in molte leggende del mondo. Scrittori, registi ed artisti ne hanno ricevuto l'ispirazione, per scrivere avventure fantastiche, poesie, realizzare opere d'arte o scene di films.
Anche dopo che la Scienza ha stabilito che, senza ombra di dubbio, l’Unicorno non è mai esistito, le credenze che lo riguardano continuano ad esistere, soltanto che, ormai, la sua ricerca è diventata la ricerca di una capacità di innocenza, di fantasia e di sogno ormai davvero mitica...

***
Io amo pensare che in qualche posto nascosto del nostro mondo..esista una valle incantata...dove vivano queste splendide creature, un posto puro e incontaminato...

"E’ questo l’animale favoloso,
che non esiste.
Non veduto mai,
ne amaron le movenze, il collo, il passo:
fino la luce dello sguardo calmo.
Pure "non era".
Ma perchè lo amarono,
divenne intatto.
Gli lasciavan sempre più spazio.
E in quello spazio chiaro, etereo:
serbato a lui - levò, leggiero, il capo.
Neppure fu.
Non lo nutrir d’avena.
Ma del suo "poter essere", soltanto.
E questo infuse in lui tale vigore,
che dalla fronte, il niveo corno spinse.
Candido venne a una fanciulla incontro.
E fu - per lei - nel suo specchio d’argento."

*R. M. Rilke*


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Categoria: unicorno, favole e leggende




mercoledì, 22 settembre 2004

 

La Tartaruga e la Scatolina Magica

Un'antica leggenda orientale,narra la storia di Urascima, un bel pescatore che un giorno trovò nella sua rete, un' enorme tartaruga che si trasformò sotto i suoi occhi esterefatti in una bellissima fanciulla.
"Vivo sul fondo del mare, in un palazzo incantato. Se mi seguirai diventerai mio marito e vivrai per sempre felice e contento, tra grandi ricchezze".

Urascima non seppe resistere alla bellezza della fanciulla e, in un batter d'occhio, la piccola barchetta scese nelle profondità del mare e raggiunse il castello della Fata.
Dopo tre anni disse alla fanciulla fatata che desiderava moltissimo rivedere la sua famiglia. La Fata sospirò e prese una scatolina dicendo: "Porta con te questa scatola, ti proteggerà. Ma non dovrai mai aprirla, altrimenti non ci rivedremo più". Urascima risalì in superficie e raggiunse il suo villaggio. Tutto era cambiato. Chiese della sua casa e alcuni giovani risposero ridendo: "I nostri nonni ci raccontavano la storia del pescatore Urascima scomparso in mare trecento anni fa". Spaventato, desiderò tornare dalla sua Fata. Non ricordandosi del divieto, aprì la scatola per vedere se ci fosse un incantesimo che lo avrebbe ricondotto da lei più in fretta. Improvvisamente cominciò ad invecchiare. Trecento anni trascorsero in pochi istanti e il povero Urascima non riuscì più a rivedere la sua sposa incantata.

"Fate, Gnomi Folletti del Bosco Incantato"


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Categoria: favole e leggende




martedì, 21 settembre 2004

 

Le Fatine di Marialaura

Oggi ho pensato di mostravi le belle fatine che realizza Marialaura...:)

 

La Fatina Golosa d'Uva

La Fata della Dolcezza

La Fatina dell'Inverno

Non sono deliziose?:)

Grazie Marialaura!:)


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Categoria: dediche




lunedì, 20 settembre 2004

 

Gli Elfi e gli Uomini

Una vecchia filastrocca originaria della Scandinavia illustra il difficile rapporto esistente tra gli Elfi e gli esseri umani:

" Chi un Elfo ha l'ardire
di spiare mentre sembra dormire,
o così stolto si è dimostrato
e una quercia ha sradicato,
sonni tranquilli può fin d'ora scordare
perchè l'Elfo ha osato disturbare"

***

Per il loro carattere imprevedibile e vendicativo, gli Elfi non sono molto inclini agli incontri con gli uomini. Quando vengono spiati, poi, possono reagire anche in malo modo, disturbando il sonno dei malcapitati con schiamazzi o pizzichi o trasformandoli in statue di ghiaccio che utilizzano per abbellire i giardini delle loro case. Se poi si tratta di impostori, bugiardi o di persone pigre state certi che può accadere veramente di tutto. In ogni caso è sempre bene diffidare degli Elfi e starne alla larga, anche quando si hanno le più buone intenzioni.

Amanti della bellezza, si dice che gli Elfi rapiscano i fanciulli di gentile aspetto per farne i loro paggi o servitori. Per i giovani, una volta catturati, sarà impossibile lasciare il mondo fatato per ritornare alle loro case. Ecco perchè molti anni fa era usanza che i giovani più affascinanti portassero sempre legato al polso un nastrino di colore rosso oppure una piccola campanella di ferro, in grado di tenere lontani gli Elfi e le loro potenti magie.

"Fate, Gnomi Folletti del Bosco Incantato"

Buon inizio settimana..un abbraccio grande grande e un bacino fatato..:)


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Categoria: elfi