sabato, 31 luglio 2004

 




 

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venerdì, 30 luglio 2004

 

UN GRAZIE DI CUORE ALLA MIA CARA GINEVRA...E  A TUTTI VOI....SIETE STATI DAVVERO TROPPO CARINI!!!
VI ABBRACCIO TUTTI CON AFFETTO!!!:)


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giovedì, 29 luglio 2004

 

BUON COMPLEANNO

FATINA BELLA

:)

*Ginevra*

 




mercoledì, 28 luglio 2004

 

Luoghi Fatati in Italia

Nelle notti di luna piena sulle pendici del monte Crivari fra le valli di Susa e di Viù, passa la luminosa corsa delle Fate. Queste meravigliose creature attraversano in un turbinio sfavillante la regione su carri di fuoco guidati da bianchi destrieri. Dietro di loro corrono fra risa, canti e balli i folletti che costituiscono il loro magico e rumoroso seguito.

 Gli alpigiani della Val Grande di Lanzo raccontano che in alcune notti estive, particolarmente ricche di stelle, le Fate scendono a danzare e cantare sui prati. Ovunque risuonano le squillanti e invitanti note Fatate ma nessuno osa uscire o guardare lo spettacolo. Il castigo per la curiosa intrusione sarebbe d'essere precipitati in un profonda voragine.

Sul monte Oe, in Sardegna, sorgeva lo splendido palazzo delle Fate, "Sas Fadas". Erano bellissime e fornite di ali. Ogni notte scendevano in paese e giravano per le case: ogni tanto entravano in una casa per il buco della serratura, e se vi trovavano una persona che andasse loro a genio la svegliavano chiamandola tre volte, e la portavano con sé nel loro palazzo. Là le venivano mostrate casse e casse piene d'oro, di pietre preziose, di perle, e la si invitava a prendere ciò che voleva. Ma tutto ciò che quella persona avesse preso si sarebbe traformato in carbone: sarebbe stato necessario tornare là di giorno, con un rosario, e gettarlo sul tesoro per poterselo assicurare.

In Val d'Aosta, vive la Donna Bianca, una Fata benefica, che veglia sugli abitanti di Issime. Quando non può allontanare una sventura, essa ne avverte i pastori, sui monti, con lunghe grida desolate. E' stata vista qualche volta, vestita di bianco, seduta o sdraiata sull'erba: ma quando si cerca di avvicinarla, scompare.

"Fate" Brian Froud & Alan Lee

***

Buona Giornata...:)


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martedì, 27 luglio 2004

 

 

"Già solo per via dei colori sarebbe bello vivere in eterno"

* Elias Canetti *

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lunedì, 26 luglio 2004

 

La Fata Morgana

Fra le creature del reame incantato, era particolarmente nota Morgana la Fata, sorella di Re Artu’ ed allieva del Mago Merlino. Molte storie narrano delle sue imprese, ma la più accreditata rivela che Morgana governava Avalon, l'isola delle mele incantate, e alcune leggende sostengono che abbia preso con sè Re Artù, quando venne sconfitto e mortalmente ferito nella sua ultima battaglia. Il suo nome probabilmente deriva da quello della regina dei Demoni e signora della guerra Celtica, Morrigan.
Una leggenda ci tramanda che, dopo aver condotto suo fratello Artù ai piedi dell'Etna, Morgana si trasferisce in Sicilia tra l'Etna e lo stretto di Messina, dove i marinai non si avvicinano a causa delle forti tempeste, e si costruisce un palazzo di cristallo. Sempre in base alla leggenda, Morgana esce dall'acqua con un cocchio tirato da sette cavalli e getta nell'acqua tre sassi, il mare diventa di cristallo e riflette immagini di città. Grazie alle sue abilità e alla sua bellezza, la Fata Morgana riesce ad ingannare il navigante che, illuso dal movimento dei castelli aerei, crede di approdare a Messina o a Reggio, ma in realtà naufraga nelle braccia della Fata. Da questa leggenda prende il nome un fenomeno ottico che si ammira spesso nello stretto di Messina e nell'isola di Favignana a causa di particolari condizioni atmosferiche. Guardando da Messina verso la Calabria, si vede come sospesa nell'aria l'immagine di Messina e, viceversa, guardando da Reggio Calabria verso Capo Peloro, si vede nello stretto Reggio

Anche un altro valoroso cavaliere, narrano le leggende, andò a vivere con lei nell'isola Fatata. Un bambino era nato alla Regina di Danimarca. Sei Fate erano state invitate al suo battesimo, e Morgana era con loro. Ciascuna fece un dono al bimbo. La prima lo rese coraggioso, la seconda gli donò l'occasione per mostrare il suo valore al mondo, la terza gli fece dono dell'invincibilità, la quarta lo rese piacevole e simpatico, mentre la quinta gli conferì un'indole amabile. Morgana si innamorò del bambino e gli donò se stessa. Disse che, quando fosse giunto il tempo, l'avrebbe portato sulla sua isola e avrebbe vissuto con lui. Il giovane crebbe e divenne uno dei cavalieri di Francia, a causa della sua origine era conosciuto come Ogier il Danese. Visse a lungo e divenne famoso in tutto il mondo per le sue eroiche avventure. Quando Oiger divenne vecchio, Morgana non attese oltre: fece naufragare vicino ad Avalon la nave su cui il cavaliere stava viaggiando. Questi raggiunse l'isola, dove trovò un bellissimo frutteto. Fra gli alberi stava Morgana, bella come l'aurora, che infilò l'anello al dito del cavaliere, facendolo tornare immediatamente giovane. I lineamenti si addolcirono e gli anziani occhi tornarono a risplendere luce della gioventù. Poi la Fata gli pose una corona sul capo. Fu così che Oiger il Danese divenne un prigionierio volontario dell'amore del popolo Fatato. La leggenda narra che visse ad Avalon per secoli.

"Miti e Leggende"

Fata Morgana

Oh, vedo tutto attraverso sabbia rossa e deserto
Ho sete, ho sete di te che non sei qui
Stella caduta dagli occhi,
Che voli sul mio deserto
Ho sete, le nuvole mi cadono dentro,
Cerchio che ha perso il suo centro,
Perché ha smarrito ogni senso
Oh, sabbia rossa e deserto
Lunga scala d'aria che sale dal deserto
Non c'è confine tra l'occhio dentro e l'occhio fuori
Morgana
Lenta processione all'alba nel deserto
Fata Morgana ha già cambiato ogni profilo
Aspetto a parlare prima che l'illusione si sia mossa
Poi scopro il confine che dall'infinito vola dentro di me
Morgana
Ho sete significa che sono vivo
Che importa se l'ultimo o il primo
Il cuore vuol battere ancora, ancora
Oh, sabbia rossa e deserto
La sento negli occhi, in fondo ai miei occhi,
Salire dal mare passando dal cuore

* Litfiba *

Buon inizio settimana...:)





domenica, 25 luglio 2004

 

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sabato, 24 luglio 2004

 

"I sogni nutrono la mia vita, perchè la vita è un sogno.Vi esorto a guardare i vostri sogni lucidi come la più straordinaria palestra della vostra vita. In essi scoprirete come essere vincenti"

* Jean-Michel Folon*


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