mercoledì, 30 giugno 2004

 

" ... la bianca figura di Dama Galadriel divenne presto piccola e distante. Brillava come una finestra di vetro su una lontana collina al sole del tramonto, o come un remoto lago visto dall'alto di una montagna: un cristallo caduto nel grembo della terra. Ad un tratto Frodo credette di vederla alzare un braccio in segno di saluto, mentre da lontano giungeva limpido e penetrante sulle ali del vento che li inseguiva, il canto della sua voce. Ma era una canzone nell'antica lingua degli Elfi al di là del Mare, e Frodo non comprendeva le parole: bella era la melodia ... "

 "Il Signore degli Anelli" * J. R. R. Tolkien *





martedì, 29 giugno 2004

 

 

I sogni sono come le stelle, basta alzare gli occhi e sono sempre là.

Non dire mai che i sogni sono inutili, perchè inutile è la vita di chi non sa sognare.

Ti potranno tagliare le ali, ma non potranno impedirti di sognare.

Solo chi sogna impara a volare.

* Jim Morrison *

 

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lunedì, 28 giugno 2004

 

Il Campione degli Elfi

Se le antiche leggende dicono la verità, alcuni Elfi giunsero nel nostro mondo per aiutare i mortali indifesi. Questi individui talora si sposavano con uomini e donne della nostra specie. Il loro destino, però era spesso  determinato dalla fragilità umana e dai suoi errori. Una leggenda narra le gesta del Cavaliere del Cigno.
Nelle Fiandre accadde che Elsam, una giovane ereditiera rimasta orfana, fosse affidata alla tutela di un cavaliere chiamato Teiramund. Questi era un individuo privo di scrupoli che, per ereditare anche le terre della giovane, decise di sposarla. Dichiarò quindi che la fanciulla gli aveva concesso la mano. Lei, invece, lo contraddisse pubblicamente e lo rifiutò. alla fine la questione giunse davanti all'imperatore tedesco ad  Antwerp, che decise  che tutto si sarebbe risolto con un giudizio divino. Telramund avrebbe dovuto combattere il campione di Elsam, ammesso che qualcuno avesse accettato di rivestire un tale ruolo. In quel momento nel castello del Graal, che si trovava assai lontano sull' isola di Monsalvach, le campane iniziarono a suonare. I cavalieri si riunirono e uno di essi partì. Il giorno prescritto, la corte si riunì presso le rive del fiume Schelda. L'araldo chiamò a voce alta un campione. Quando il suono della sua tromba si spense, una nave trainata da cigni giunse dal fiume.

Veniva da Monsalvach e portava a bordo il cavaliere che avrebbe difeso l'onore della fanciulla. I due avversari combatterono per tutto il pomeriggio, alla sera, il Cavaliere del Cigno sferrò un colpo mortale a Telramund, che cadde esanime al suolo. Elsam sposò il valoroso campione e visse felice al suo fianco per molti anni. L'unica pecca nella loro unione era la condizione posta dall' Elfo, che le aveva intimato di non chiedergli mai le sue origini. Alla fine, però, la curiosità della donna ebbe il sopravvento e la fatale domanda venne posta. Il cavaliere,  si rattristò e, lentamente, tornò sulla riva della Schelda, dove la magica nave era giunta per accoglierlo e riportarlo alla sua terra natia. Salì triste a bordo e, appoggiato allo scudo, continuò a fissare la riva, sino a quando Elsam scomparve per sempre dalla sua vista.

"Miti & Leggende"

The Bard's Song - In The Forest

Now you all know
The bards and their songs
When hours have gone by
I'll close my eyes
In a world far away
We may meet again
But now hear my song
About the dawn of the night
Let's sing the bards' song

Tomorrow will take us away
Far from home
No one will ever know our names
But the bards' songs will remain
Tomorrow will take it away
The fear of today
It will be gone
Due to our magic songs

There's only one song
Left in my mind
Tales of a brave man
Who lived far from here
Now the bard songs are over
And it's time to leave
No one should ask you for the name
Of the one
Who tells the story

Tomorrow will take us away
Far from home
No one will ever know our names
But the bards' songs will remain
Tomorrow all will be known
And you're not alone
So don't be afraid
In the dark and cold
'Cause the bards' songs will remain
They all will remain

In my thoughts and in my dreams
They're always in my mind
These songs of hobbits, dwarves and men
And elves
Come close your eyes
You can see them too

* Blind Guardian *

***

Buon inizio settimana!:)


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domenica, 27 giugno 2004

 

Le Belle Fate

Le belle Fate
dove saranno andate?
Non se ne sente più parlare.
Io dico che sono scappate:
si nascondono in fondo al mare,
oppure sono in viaggio per la luna
in cerca di fortuna.
Ma che cosa potevano fare?
Erano disoccupate!
Nessuno le voleva ascoltare.
Tutto il giorno se ne stavano imbronciate
nel castello diroccato ad aspettare
che qualcuno le mandasse a chiamare.
Girava il mondo per loro
in cerca di lavoro
una streghina piccina picciò,
col naso a becco,
magra come uno stecco,
che tremava di freddo perché
era senza paltò.
E quando la vedevano arrivare
si facevano tutte a domandare:
“Ebbene com’è andata?
Avremo un impiego?”
“Lasciatemi, vi prego,
lasciatemi respirare,
sono tutta affannata…”
“Ma com’è andata?”
“Male!
C’è una crisi generale.
Ho salito tutte le scale,
bussato a tutti i portoni,
mendicato sui bastioni,
e dappertutto mi hanno risposto
che per noi non c’è posto.
Vi dico, una cosa seria,
altro che storie!
Fame, freddo, miseria…
La gente ha un sacco di guai:
i debiti, le tasse, la pigione,
la bolletta del gas,
i nonni aspettano la pensione
che non arriva mai…
Chi volete che pensi a noi?
E poi, e poi,
c’è sempre per aria la guerra:
ho visto certi generaloni,
con certi speroni,
con certi galloni,
con certi cannoni
dalla bocca spalancata…
figuratevi come sono scappata.
Per noi su questa terra non c’è posto.
Ci vogliono cacciare ad ogni costo.
Voi se non mi credete,
fate come volete.
Io per me, faccio il bagaglio
e me la squaglio”.
E le povere Fate
ve le immaginate
a fare le valige?
Per l’emozione le trecce
della Fata turchina
son diventate grige.
Il mago nella fretta
si scorda la bacchetta
e Cappuccetto perde la berretta.
Che spavento!
Biancaneve ha uno svenimento.
Il castello si vuota in un momento.
A bordo di una nuvola
la compagnia se ne va…
Dove, nessuno lo sa.
Forse in qualche paese
dove si sentono sicure,
dove anche i generali
vogliono bene alle Fate
e le circondano di premure
perché sono così delicate.
Allora io mi domando:
torneranno? Ma quando?
Nella selva incantata
ci crescono le ortiche,
sul naso della Bella Addormentata
ci passeggiano le formiche,
la porta del Castello è sempre chiusa
e quando i bimbi chiedono una storia
i nonni trovano la scusa
che hanno perso la memoria…
Ma allora torneranno?
Io dico di sì.
Sapete che si fa?
Si va dai generali
con gli stivali
incapricciati di fare la guerra
e si dice così:
“Signori, per cortesia
andatevene via da questa terra,
andate sulla luna
o anche più lontano
in un posto fuori mano,
dove potrete sparare a tutto spiano
e non si sentirà il baccano.
La mattina vi farete svegliare
con un bombardamento
o un cannoneggiamento,
a vostro piacimento
e di sera
direte la preghiera
con la mitragliatrice.
La gente sarà più felice.
Si potrà stare in pace
tutti i giorni dell’anno,
e di certo così
le Fate torneranno”.

* Gianni Rodari *

..Nonostante tutto...ci sarà sempre posto per le Fate, non le lasceremo andare via...vero?

un grande abbraccio a tutti voi...buona domenica


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BUONA DOMENICA

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venerdì, 25 giugno 2004

 

Divertimenti Fatati

Se vi è capitato di sorridere senza motivo o di scoppiare a ridere senza riuscire più a fermarvi probabilmente è a causa di una Fata giocherellona che, in cerca di svaghi, si sta divertendo a scompigliare i vostri pensieri. Nel Medioevo queste manifestazioni incontrollate erano attribuite alle Fate e i malcapitati, vittime di  un oscuro incantesimo, venivano allontanati per alcuni giorni dalla comunità. alcune Fate fra le più burlone si divertono ad entrare nella bocca delle persone per fare loro dire cose non volute, soltanto per metterle a disagio e ridere fino alle lacrime. Altre Fate sono abilissimi imitatrici della voce degli uomini e non resistono a creare spassosi equivoci di ogni genere. Queste eteree creature sono grandi amanti del divertimento; si dice infatti che le Fate trascorrano gran parte del loro tempo a giocare. Tra i passatempi preferiti c'è il "volo della sfera dorata", a cui non sanno rinunciare durante le calde sere d'estate. Muovendosi con eleganza e rimanendo leggermente sospese dal suolo, si passano la sfera che deve sempre volteggiare sopra le loro teste. Unica regola è che non venga mai toccata con le mani: ciò che la muove è solamente il loro potere di spostare gli oggetti. Tutto si svolge con vivacità e grandi risate e il ritmo cresce via via che la sfera passa di Fata in Fata.

Gli osservatori più attenti riusciranno a scorgere un puntino luminoso, simile a una lucciola, che si sposta in tutte le direzioni sull' erba. In Irlanda si crede che la montagna chiamata Carned-Idris sia stata per moltissimi anni uno dei luoghi preferiti dalle Fate per i loro giochi. Sulla sommità del monte si trova un cerchio di pietre magiche che indica la dimora della famosissima e potente Fata Idris. La gente del luogo narra che sia sufficiente addormentarsi nel cerchio di pietre per visitare in sogno il Regno delle Fate e per ricevere il dono della veggenza. Froud, nel suo libro "Faeries", parla della corsa delle Fate che si svolge nelle notti di luna piena sulle pendici del monte Crivari nella Valle di Susa. I prati e i sentieri più tortuosi sono attraversati a grande velocità su grandi carri tirati da bianchi destrieri. Tutto intorno risuonano i canti e le risa di tutte le creature incantate che partecipano alla corsa. Si dice che le Fate siano dotate di uno spiccato senso dell' umorismo: amano infatti fare scherzi di ogni genere agli uomini, come cambiare il posto agli oggetti e nasconderli, scambiare le scarpe, oppure allietare il Piccolo Popolo con spettacoli e storie bizarre, che inventano durante le ore trascorse a sonnecchiare nelle corolle dei fiori.

"Fate, Gnomi Folletti del Bosco Incantato"


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giovedì, 24 giugno 2004

 

Stranezze da Elfo

Sparse un pò ovunque nel mondo, molte sono le leggende popolari che parlano degli Elfi e delle loro caratteristiche uniche. In Irlanda si dice che camminino senza mai lasciare tracce, nemmeno sulla neve più soffice, mentre in Islanda si crede che quando vengano colpiti da un raggio di sole non proiettino mai la loro ombra. Questo può sicuramente essere un valido strumento in mano agli uomini per riconoscerli. Nonostante abbiano un fisico slanciato e minuto, gli Elfi sono immuni alle malattie e possiedono una resistenza e una forza senza pari. Ecco perchè possono sopportare anche le temperature più estreme: li si può infatti vedere immergersi nelle acque più fredde o spostarsi tra i ghiacci senza neppure rabbrividire, oppure vagare nei deserti più torridi senza soffrire la sete e il caldo. Gli elfi possiedono inoltre una vista in grado di vedere a miglia di distanza e un udito sviluppato.

Una caratteristica degli Elfi è sicuramente il fatto che queste incredibili creature invecchiano senza che la loro bellezza sia intaccata nel tempo e che  non dormono mai, a differenza degli altri membri del Piccolo Popolo. Di notte amano stendersi sulle colline, guardando il cielo stellato e meditando per circa quattro ore. Riposando in questo modo si dice che un Elfo recuperi gli stessi benefici di un umano in otto ore di sonno. Mentre medita, l' Elfo "sogna", sebbene si dica che i sogni siano in realtà esercizi di memoria, in cui rivive gli eventi già accaduti. In passato si diceva che i grandi Re e condottieri fossero stati allevati da un Elfo che aveva insegnato loro l'arte di maneggiare la spada e aveva dato loro grande saggezza. E' infatti risaputo che gli Elfi siano molto abili nell' uso della spada e dell' arco.

"Fate, Gnomi Folletti del Bosco Incantato"

***

"Candida-neve! Candida-neve! Limpida dama!
Regina al di là dei Mari Occidentali!
Luce per noi che qui girovaghiamo
Ove gli alberi tessono un'oscura trama!
Gilthoniel! O Elbereth!
Limpidi i tuoi occhi e terso il tuo respiro!
Candida-neve! Candaida-neve! Noi te decantiamo
In un ermo paese dal Mar molto lontano.
O stelle che durante l'Anno Cupo
Le sue brillanti mani hanno tessuto,
In campi ove l'aria è limpida e lucente
Vi vediamo fiorire pari a boccioli d'argento!
O Elbereth! Gilthoniel!
Ricordiamo ancora noi che viviamo
In un luogo boscoso da te tanto lontano,
Il tuo chiaror stellare sui Mari Occidentali"

* Inno Elfico *

 




mercoledì, 23 giugno 2004

 

Incantesimo della Bufonite

Alla vigilia del giorno di San Giovanni o durante la notte stessa, oppure in una qualsiasi splendida notte dell' anno, soprattutto quando c'è la luna piena, potete offrire un dono alle Fate. Se donate con cuore sincero, sicuramente conquisterete la loro fiducia e il loro favore. Preparate un dolce d'avena o mettete del vino in una tazza oppure, ancora meglio, offrite alle Fate un canto, una danza o una poesia creati da voi o che trovate piacevoli. Prima di iniziare dite ad alta voce: "Questo è per le Fate"; ditelo nuovamente dopo aver offerto il dono, cosa che andrà fatta all' aperto, in un luogo appartato, selvaggio e solitario. Ben presto, probabilmente il giorno successivo, scoprirete che le Fate vi hanno dato qualcosa in cambio; siate vigili, ma non offrite i vostri doni pensando di ricavarne qualcosa nè aspettatevi nulla. Rimanete semplicemente all' erta. Sicuramente molto presto scoprirete nella natura un qualche oggetto strano e grazioso, oppure potrete trovare delle monete d' argento. Qualunque cosa troviate, conservatela per sempre, perchè si tratta di un dono sacro e vi porterà fortuna e felicità. Nella maggior parte dei casi l' oggetto che troverete sarà una bufonite (da "bufo", nome scientifico del rospo, secondo la tradizione infatti queste pietre si formano nel corpo di tale animale), un ciottolo rotondo e venato di disegni splendidi e misteriosi, che sembra mandare bagliori dalle tinte delicate.

Tenetelo con voi e ponetelo sotto il guanciale; secondo la saggezza popolare, queste pietre sono gioielli mistici che si trovano nella testa di un rospo. Coloro che possiedono questa pietra saranno fortunati in amore, saggi nella divinazione e la loro vita sarà benedetta.La notte di San Giovanni, fra il 23 e il 24 giugno, è anche chiamata 'notte della rugiada' e narrano le leggende popolari che sia una notte Fatata in cui gli alchimisti e i guaritori di un tempo usavano raccogliere le erbe e le piante officinali. Narra una leggenda popolare che a mezzanotte in punto, chi si rechi in un bosco di felci, può avere la buona sorte di veder sbocciare su una di esse il bianchissimo Fiore di San Giovanni, che si dischiude inondando il fortunato di una Luce purissima capace di vincere ogni male, portare fortuna e ricchezza e fugare ogni demone e forza negativa.

"Parola di Fata" Claire Nahmad

***

"Forza signori e signore senza macchia: radunatevi e venite con me alla festa rinascimentale.
Attraverso il velo del mistero prova a voltare una pagina di storia.
Senti più di quanto riesci a vedere alla festa rinascimentale
Ascolta i menestrelli che suonano le loro melodie.
Lungo tutta la notte suoneranno per te, per me e per chiunque il cui cuore sia vero, delle canzoni speciali…
Ci sono troppe stelle perché un solo cielo le possa contenere: alcune cadranno, altre saranno vendute quando alla festa rinascimentale i campi si tramuteranno in oro"

 "Renaissance Faire" *Blackmore s' Night*

...non mi resta che augurarvi...una magica notte Fatata...

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